Wi-Fi 7 in azienda: cosa cambia davvero in Europa con 480 MHz a 6 GHz

Il Wi-Fi 7 che si compra in Italia non è quello delle brochure

Le schede tecniche del Wi-Fi 7 parlano di canali da 320 MHz, velocità di picco oltre i 40 Gbit/s e modulazione a 4096 punti. Sono numeri veri, misurati in laboratorio. Quasi tutti però sono calcolati sulla banda a 6 GHz così com’è negli Stati Uniti: 1200 MHz di spettro. In Europa la stessa banda ne ha 480. Non è una differenza di dettaglio. Cambia quanti canali si hanno e quanti access point si possono mettere nello stesso capannone senza che si disturbino. Quindi cambia cosa ci si compra davvero con un apparato Wi-Fi 7.

Questa guida parte da lì. Prima lo spettro europeo, con i numeri della decisione della Commissione e lo stato della porzione alta della banda, ancora contesa. Poi cosa resta del Wi-Fi 7 tolto il 320 MHz: il Multi-Link Operation, la modulazione più densa, la gestione dei canali disturbati. Infine le domande pratiche. Quando ha senso comprarlo, cosa cambia sul cavo e sull’alimentazione, come si progetta la rete per i client che ci sono e non per quelli del catalogo.

La banda a 6 GHz in Europa: 480 MHz, non 1200

La banda a 6 GHz è quella che il Wi-Fi 6E ha aperto e che il Wi-Fi 7 sfrutta appieno. In Europa la regola è la Decisione di esecuzione (UE) 2021/1067, che ha armonizzato la porzione 5945-6425 MHz per i sistemi WAS/RLAN. Sono 480 MHz. Negli Stati Uniti, invece, la banda va da 5925 a 7125 MHz: 1200 MHz.

La decisione europea ammette due classi di apparati. Gli apparati a bassa potenza per interni (LPI) con 23 dBm di EIRP e una densità spettrale di 10 dBm/MHz. E gli apparati a bassissima potenza (VLP), portatili, a 14 dBm di EIRP, ammessi anche all’aperto. Non esiste in Europa la classe a potenza standard che negli Stati Uniti, sotto controllo di un database AFC, permette celle grandi e uso esterno. Le modifiche successive, con le decisioni (UE) 2024/3157 e (UE) 2025/913, hanno aggiornato le condizioni tecniche. Non hanno toccato però né la larghezza della banda né i limiti di potenza per interni.

Cosa significa in canali

Larghezza di canale Canali disponibili in Europa (5945-6425 MHz) Canali disponibili negli Stati Uniti (5925-7125 MHz)
20 MHz 24 59
40 MHz 12 29
80 MHz 6 14
160 MHz 3 7
320 MHz 1 (due posizioni sovrapposte) 3

La riga che conta è l’ultima. Con un solo canale da 320 MHz, due access point vicini sullo stesso canale si disturbano a vicenda. Quindi in una rete aziendale con decine di apparati il 320 MHz non si usa, salvo un singolo access point isolato. I tre canali da 160 MHz permettono un piano di riuso minimo. I sei canali da 80 MHz, invece, si progettano come si progetta oggi a 5 GHz. In pratica, in Europa, il Wi-Fi 7 aziendale a 6 GHz lavora a 80 MHz, in qualche caso a 160.

La porzione alta della banda: contesa, e per ora non per il Wi-Fi

La porzione 6425-7125 MHz, che negli Stati Uniti è già Wi-Fi, in Europa è oggetto di uno scontro fra industria mobile e industria Wi-Fi. Nel 2023 la Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni l’ha identificata per i sistemi mobili nella Regione 1, senza escludere altri usi. Poi la Commissione ha dato mandato alla CEPT, a dicembre 2024, di studiare condizioni armonizzate per un uso condiviso, con consegna finale a luglio 2027. Nel novembre 2025 il Radio Spectrum Policy Group, l’organo consultivo della Commissione, ha espresso il suo parere. Raccomanda di riservare 540 MHz (6585-7125 MHz) in via prioritaria alle reti mobili. I 160 MHz restanti (6425-6585 MHz) restano congelati fino alla WRC-27, a fine 2027.

Per chi progetta una rete oggi la conseguenza è semplice. Si pianifica su 480 MHz e non si conta su altro spettro a 6 GHz prima del 2028. Un apparato Wi-Fi 7 comprato nel 2026 in Europa userà quei 480 MHz per tutta la sua vita utile.

Cosa resta del Wi-Fi 7 senza il 320 MHz

Molto, ma non quello che si legge nei titoli. Il Wi-Fi 7, cioè lo standard IEEE 802.11be certificato dalla Wi-Fi Alliance dall’inizio del 2024, porta infatti quattro cose che funzionano anche a 80 MHz.

