Copertura Wi-Fi capannone e magazzino industriale

Il Wi-Fi di un capannone regge palmari, muletti, AGV e AMR, telefoni e sensori: quando cade, si ferma la logistica. Netframe progetta e realizza la copertura Wi-Fi del capannone industriale, del magazzino e delle aree produttive in Emilia-Romagna e nel Nord Italia: site survey a scaffali carichi con il software Ekahau AI Pro e lo strumento di misura Ekahau Sidekick 2, access point e antenne scelti su altezze e materiali reali, roaming per i dispositivi in movimento, switch PoE e segmentazione della rete. La posa dei cavi resta agli impiantisti: Netframe scrive il capitolato, coordina e collauda. Chi la cerca come wifi capannone, wifi magazzino o copertura wireless industriale trova qui il servizio.

Copertura Wi-Fi in capannone: perché non è un ufficio più grande

Un capannone concentra tutto quello che rende difficile la propagazione radio: soffitti a 8-12 metri, scaffalature metalliche che trasformano ogni corsia in una guida d’onda, merce che attenua il segnale in modo diverso da un giorno all’altro, muletti in movimento, macchinari che generano rumore, celle frigorifere chiuse da pannelli metallici, piazzali e ribalte da coprire fin dentro il camion. A questo si aggiunge il dato che cambia il progetto: i client non stanno fermi. Palmari, terminali veicolari, AGV e AMR, telefoni Wi-Fi si spostano di continuo e ogni passaggio fra un access point e l’altro è un punto di rottura potenziale.

Per questo la copertura Wi-Fi di un capannone non si dimensiona a metri quadri e non si risolve “mettendo qualche access point in più”. Fra una corsia piena e una vuota si misurano differenze di attenuazione superiori a 10 dB: una rete collaudata a magazzino vuoto può smettere di funzionare a magazzino carico. Il progetto parte dall’ambiente reale, dispositivi compresi, e la tabella che segue riassume che cosa cambia da un’area all’altra e che cosa decidiamo di conseguenza.

Ai casi verticali abbiamo dedicato guide separate: stabilimento ceramico, cella frigorifera, industria alimentare e camere bianche del biomedicale. Il metodo di rilievo, con le cinque modalità di survey e la scelta di quelle da usare in capannone, è nella guida al site survey Ekahau in capannone.

Che cosa cambia da un’area all’altra

Ambiente Che cosa cambia per la radio Scelta di progetto
Magazzino con scaffalature intensive (8-12 m) Corsie che si comportano come guide d’onda metalliche, attenuazione della merce variabile, zone d’ombra dietro i pallet, riflessioni multiple Access point per corsia o a scacchiera con antenne direzionali orientate lungo le corsie, survey a scaffali carichi, potenze contenute per limitare l’interferenza co-canale
Magazzino automatizzato con AGV, AMR o LGV Client in movimento continuo, requisiti radio dichiarati dal produttore dei mezzi, canali DFS spesso mal tollerati, blocco del mezzo a ogni microinterruzione SSID e VLAN dedicati ai mezzi, roaming 802.11r/k/v, sovrapposizione fra celle del 20-30%, piano canali senza DFS dove i mezzi lo richiedono, collaudo sui percorsi reali
Reparto produttivo e officina Motori, inverter e saldatrici che alzano il rumore in 2,4 GHz, carroponti e macchine che schermano, polveri, oli e temperature Access point con grado di protezione IP e antenne esterne, banda 5 GHz per i client critici, analisi di spettro per le sorgenti non Wi-Fi, segmentazione IT/OT
Cella frigorifera e area a temperatura controllata Pannelli sandwich che si comportano come pareti metalliche, condensa, brina, cicli di sbrinamento, temperature fino a -25 °C Ogni cella trattata come ambiente radio a sé, access point outdoor con range -40/+65 °C e grado IP67 oppure antenne remotizzate, passaparete sigillati
Piazzale, ribalte, tettoie e portoni Distanze, agenti atmosferici, mezzi in manovra, transizione fra interno ed esterno mentre il terminale è in uso Access point outdoor IP67 con antenne settoriali, roaming interno-esterno progettato ai portoni, protezione da sovratensioni sulle tratte esterne
Uffici, sala controllo, aree comuni Densità di persone e videoconferenze, ospiti, manutentori esterni, stampanti e dispositivi condivisi Dimensionamento a capacità, SSID e VLAN separati, WPA3-Enterprise con 802.1X, rete ospiti isolata

