Country code degli access point: perché un apparato comprato negli Stati Uniti non si usa in Italia
Un access point non è uguale in tutto il mondo
Lo stesso modello di access point, con lo stesso nome sulla scatola, trasmette su canali diversi e con potenze diverse. Dipende dal paese in cui è installato. Non è una scelta del produttore: è la legge. Ogni paese decide quali porzioni di spettro sono aperte al Wi-Fi, con quale potenza massima e con quali obblighi. Per esempio il rilevamento dei radar sui 5 GHz. Il country code è il modo in cui l’apparato sa dove si trova e quindi cosa può fare.
Il problema nasce quando un access point arriva in Italia con un country code che non si può impostare su Italia. Succede con l’apparato comprato online a un prezzo troppo buono. Oppure con quello dismesso dalla sede americana e con la scorta di magazzino presa “tanto è lo stesso modello”. In alcuni casi l’access point non si aggancia al controller. In altri si aggancia e trasmette su canali e potenze vietate, senza che nessuno se ne accorga. Questa guida spiega cosa cambia fra Europa e Stati Uniti e come tre produttori gestiscono il country code. Poi cosa fare con gli apparati sbagliati e cosa controllare al collaudo.
Cosa cambia fra Europa e Stati Uniti
In Europa gli apparati radio ricadono nella direttiva 2014/53/UE, la RED. I requisiti sono dettagliati dalle norme armonizzate ETSI: EN 300 328 per i 2,4 GHz, EN 301 893 per i 5 GHz, EN 303 687 per i 6 GHz. Negli Stati Uniti valgono le regole della FCC. Le differenze che contano per una rete aziendale sono queste.
| Banda | Europa (ETSI) | Stati Uniti (FCC) |
|---|---|---|
| 2,4 GHz | Canali da 1 a 13, 100 mW EIRP | Canali da 1 a 11, potenze più alte |
| 5 GHz, canali 36-64 | Solo interni, 200 mW EIRP, DFS obbligatorio da 52 a 64 | Anche esterni, potenze più alte |
| 5 GHz, canali 100-140 | 1 W EIRP, DFS e TPC obbligatori; i canali 120-128 con rilevamento specifico per i radar meteorologici | DFS con regole proprie |
| 5 GHz, canali 149-165 | Non disponibili per il Wi-Fi a potenza piena | Disponibili, fino a 4 W EIRP |
| 6 GHz | 480 MHz (5945-6425 MHz), solo interni a bassa potenza, 23 dBm EIRP | 1200 MHz (5925-7125 MHz), anche potenza standard con database AFC |
I canali 149-165, il caso che fa più danni
La riga dei canali 149-165 è quella che fa più danni in pratica. Un access point con impostazioni americane li usa volentieri, perché sono canali senza DFS e senza vincoli di radar. In Europa quella porzione non è aperta al Wi-Fi con quelle potenze: chi trasmette lì interferisce con altri servizi e viola la norma. Inoltre i client europei spesso non vedono quei canali, quindi la rete “funziona” solo per alcuni dispositivi. Il quadro dei 6 GHz è nella guida sul Wi-Fi 7 in azienda.
Come i produttori gestiscono il country code
Ogni produttore risolve lo stesso problema in modo diverso. Le tre soluzioni che incontriamo più spesso sono queste.
Cisco: il dominio regolatorio nel codice prodotto
Gli access point Cisco sono prodotti per un dominio regolatorio fisso, indicato da una lettera nel codice prodotto. Per esempio -E per l’Europa, -B per gli Stati Uniti, -A per il Canada. Il dominio è scritto nella radio in fabbrica e non si cambia. Il country code, per esempio IT, si configura sul controller e deve appartenere al dominio dell’apparato. Un access point a dominio fisso si aggancia al controller Catalyst 9800 solo se sul controller è abilitato almeno un paese del suo dominio. Altrimenti il controller registra un errore di mancata corrispondenza fra country code e dominio regolatorio e l’apparato non entra in servizio.
