Quanti access point servono? Il dimensionamento si fa a capacità, non a metri quadri
Quanti access point servono? Il dimensionamento si fa a capacità, non a metri quadri
Quanti access point servono per coprire l’ufficio o il capannone? È la domanda che apre quasi tutti i progetti Wi-Fi, e la risposta che circola più spesso, un access point ogni tot metri quadri, è anche quella sbagliata. La copertura wifi non si dimensiona a metri quadri: si dimensiona a capacità.
La differenza non è accademica. Progettare a metri quadri produce reti che mostrano quattro tacche di segnale ovunque e poi crollano alla prima riunione con trenta laptop nella stessa stanza. Progettare a capacità significa partire da quanti dispositivi ci sono, cosa fanno e in che ambiente si muovono.
In questa guida vediamo il metodo: le variabili che determinano davvero il numero di access point, i valori di riferimento per applicazioni e client, esempi pratici per ufficio, capannone e alta densità, e il motivo per cui un survey batte qualsiasi regola del pollice.
Perché la regola dei metri quadri non funziona
Un access point enterprise moderno, in campo aperto, illumina senza fatica 200 o 300 metri quadri. Se bastasse il segnale, un ufficio medio si servirebbe con un solo apparato. Il punto è che il Wi-Fi è un mezzo condiviso: tutti i client agganciati alla stessa radio si dividono il tempo di trasmissione. Più client attivi ci sono nella cella, meno banda tocca a ciascuno, indipendentemente da quanto è forte il segnale.
Il collo di bottiglia quindi non sono i metri: è la cella, cioè quanti dispositivi la abitano e quanta banda consumano. Per questo due ambienti identici per superficie possono richiedere due oppure dieci access point: un magazzino con venti terminali barcode e una sala corsi da ottanta persone non hanno nulla in comune, anche a parità di metri quadri.
Le quattro variabili che contano davvero
Il dimensionamento serio parte da quattro domande, e nessuna riguarda la superficie.
| Variabile | Cosa chiedersi | Effetto sul numero di access point |
|---|---|---|
| Densità di dispositivi | Quante persone, moltiplicate per 2 o 3 dispositivi a testa, più i device fissi (stampanti, TV, sensori) | È il moltiplicatore principale: più client attivi, più celle servono |
| Applicazioni e banda | Cosa fanno i client: posta e web, videocall, streaming, backup, terminali | Determina la banda da garantire a ogni client dentro la cella |
| Materiali e layout | Cartongesso, muri pieni, vetri basso emissivi, scaffalature metalliche | Definisce dove muore il segnale e dove servono celle aggiuntive |
| Roaming e dispositivi critici | Telefoni VoWiFi, terminali di magazzino, carrelli, AMR | Impone celle sovrapposte, soglie di segnale e roaming configurato |
Sui materiali, qualche valore tipico di attenuazione aiuta a capire perché il layout pesa: una parete in cartongesso toglie 3-4 dB, un muro pieno 8-10, il cemento armato anche 12-15, un vetro basso emissivo può comportarsi quasi come un muro e una scaffalatura metallica cambia attenuazione a seconda del riempimento. Per i dispositivi critici in mobilità valgono le soglie di progetto della voce: segnale di almeno -67 dBm ovunque, SNR di 25 dB e roaming assistito 802.11r/k/v, più due impostazioni che completano il progetto: un data rate minimo obbligatorio (tipicamente 12 o 24 Mbps), così un client non resta agganciato a un access point lontano trasmettendo a velocità bassissima e occupando tempo radio per tutti, e una soglia di isteresi del roaming ben regolata, cioè la differenza di segnale tra cella servente e candidata che innesca la commutazione.
I numeri di partenza: banda per applicazione e client per radio
Due riferimenti pratici trasformano le domande in numeri.
| Applicazione | Banda da garantire per client | Note |
|---|---|---|
| Navigazione, posta, gestionali | 1-2 Mbps | Traffico discontinuo, tollera una condivisione spinta |
| Videocall HD (Teams, Zoom) | 2-4 Mbps | Continuativa e sensibile a latenza e jitter |
| Streaming e formazione video | 4-5 Mbps | Continuativa, pesa molto nelle aule |
| Terminali barcode e VoWiFi | Meno di 1 Mbps | La banda non è il problema: contano roaming e stabilità |
| Backup e trasferimenti pesanti | 10+ Mbps | Da pianificare in orari dedicati o spostare su rete cablata |
Il secondo riferimento è il carico per radio. I datasheet dichiarano centinaia di client supportati per access point: è un dato di targa, non di progetto. Nella pratica conviene dimensionare tra 25 e 40 client attivi per radio nelle aree dense, tenendo margine per i picchi. Con access point dual band o tri band (la terza radio è la banda 6 GHz, dove il dispositivo la supporta) il conteggio si fa per radio, non per apparato.