Che cosa comprende il servizio e che cosa resta fuori

Il servizio copre l’intero ciclo della rete wireless del capannone, dal rilievo all’esercizio, con un unico responsabile.

Dal sopralluogo al progetto

  1. Sopralluogo e raccolta dei requisiti: censimento dei dispositivi (palmari e terminali barcode, terminali veicolari, AGV e AMR, telefoni Wi-Fi o DECT, stampanti di etichette, bilance, sensori) e delle applicazioni che ci girano sopra (WMS, MES, voce, videosorveglianza), planimetrie, orari e vincoli di accesso, requisiti radio dichiarati dai fornitori dei mezzi a guida automatica.
  2. Site survey Wi-Fi: survey predittivo su planimetria con il software Ekahau AI Pro e rilievo sul campo, passivo e attivo, con lo strumento di misura Ekahau Sidekick 2, sempre a scaffali carichi; analisi di spettro quando si sospettano sorgenti di disturbo non Wi-Fi. Il servizio nazionale è descritto nella pagina del Wi-Fi site survey e audit.
  3. Progetto radio e capitolato: numero, posizione, altezza e tipo di antenna di ogni access point; piano canali e potenze; SSID e VLAN; requisiti di roaming; switch PoE con budget calcolato sulla somma effettiva; uplink e dorsali; capitolato delle tratte da posare per il cablatore.

Dalla fornitura all’esercizio

  1. Fornitura, configurazione e messa in servizio degli apparati attivi: access point e antenne, switch PoE, controller o gestione cloud, integrazione con firewall e rete esistente. Lavoriamo su Cisco, Fortinet e Huawei, su cui il team è certificato, e sulla linea HPE Aruba Networking dove il cliente ha già investito su quella piattaforma.
  2. Collaudo con validation survey: misura post-installazione con gli stessi strumenti e le stesse soglie scritte nel capitolato, verifica del roaming con i client reali (palmare, terminale veicolare, AGV) sui percorsi reali, report finale con heatmap.
  3. Esercizio: monitoraggio wifi aziendale continuo configurato sul controller o sulla piattaforma cloud degli access point, con soglie di allarme su canali, client per radio, roaming falliti e saturazione, dentro il contratto di assistenza.

Che cosa resta fuori

Perimetro dichiarato. La posa del cablaggio strutturato e le opere elettriche sono affidate a impiantisti e cablatori terzi, che le eseguono e le quotano: Netframe redige il capitolato, coordina i lavori e collauda le tratte, e il montaggio degli access point in quota si concorda con lo stesso impiantista. Restano fuori anche la connettività verso l’esterno (operatore, fibra, FWA), il controllo di ammissione alla rete tramite piattaforme NAC e la sorveglianza gestita h24: il monitoraggio che configuriamo dà visibilità e allarmi a chi gestisce la rete, non è un SOC.

I parametri che scriviamo nel capitolato

Un capitolato con i numeri dentro è ciò che rende il collaudo verificabile: si misura e si confronta, invece di discutere se “il wifi va” oppure no. Questi sono i valori di progetto che usiamo come base per capannoni e magazzini; dove il produttore dei mezzi a guida automatica dichiara requisiti più stringenti, prevalgono quelli.