Cisco: il dominio -ROW e gli apparati a uso globale
A partire dai modelli 9124 e 9136, e poi con la serie 916x Wi-Fi 6E, Cisco ha introdotto il dominio -ROW, Rest of World. Riunisce una decina di domini minori precedenti, mentre i domini principali come -E, -A e -B restano prodotti a parte. Un access point -ROW porta con sé le tabelle di potenza e canali di tutti i paesi del dominio. Applica quelle giuste quando riceve il country code dal profilo di join del controller, con IOS XE 17.6 o successivo. Finché il country code non è valido, la radio a 5 GHz resta spenta e quella a 2,4 GHz lavora su canali standard a potenza ridotta. Gli access point Wi-Fi 7 della serie 917x non hanno più alcun dominio: sono apparati a uso globale e prendono tutto dal country code.
Per sapere quale dominio serve per un modello in un paese, Cisco pubblica uno strumento di verifica di conformità. Per ogni modello c’è poi un documento con canali e potenze massime per paese. Inoltre Cisco avverte che un apparato ordinato con il codice prodotto del paese sbagliato non può essere sostituito in garanzia dal supporto tecnico. Il team Netframe è certificato Cisco e verifica il dominio prima di ogni ordine.
HPE Aruba Networking: varianti hardware e Rest of World
HPE Aruba Networking distingue due famiglie di varianti, sui controller e sugli access point in modalità autonoma. Da un lato quelle con dominio bloccato per Stati Uniti, Giappone e Israele, dall’altro la variante RW, Rest of World, per tutti gli altri paesi. Un access point gestito da controller prende il dominio dal controller e il country code dal profilo assegnato al suo gruppo. Un access point in modalità autonoma della variante RW chiede il paese alla prima configurazione; una variante bloccata non lo chiede e non si converte. Le tabelle regolatorie sono aggiornabili via software, quindi un apparato RW segue nel tempo le modifiche normative del paese. In Italia si ordina la variante RW e si imposta IT.
Huawei: il profilo di dominio regolatorio sul controller
Sugli AirEngine il country code sta in un profilo di dominio regolatorio configurato sul controller WAC, oppure sull’access point in modalità autonoma o cloud. Il profilo viene poi applicato ai gruppi di access point. Il profilo predefinito ha il country code CN. Alla prima configurazione va quindi impostato IT, come indica la stessa documentazione Huawei, che ricorda l’obbligo di conformità alle leggi locali. La modifica del country code azzera canali e potenze configurati e, sulle versioni più vecchie, riavvia gli access point. Un controller può gestire access point in più paesi con più profili, uno per gruppo. Prima dell’ordine va verificato sulla dichiarazione di conformità del modello che sia omologato per l’Unione europea. Netframe, partner certificato Huawei, lo fa per ogni progetto.
L’access point sbagliato: cosa succede davvero
Tre casi ricorrenti. Il primo: un Cisco -B arriva in Italia. Non si aggancia a un controller che ha solo IT fra i paesi abilitati. Se poi lo si forza aggiungendo US ai country code del controller, si aggancia e trasmette con canali e potenze americane. È una violazione della RED e del Codice delle comunicazioni elettroniche, e l’apparato non è coperto dalla garanzia per l’uso fuori dal suo dominio.
Il secondo caso è una variante US di un altro produttore, comprata su un marketplace. Il country code non si cambia e le radio restano su regole americane. Nelle prove tutto sembra funzionare, finché un portatile europeo non trova la rete su un canale che non può usare.
Il terzo caso, il più subdolo, è un access point -ROW o RW arrivato da una sede estera del gruppo con il country code di quel paese. Si aggancia, funziona, ma con le regole sbagliate. Lo si scopre solo leggendo il country code sul controller, apparato per apparato. Per questo il collaudo di una rete Wi-Fi include sempre questa verifica, come descritto nella guida all’installazione del Wi-Fi aziendale.