Per chiudere il conto serve un terzo numero: il throughput utile di una radio è tipicamente il 50-60% della velocità nominale dichiarata, perché il mezzo è condiviso e l’overhead di protocollo non si elimina. Moltiplicando i client attivi per la banda da garantire si ottiene il fabbisogno aggregato della cella, e da lì si capisce se una radio basta o se la cella va divisa.
Esempi di dimensionamento (da verificare sempre con un survey)
| Scenario | Ragionamento | Ordine di grandezza |
|---|---|---|
| Ufficio open space, 50 persone | 120-150 dispositivi totali, 60-80 attivi nei picchi, videocall frequenti | 3-5 access point, più uno dedicato alle sale riunioni grandi |
| Sala corsi o evento, 80-100 posti | Alta densità concentrata, tutti attivi insieme | 2-3 access point dedicati, celle piccole e antenne orientate |
| Capannone con scaffalature metalliche | Il segnale non attraversa le corsie piene: si progetta per corsia | Un access point ogni 1-2 corsie con antenne direzionali (vedi la guida al site survey in capannone) |
| Ufficio su più piani con muri pieni | I solai attenuano molto: ogni piano fa storia a sé | Celle per piano, mai contare sulla copertura tra piani |
Sono ordini di grandezza, non un progetto: la stessa pianta con materiali diversi, o con dispositivi critici in mobilità, cambia il risultato. E vale anche il contrario: aggiungere access point a caso non migliora la rete, perché senza un piano dei canali l’interferenza co-canale può peggiorare le prestazioni, soprattutto sui 2,4 GHz dove i canali utilizzabili sono solo tre.
Quanti canali hai davvero: il vincolo europeo sui 6 GHz
Il piano dei canali è il limite superiore alla densità di celle: si possono mettere tanti access point quanti sono i canali che si riescono a riusare senza sovrapporsi. Ed è qui che la documentazione internazionale inganna.
Sui 2,4 GHz i canali non sovrapposti sono tre, e questo non è cambiato. Sui 5 GHz il numero dipende dai vincoli DFS e dalla larghezza di canale scelta. La banda 6 GHz, quella che con Wi-Fi 6E e Wi-Fi 7 dovrebbe risolvere il problema, in Europa è disponibile solo nella porzione inferiore: 5945-6425 MHz, cioè 480 MHz, aperti dal 2021 per uso indoor a bassa potenza dalla Decisione di esecuzione (UE) 2021/1067. In canali da 160 MHz sono tre; in canali da 80 MHz, sei.
Negli Stati Uniti è disponibile l’intera banda, 1200 MHz. Chi dimensiona una rete leggendo una design guide scritta per il mercato americano progetta quindi su un numero di canali che in Europa non esiste. La porzione superiore, 6425-7125 MHz, resta oggetto di valutazione: il Radio Spectrum Policy Group ha raccomandato a novembre 2025 di dare priorità alle reti mobili sulla maggior parte della banda, e le decisioni definitive dipenderanno dalla WRC-27.
La conseguenza pratica per il dimensionamento: la banda 6 GHz aumenta molto la capacità disponibile e va usata, ma non elimina la necessità di un piano dei canali. In alta densità, con canali da 160 MHz, in Europa il riuso si esaurisce in fretta, e la scelta fra 80 e 160 MHz di larghezza diventa una decisione di progetto, non un’impostazione di default.
Il metodo giusto: progettare con un survey
Il modo corretto di rispondere alla domanda iniziale è il survey predittivo: si carica la piantina nel software Ekahau, si assegnano i materiali con le loro attenuazioni, si distribuiscono i client con la densità reale e il progetto restituisce numero e posizione degli access point, con le mappe di copertura e di capacità. Sul campo, la verifica con lo strumento di misura conferma o corregge le ipotesi, soprattutto dove i materiali sono imprevedibili.