Segnale, rumore e roaming

Parametro Valore di progetto Perché conta
Livello di segnale sul client peggiore Almeno -67 dBm a 5 GHz in ogni punto operativo: corsie, ribalte, postazioni, percorsi dei mezzi È la soglia di riferimento per la voce e per i client in movimento; va misurata con l’antenna del client, non con quella dell’access point
Rapporto segnale/rumore (SNR) Almeno 25 dB Sotto questo valore il client scende di data rate e ritrasmette: è il momento in cui il palmare “si pianta” pur avendo segnale
Sovrapposizione fra celle contigue 20-30% dove ci sono client in movimento Il client deve vedere il prossimo access point prima di perdere quello a cui è associato
Roaming 802.11r (fast transition), 802.11k (neighbor report), 802.11v (BSS transition), tempi di passaggio sotto i 150 ms; verificato in collaudo con i client reali sui percorsi reali AGV, AMR e sessioni del WMS non tollerano microinterruzioni: una sessione di emulazione terminale che cade a ogni cambio di access point ferma il lavoro

Bande, capacità e antenne

Parametro Valore di progetto Perché conta
Bande e canali 5 GHz per i client critici con canali da 20 MHz (40 MHz dove lo spettro lo consente); 2,4 GHz riservata a legacy e sensori, sui soli canali 1, 6 e 11; canali DFS gestiti o esclusi per i mezzi che non li tollerano; 6 GHz dove il parco client la supporta, entro i 480 MHz disponibili in Europa In capannone contano capacità e stabilità, non la velocità di picco; la banda 2,4 GHz ha tre soli canali non sovrapposti ed è la più esposta al rumore industriale
Data rate minimi Rate 802.11b disattivati, rate minimo alzato Celle più definite, roaming più deciso, meno tempo d’aria sprecato dai client lontani
Client per radio 25-40 client attivi per radio come regola pratica Il Wi-Fi è un mezzo condiviso: si dimensiona a capacità, come spiegato nella guida su quanti access point servono
Antenne e altezza di montaggio Sopra i 7-8 metri antenne esterne direzionali o access point con antenne a settore, orientate lungo le corsie; antenne omnidirezionali integrate solo dove il soffitto è basso Il diagramma di un’antenna integrata montata a 10 metri manda gran parte del segnale dove non serve e lascia il pavimento della corsia in ombra

Alimentazione, cablaggio e sicurezza

Parametro Valore di progetto Perché conta
Alimentazione PoE Budget calcolato sulla somma effettiva dei dispositivi: 802.3at (30 W) per la maggior parte degli access point Wi-Fi 6, 802.3bt (60 o 90 W) per gli access point Wi-Fi 6E e 7 di fascia alta e per gli outdoor con riscaldatore Uno switch “a 24 porte PoE” non alimenta 24 access point di fascia alta: il conto si fa in watt, non in porte
Uplink e cablaggio Uplink 2,5 o 5 GbE su Cat6a per gli access point Wi-Fi 6E e 7, dorsali in fibra fra capannoni, switch PoE in locale tecnico o armadio industriale I nuovi access point saturano il Gigabit; il capitolato per il cablatore parte da qui
Sicurezza WPA3-Enterprise con 802.1X ed EAP-TLS per uffici e dispositivi che lo supportano, chiavi dedicate e ruotate per i legacy, frame di gestione protetti, SSID e VLAN separati per WMS, OT, voce, ospiti e manutentori La chiave condivisa che non scade mai è la vulnerabilità più diffusa nei magazzini; il dettaglio è nella guida alla sicurezza del Wi-Fi aziendale

I dispositivi che la rete deve reggere: palmari, muletti, AGV e AMR, voce

La rete di un capannone si progetta sui client che la useranno davvero, che sono in genere una o due generazioni indietro rispetto al mondo consumer. Prima di scegliere gli access point censiamo il parco dispositivi e i suoi requisiti, perché è il client peggiore a decidere la copertura.