Reti in più paesi: un controller, più profili
Un’azienda con sedi in Italia, Germania e Stati Uniti può gestire tutto da un solo controller, a patto di separare le regole. Su Cisco il country code sta nel profilo di join degli access point, uno per sito, con fino a 200 paesi abilitabili sul controller. Il capogruppo RF decide poi i canali disponibili sulla base della sua lista di paesi. Con Huawei si crea invece un profilo di dominio per paese e lo si associa al gruppo di access point della sede. Con HPE Aruba Networking il profilo regolatorio si assegna per gruppo di access point. In tutti i casi la regola è la stessa. L’apparato prende il country code del paese in cui è montato, non quello della sede in cui sta il controller.
C’è un vincolo hardware in più. Le sedi americane e giapponesi richiedono apparati del loro dominio, e su alcune piattaforme anche il controller ha una variante bloccata per quei paesi. Un progetto multi-paese parte quindi dalla lista degli apparati per sede, non dal modello unico per tutti.
Cosa controllare al collaudo
Quattro verifiche, da scrivere nel documento di consegna. Il country code di ogni access point letto dal controller, non dal progetto. I canali in uso, che devono stare dentro l’elenco europeo e, sui 5 GHz, con DFS attivo dal 52 in su. La potenza trasmessa per radio, confrontata con i limiti EIRP per banda tenendo conto del guadagno d’antenna. E la banda 6 GHz, attiva solo sui 480 MHz europei e solo su apparati omologati per l’Europa. Su Cisco queste informazioni si leggono dal controller con i comandi di stato delle radio; su Huawei e HPE Aruba Networking dalle rispettive console. Il metodo completo di validazione è nella guida alla progettazione Wi-Fi con Ekahau.
Gli errori che si vedono più spesso
- Access point comprato online con codice prodotto di un altro dominio: non si aggancia, o trasmette fuori norma.
- Country code US aggiunto al controller “per far agganciare” un apparato americano.
- Profilo predefinito lasciato con il country code di fabbrica.
- Apparati arrivati da una sede estera con il country code di quella sede, mai riletto.
- Canali 149-165 attivi su una rete italiana.
- Potenza impostata sul valore massimo dell’apparato, senza il conto del guadagno d’antenna.
- 6 GHz acceso su un apparato non omologato per l’Europa.
- Collaudo fatto sulla mappa di copertura, senza leggere il country code sul controller.
Da dove si parte
Dal codice prodotto sull’ordine, prima che dall’apparato in mano. Netframe è un system integrator IT dell’Emilia-Romagna con sede a Modena. Progettiamo e installiamo reti Wi-Fi aziendali con apparati omologati per l’Europa e configuriamo controller e profili regolatori per sede. Poi verifichiamo al collaudo country code, canali e potenze di ogni access point. Il team è certificato Cisco e Huawei; HPE, con la linea HPE Aruba Networking, è technology partner. Lavoriamo in tutte le province dell’Emilia-Romagna; per Modena e provincia c’è la pagina dedicata a reti aziendali e Wi-Fi a Modena.
Domande frequenti sul country code degli access point
Cos’è il country code di un access point?
È l’impostazione che dice all’access point in quale paese si trova. Così le radio usano solo i canali e le potenze ammesse da quel paese e applicano gli obblighi locali, come il rilevamento dei radar sui 5 GHz in Europa. Si configura sul controller o sull’apparato e deve corrispondere al dominio regolatorio per cui l’apparato è stato prodotto.
Posso usare in Italia un access point comprato negli Stati Uniti?
No. Un apparato prodotto per il dominio americano non si può impostare su Italia. O non si aggancia al controller, o trasmette con canali e potenze non ammesse in Europa, in violazione della direttiva RED e senza garanzia. Per l’Italia serve quindi un apparato prodotto per il dominio che include l’Italia, verificato sullo strumento del produttore per quel modello. In alternativa un modello a uso globale, che prende tutto dal country code.