Netframe, system integrator IT dell’Emilia-Romagna con sede a Modena, esegue il site survey Wi-Fi professionale con Ekahau AI Pro e Sidekick 2: dal survey predittivo per i nuovi impianti alla verifica delle reti esistenti, con report e piano d’azione. Se stai dimensionando una rete wifi e vuoi un numero fondato sui dati invece che sui metri quadri, chiamaci allo 059 7134794 o scrivi a info@netframe.it.
Domande frequenti sul numero di access point
Un access point quanti metri quadri copre?
In campo aperto un access point moderno può coprire anche 200 o 300 metri quadri, ma è il dato sbagliato da guardare: il segnale arriva lontano, la capacità no. Ogni access point condivide il tempo radio tra tutti i client connessi, quindi la vera domanda non è quanti metri copre ma quanti dispositivi deve servire e con quali applicazioni. In un ufficio reale, tra muri e densità di persone, la cella utile è molto più piccola della copertura teorica.
Quanti access point servono per 50 persone in ufficio?
Come ordine di grandezza, in un open space da 50 persone si arriva facilmente a 120-150 dispositivi connessi tra laptop, smartphone e periferiche: servono in genere da 3 a 5 access point ben posizionati, non uno solo potente. Il numero esatto dipende dalle applicazioni (le videocall pesano molto più della posta), dai materiali e dalla presenza di sale riunioni: per questo il conteggio serio si fa con un survey.
Meglio pochi access point potenti o più access point a potenza ridotta?
Più access point a potenza ridotta. Alzare la potenza crea celle enormi dove si affollano troppi client e i dispositivi restano agganciati all’access point lontano invece di passare a quello vicino. Celle più piccole e sovrapposte distribuiscono il carico e rendono fluido il roaming: come riferimento di progetto, una sovrapposizione intorno al 15-20 per cento va bene per le reti dati, mentre per la voce su wifi e per i terminali di magazzino si sale al 20-30 per cento, perché il dispositivo deve agganciare la cella successiva prima di perdere quella corrente.
Se il wifi è lento significa che servono più access point?
Non sempre, e a volte è vero il contrario. Un wifi lento può dipendere da canali sovrapposti, interferenze, troppi client su un solo access point o da una copertura pensata solo a segnale. Aggiungere access point senza un piano dei canali peggiora l’interferenza co-canale, soprattutto sui 2,4 GHz. Prima si misura, poi si decide se aggiungere, spostare o riconfigurare.
Serve un site survey anche per un ufficio piccolo?
Per un ufficio semplice sotto i 400-500 metri quadri spesso basta un survey predittivo: si progetta sulla piantina con le attenuazioni dei materiali e si verifica dopo l’installazione. Il survey on-site diventa importante quando ci sono materiali imprevedibili, dispositivi critici come telefoni wifi e terminali, ambienti industriali o vincoli di continuità: misurare prima costa sempre meno che correggere dopo.
Netframe è un system integrator indipendente, non affiliata ai produttori citati; Ekahau è lo strumento con cui eseguiamo i survey, non una partnership. Soglie e valori di riferimento derivano dagli standard e dalla letteratura di progetto elencati nelle fonti.
Fonti
- Decisione di esecuzione (UE) 2021/1067 del 17 giugno 2021, uso armonizzato dello spettro nella banda di frequenza 5945-6425 MHz (EUR-Lex)
- ETSI EN 303 687, sistemi di accesso wireless nella banda 5945-6425 MHz (etsi.org)
- IEEE 802.11r, 802.11k e 802.11v (roaming assistito)
- Radio Spectrum Policy Group, parere di novembre 2025 sull’uso futuro della banda 6425-7125 MHz, e mandato della Commissione europea al CEPT sulle condizioni tecniche di condivisione (risultati finali previsti per luglio 2027; radio-spectrum-policy-group.ec.europa.eu)
- Design guide di riferimento per la voce su Wi-Fi: soglie di segnale e SNR, sovrapposizione delle celle, data rate minimo
- Documentazione Ekahau per il survey predittivo e i coefficienti di attenuazione dei materiali (ekahau.com)
Fonti verificate il 10 agosto 2026. Lo stato regolatorio della banda 6 GHz superiore in Europa è in evoluzione: le decisioni definitive dipendono dalla WRC-27 e dai lavori CEPT in corso.
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