Che cosa serve a ciascun dispositivo

Dispositivo Che cosa gli serve Attenzione di progetto
Palmari e terminali barcode (Android rugged) Copertura continua in corsia e a bordo scaffale, sessione WMS stabile (emulazione terminale o app), spesso solo 2,4 GHz sui modelli meno recenti Survey a scaffali carichi, roaming 802.11r dove il terminale lo supporta, profilo radio del terminale allineato alla rete (bande, roaming aggressiveness, canali)
Terminali veicolari su muletti e carrelli elevatori Roaming a velocità di marcia, antenne esterne del veicolo, transizioni fra interno ed esterno ai portoni Celle progettate sui percorsi, potenze bilanciate fra access point e client, verifica in movimento durante il collaudo
AGV, AMR e LGV Requisiti dichiarati dal produttore, spesso più stringenti dei valori generali (per esempio -65 dBm o migliore, SSID dedicato, band steering disattivato, canali DFS esclusi), roaming senza microinterruzioni verso il fleet manager Requisiti acquisiti prima del progetto e riportati nel capitolato, SSID e VLAN dedicati, test di percorso in collaudo con il mezzo reale
Telefoni VoIP Wi-Fi e DECT Soglie voce su segnale, SNR e roaming, QoS con WMM, autonomia dei terminali Scelta ragionata fra voce su Wi-Fi, DECT o soluzione ibrida, come nella guida al DECT aziendale
Sensori IoT, stampanti di etichette, bilance, dispositivi legacy Spesso solo 2,4 GHz, poca capacità, autenticazione debole o solo a chiave condivisa SSID legacy separato su 2,4 GHz, VLAN isolata con regole di traffico, filtro sui data rate
PC, tablet, ospiti, manutentori esterni Capacità in ufficio e sala controllo, accessi limitati e tracciabili per chi entra da fuori WPA3-Enterprise per il personale, rete ospiti isolata con captive portal, accessi dei manutentori separati e registrati

Piazzali, ribalte e collegamenti fra capannoni

Il Wi-Fi del capannone finisce raramente al portone. Sui piazzali e alle ribalte servono access point outdoor con grado IP67 e range di temperatura -40/+65 °C, antenne settoriali puntate sulle aree di manovra e un roaming fra interno ed esterno progettato, perché il terminale del carrellista è in uso proprio mentre attraversa il portone. Le tratte esterne vanno protette da sovratensioni e i cavi che passano da un edificio all’altro vanno evitati dove è possibile una dorsale in fibra. Quando due capannoni non sono collegati in fibra, un ponte radio punto-punto a 5 GHz o a 60 GHz è una soluzione da valutare, sapendo che diventa un anello della catena da monitorare. Nei siti con più edifici la dorsale si progetta ad anello, con i criteri descritti nella guida alle reti industriali ad alta affidabilità.

Rete, segmentazione e sicurezza: il Wi-Fi è un progetto di rete

La radio è solo l’ultimo tratto. Dietro ogni access point ci sono switch PoE, VLAN, DHCP, QoS, firewall e, sempre più spesso, un WMS o un MES in cloud che rende la WAN parte del progetto. Nei siti produttivi la rete wireless attraversa il confine fra IT e OT, e va segmentata secondo la logica di zone e condotti della serie IEC 62443 descritta nella guida alla progettazione delle reti industriali IT/OT: i mezzi a guida automatica, i sensori di produzione e i palmari del magazzino non stanno nello stesso dominio degli uffici.

Per le PMI manifatturiere che rientrano nel perimetro NIS2 questa separazione, insieme all’inventario degli apparati e al monitoraggio, è una delle misure dell’articolo 24 del D.Lgs. 138/2024, come spiegato nella guida NIS2 per le PMI manifatturiere. È la ragione per cui progettiamo insieme la rete cablata e quella wireless: quando le due cose sono di due fornitori diversi, il collaudo finisce in un rimpallo su di chi sia il problema.