Come si vede il dominio regolatorio di un access point Cisco?
Dalla lettera nel codice prodotto: -E per l’Europa, -B per gli Stati Uniti, -ROW per il dominio Rest of World introdotto con i modelli 9124, 9136 e 916x. Gli access point Wi-Fi 7 della serie 917x non hanno lettera, perché sono a uso globale. Cisco pubblica uno strumento di verifica di conformità per paese e modello, da consultare prima dell’ordine.
Cosa succede se il country code è sbagliato?
Dipende dal produttore e dal caso. L’access point può non agganciarsi al controller, agganciarsi con la radio a 5 GHz spenta e la 2,4 GHz limitata, oppure trasmettere con le regole di un altro paese. L’ultimo caso è il peggiore. La rete funziona in apparenza, ma usa canali o potenze vietate, interferisce con altri servizi e alcuni client non la vedono. Il rimedio è leggere il country code di ogni apparato sul controller e sostituire gli apparati del dominio sbagliato.
Gli access point Wi-Fi 7 hanno ancora il country code?
Sì, il country code resta sempre, perché è la legge del paese a decidere canali e potenze. Cambia però il modo in cui l’apparato lo applica. Per esempio gli access point Cisco della serie 917x non hanno più un dominio fisso nel codice prodotto e prendono le tabelle regolatorie dal country code configurato. Le varianti bloccate per Stati Uniti e Giappone restano su altre piattaforme.
Netframe verifica il country code degli access point?
Sì. Netframe ordina apparati omologati per l’Europa e configura i profili regolatori per sede su controller Cisco, Huawei e HPE Aruba Networking. Al collaudo legge poi country code, canali e potenze di ogni access point e li riporta nel documento di consegna. Sede a Modena, interventi in tutta l’Emilia-Romagna.
Fonti
- Cisco, Countries and Regulations, Catalyst 9800 Software Configuration Guide, IOS XE 17.12: dominio assegnato in fabbrica, country code, fino a 200 paesi per controller, lista del capogruppo RF, dominio Rest of World
- Cisco, Understand AP Join Issues with Regulatory Mismatch and -ROW Domain, revisione 7.0 dell’11 aprile 2025: dominio -ROW dai modelli 9124, 9136 e 916x, access point 917x a uso globale, comportamento senza country code valido, errore di mancata corrispondenza, strumento di verifica di conformità, esclusione dell’RMA per codice prodotto errato
- Huawei, Configuring Country Codes, Wireless Access Controller (AC and Fit AP) V200R020C10: profilo di dominio regolatorio, country code predefinito CN, obbligo di conformità alle leggi locali, effetti della modifica
- HPE Aruba Networking, ArubaOS 8.1.0.1 Release Notes: tipi di licenza per paese RW, US, JP, IL ed EG e vincolo di dominio sui controller; tabelle regolatorie aggiornabili (Downloadable Regulatory Table), citate in forma descrittiva
- Unione europea, Direttiva 2014/53/UE sulle apparecchiature radio (RED)
- Commissione europea, Decisione di esecuzione (UE) 2021/1067 sulla banda 5945-6425 MHz
- ETSI EN 300 328 (2,4 GHz), EN 301 893 (5 GHz) ed EN 303 687 (6 GHz), norme armonizzate, citate in forma descrittiva
- Decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, Codice delle comunicazioni elettroniche, citato in forma descrittiva
Fonti verificate il 7 settembre 2026. Canali, potenze e domini regolatori sono quelli in vigore alla data di verifica. Vanno confermati sulla documentazione del modello e sulla versione software in uso.
Nota di indipendenza: Netframe è un system integrator indipendente e multi-vendor. È partner certificato Fortinet, Cisco, Huawei, AudioCodes, Patton, 3CX e Ascom. HPE, con la linea HPE Aruba Networking, è technology partner. Ekahau è lo strumento di misura di proprietà con cui eseguiamo i survey, non una partnership.
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