Come si svolge il progetto e quanto dura

  1. Sopralluogo (mezza giornata): ambienti, dispositivi, applicazioni, planimetrie, vincoli di accesso e orari.
  2. Site survey (in genere 2-4 giorni per un magazzino): predittivo su planimetria e rilievo sul campo con Ekahau Sidekick 2 a scaffali carichi, fra i turni se lo stabilimento è in esercizio.
  3. Progetto e capitolato (1-2 settimane): posizioni degli access point, piano radio, SSID e VLAN, switch e PoE, tratte per il cablatore, distinta materiali.
  4. Fornitura e cablaggio: tempi legati alla consegna degli apparati e all’impiantista; Netframe pre-configura gli apparati in laboratorio prima della consegna.
  5. Messa in servizio: attivazione per zone, con doppio SSID transitorio quando si sostituisce una rete esistente senza fermare il magazzino.
  6. Collaudo con validation survey e consegna del report, poi monitoraggio in esercizio.

Per un capannone singolo il percorso dal survey al collaudo richiede in genere 4-8 settimane, con la variabile principale nei tempi di consegna degli apparati e dei lavori di cablaggio. Nei siti multi-capannone o con AGV già in esercizio si procede per fasi, senza interrompere l’operatività.

Da che cosa dipende il costo della copertura Wi-Fi di un capannone

Non esiste un prezzo a metro quadro, e diffidate di chi lo propone. Le voci che decidono il costo sono queste.

  • Superficie, altezza e layout: un capannone con scaffalature intensive a 10 metri può richiedere il doppio degli access point di un capannone vuoto della stessa superficie.
  • Tipo di access point e antenne: indoor enterprise, industriale con grado IP e antenne esterne, outdoor per piazzali e celle; le antenne direzionali sono una voce a parte.
  • Switch PoE e budget di alimentazione: numero di porte, watt disponibili, uplink multigigabit, dorsali in fibra.
  • Cablaggio: quotato dall’impiantista sulle tratte del capitolato; è la voce più spesso sottostimata quando si comprano prima gli apparati.
  • Controller o gestione cloud: licenze e canoni, da moltiplicare per la durata reale, tipicamente cinque-sette anni di vita dell’impianto.
  • Survey, progetto e collaudo: giornate di rilievo e di misura, report.
  • Ridondanza: doppia alimentazione, controller in alta disponibilità, dorsali ad anello dove il fermo del magazzino costa più dell’apparato in più.

Il preventivo arriva dopo il sopralluogo, con la distinta degli apparati e le tratte da posare, così le offerte di più fornitori diventano confrontabili voce per voce. Sul confronto fra spesa iniziale e canoni vale il metodo che usiamo per i centralini, descritto nella guida su OPEX, CAPEX e costo totale.

Come scegliere chi progetta il Wi-Fi del capannone: otto domande da fare

  1. Dimensionate a metri quadri o fate un survey strumentale a scaffali carichi? La risposta giusta è la seconda, con le heatmap consegnate.
  2. Con quale strumento e con quali modalità di survey? Predittivo su planimetria e rilievo passivo e attivo sul campo, con strumentazione dedicata e non con il solo portatile.
  3. Avete acquisito i requisiti radio del mio fornitore di AGV, AMR o WMS? Devono finire nel capitolato, non essere scoperti al collaudo.
  4. Come gestite roaming, piano canali, DFS e potenze? Con 802.11r/k/v, canali da 20 MHz a 5 GHz, banda 2,4 GHz limitata ai legacy e verifica in movimento.
  5. Perché proprio quegli access point e quelle antenne? La risposta deve citare altezza di montaggio, grado IP, temperature, antenne esterne o integrate.
  6. Il budget PoE è calcolato in watt sulla somma dei dispositivi? Gli uplink sono multigigabit? Se la risposta è “24 porte PoE bastano”, non è stato calcolato.
  7. Come segmentate la rete? SSID e VLAN separati per WMS, OT, voce, ospiti e manutentori, con 802.1X dove i client lo supportano.
  8. Chi posa i cavi, chi collauda e chi risponde se qualcosa non va? Un capitolato per il cablatore, un validation survey a fine lavori e un unico responsabile per rete e Wi-Fi.

Dove interveniamo: Emilia-Romagna, distretti industriali, Nord Italia

Netframe ha sede a Modena e interviene in tutte le nove province dell’Emilia-Romagna: Modena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. È il territorio dei distretti in cui i capannoni sono il luogo di lavoro tipico: la meccanica e l’automotive modenesi, la meccatronica reggiana, il distretto ceramico di Sassuolo, il biomedicale di Mirandola, il packaging bolognese, l’agroalimentare parmense, i poli logistici di Piacenza e dell’interporto di Bologna. Chi cerca reti wireless a Modena o wifi per capannoni in Emilia-Romagna trova qui il riferimento locale. Nel resto del Nord Italia seguiamo progetti su tutto l’arco che va dal Piemonte al Friuli-Venezia Giulia, con una pagina dedicata al survey Wi-Fi a Milano e in Lombardia; sui magazzini automatizzati con AMR interveniamo anche a livello nazionale.

Perché Netframe

Netframe è un system integrator IT dell’Emilia-Romagna che progetta insieme la rete cablata, quella wireless e la voce che ci passa sopra: un solo fornitore risponde di switch, access point, roaming e telefoni. Il team è certificato Cisco, Fortinet e Huawei; HPE, con la linea HPE Aruba Networking, è technology partner; Ekahau è lo strumento con cui eseguiamo i survey, di proprietà, non una partnership. Sui magazzini automatizzati con AMR, sugli stabilimenti ceramici, sull’industria alimentare, sulle celle frigorifere e sulle camere bianche del biomedicale abbiamo progetti reali alle spalle e guide pubblicate con i parametri che usiamo. La scelta degli apparati resta legata al progetto e non a un accordo di fornitura: siamo un system integrator indipendente e multi-vendor.

Domande frequenti sulla copertura Wi-Fi in capannone

Quanti access point servono per un capannone di 2.000 o 5.000 metri quadri?

Non si calcola a metri quadri: dipende dall’altezza, dalle scaffalature e dalla merce, dal numero di client attivi per radio e dai requisiti di roaming dei dispositivi in movimento. A parità di superficie un magazzino con scaffalature intensive a 10 metri può richiedere il doppio degli access point di un capannone vuoto. Il numero corretto lo dà il survey predittivo su planimetria confermato dal rilievo sul campo a scaffali carichi.

Il Wi-Fi funziona con scaffalature metalliche alte 10 metri?

Sì, se viene progettato per quelle corsie: access point o antenne direzionali orientate lungo le corsie, potenze contenute per limitare le interferenze fra celle, survey eseguito con la merce a scaffale. Le scaffalature riflettono e attenuano il segnale e la merce cambia l’attenuazione da un giorno all’altro, per questo una rete misurata a magazzino vuoto non è una garanzia.

Meglio 2,4 GHz o 5 GHz per palmari e AGV in magazzino?

La banda 5 GHz per tutti i client che la supportano: ha molti più canali, meno rumore industriale e permette celle più definite. La banda 2,4 GHz, con tre soli canali non sovrapposti, va riservata ai dispositivi legacy che non hanno alternative, su un SSID separato. Per gli AGV e gli AMR prevalgono i requisiti del produttore, che spesso chiedono un SSID dedicato a 5 GHz senza canali DFS.

Perché gli AGV o gli AMR si fermano in alcuni punti del magazzino?

Quasi sempre per un problema di roaming: il mezzo resta agganciato a un access point lontano finché non perde il segnale, poi impiega troppo tempo a riassociarsi, e il fleet manager lo ferma per sicurezza. Le cause tipiche sono celle sovrapposte troppo poco, canali DFS che il mezzo non gestisce, potenze sbilanciate fra access point e client, data rate minimi troppo bassi. Si risolve con un survey attivo sui percorsi reali, il roaming 802.11r/k/v e un piano radio scritto sui requisiti del produttore.

Fate anche il cablaggio e il montaggio degli access point?

La posa dei cavi e le opere elettriche sono affidate a impiantisti e cablatori terzi, che le eseguono e le quotano. Netframe scrive il capitolato delle tratte, coordina i lavori, collauda le tratte e concorda con lo stesso impiantista il montaggio degli access point in quota. Fornitura, configurazione e messa in servizio degli apparati attivi sono nel perimetro di Netframe.

Servono access point industriali o bastano quelli da ufficio?

Dipende dall’area. In un magazzino asciutto e riscaldato spesso bastano access point enterprise indoor con antenne esterne direzionali. In produzione, dove ci sono polveri, oli, lavaggi o temperature elevate, servono apparati con grado di protezione IP e range di temperatura esteso; in cella frigorifera e sui piazzali servono access point outdoor con grado IP67 e range -40/+65 °C. La scelta la fa il survey, non il catalogo.

Serve un survey se gli access point sono già installati e il wifi non funziona?

Sì, ed è il caso più frequente. Un survey passivo e attivo sulla rete esistente rivela buchi di copertura, celle mal sovrapposte, canali sbagliati, interferenze e problemi di roaming che spiegano disconnessioni e lentezza già lamentate dagli operatori. Spesso si risolve riposizionando, cambiando antenne e riconfigurando, senza rifare l’impianto.

Quanto costa e quanto tempo richiede la copertura Wi-Fi di un capannone?

Il costo dipende da superficie, altezza e layout, dal tipo di access point e antenne, dagli switch PoE, dal cablaggio e dalle licenze di gestione; il preventivo arriva dopo il sopralluogo, con distinta materiali e tratte da posare. Per un capannone singolo il percorso dal survey al collaudo richiede in genere 4-8 settimane, con i tempi di consegna degli apparati e dei lavori di cablaggio come variabile principale.

Il Wi-Fi del capannone si pianta dove serve di più?

Sopralluogo, survey con Ekahau Sidekick 2 a scaffali carichi, progetto radio e capitolato, collaudo con i vostri palmari e i vostri mezzi. In Emilia-Romagna e nel Nord Italia.

Richiedi un preventivo

Netframe è un system integrator indipendente e multi-vendor. Il team è certificato Cisco, Fortinet e Huawei; HPE, con la linea HPE Aruba Networking, è technology partner; Ekahau è lo strumento con cui eseguiamo i survey, non una partnership. I produttori di terminali, veicoli a guida automatica e software di magazzino citati in questa pagina sono nominati a titolo descrittivo e non hanno alcun rapporto commerciale con Netframe. Le soglie radio dei mezzi a guida automatica sono quelle dichiarate dai rispettivi produttori e prevalgono sui valori generali indicati.

Fonti

  • IEEE Std 802.11-2020: emendamenti 802.11r (fast BSS transition), 802.11k (radio resource measurement) e 802.11v (wireless network management), oggi incorporati nello standard base; IEEE 802.11ax (Wi-Fi 6) e 802.11be (Wi-Fi 7)
  • IEEE Std 802.3: Power over Ethernet nelle classi 802.3af, 802.3at e 802.3bt e relative potenze erogabili
  • Decisione di esecuzione (UE) 2021/1067 del 17 giugno 2021, uso armonizzato dello spettro nella banda 5945-6425 MHz (EUR-Lex)
  • Cisco, Real-Time Traffic over WLAN Design Guide: soglie di -67 dBm e SNR 25 dB e sovrapposizione fra celle per i client in movimento
  • Serie IEC 62443, sicurezza dei sistemi di automazione e controllo industriale: modello a zone e condotti per la segmentazione IT/OT
  • Decreto legislativo 4 settembre 2024, n. 138, recepimento della direttiva NIS2, articolo 24 (Gazzetta Ufficiale)
  • Documentazione Ekahau AI Pro e Sidekick 2 per bande misurate e metodologia di survey (ekahau.com)

Fonti verificate il 17 agosto 2026. I requisiti radio dei veicoli a guida automatica variano per produttore e modello: vanno acquisiti dalla documentazione del fornitore prima del progetto.

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