Multi-Link Operation: due bande insieme

Il Multi-Link Operation (MLO) permette a un client di stare associato a un access point su due bande contemporaneamente. Per esempio 5 GHz e 6 GHz insieme. Il vantaggio non è tanto la somma della banda, quanto la possibilità di spostare il traffico sulla banda meno disturbata senza roaming e senza interruzione. Per la voce e per le applicazioni sensibili alla latenza è la funzione più interessante del Wi-Fi 7. Richiede però che client, access point e controller la supportino nella stessa modalità. Sui client industriali di oggi non c’è; sugli smartphone e sui portatili recenti sì.

4096-QAM: più bit per simbolo, solo da vicino

La modulazione a 4096 punti aumenta del 20% circa la velocità di picco rispetto alla 1024-QAM del Wi-Fi 6. Richiede però un rapporto segnale-rumore molto alto, che si ha solo vicino all’access point e senza interferenze. Per esempio, in un ufficio ben progettato la si vede nelle scrivanie sotto l’apparato; in un capannone quasi mai.

Preamble puncturing e unità multi-risorsa

Il preamble puncturing permette di usare un canale largo anche se una sua porzione è disturbata. Esclude solo il pezzo occupato invece di scendere di larghezza. Le unità multi-risorsa (MRU) fanno lo stesso a livello di assegnazione delle sottoportanti ai singoli client. Insieme rendono più robusto l’uso di canali da 80 e 160 MHz in ambienti affollati, ed è proprio la situazione europea con pochi canali larghi.

Quello che il Wi-Fi 7 non cambia

Non cambia la fisica della propagazione. A 6 GHz il segnale attraversa muri e scaffali peggio che a 5 GHz, e con 23 dBm di potenza massima le celle sono più piccole. Il roaming resta deciso dal client. Inoltre la sicurezza sui 6 GHz resta obbligatoriamente WPA3 con frame di gestione protetti: chi ha ancora client WPA2 li tiene sui 5 GHz. Infine resta la regola di base del progetto. Si dimensiona a capacità e non a metri quadri, come spiegato nella guida su quanti access point servono.

Quando ha senso comprare Wi-Fi 7 in azienda

La domanda giusta non è “il Wi-Fi 7 è meglio del Wi-Fi 6”. È invece “quali client ho, e cosa fanno”. Tre casi tipici.

Uffici e sedi direzionali con portatili e smartphone recenti. Qui il Wi-Fi 7 rende, perché i client supportano i 6 GHz, la banda è pulita e le celle piccole vanno bene in un open space. La scelta è quasi sempre giusta. A patto però di progettare il 6 GHz a 80 MHz con sei canali e di lasciare il 5 GHz ai dispositivi più vecchi.

Stabilimenti, magazzini e strutture sanitarie con terminali industriali. Palmari, telefoni Wi-Fi di reparto, moduli radio dei robot e dei dispositivi medicali lavorano a 5 GHz, spesso in Wi-Fi 5 o Wi-Fi 6. Resteranno così per anni. Qui il Wi-Fi 7 serve quindi per un motivo diverso. Spostare i portatili e gli smartphone del personale sui 6 GHz e liberare i 5 GHz per i client critici. È una scelta di igiene dello spettro, non di velocità.

Sale riunioni e aule ad alta densità. Il Wi-Fi 7 con OFDMA e MLO regge meglio molti client attivi sulla stessa radio. Tuttavia il collo di bottiglia in una sala riunioni è quasi sempre l’acustica e la rete cablata dell’impianto AV, non il Wi-Fi.

In tutti e tre i casi vale la regola scritta nella guida all’installazione del Wi-Fi aziendale. Un impianto Wi-Fi 6 ben progettato rende più di un Wi-Fi 7 messo a caso. Vale anche la data di fine supporto: un apparato nuovo si compra pure per gli anni di aggiornamenti di sicurezza che porta con sé.

Cosa cambia sul cavo e sull’alimentazione

Un access point Wi-Fi 7 a tre radio può superare il gigabit sull’uplink e chiede più corrente di un Wi-Fi 6. Ne seguono due conseguenze pratiche, che si vedono al collaudo e non sul catalogo.

La prima: la porta di uplink va a 2,5 o 5 Gbit/s (IEEE 802.3bz). Un cablaggio in categoria 5e certificato regge i 2,5 Gbit/s sulla tratta standard, ma la certificazione va verificata. Sotto la 5e, o con tratte non certificate, il collegamento resta a 1 Gbit/s e la radio lavora a vuoto. Quindi lo switch di accesso deve avere porte multigigabit, non solo gigabit.

La seconda: l’alimentazione. Molti access point Wi-Fi 7 chiedono la classe 802.3bt (PoE++) per accendere tutte le radio a piena potenza. Con la classe 802.3at (PoE+), invece, alcuni spengono una radio o riducono le catene. Di conseguenza il budget PoE dello switch va ricalcolato in watt sulla somma degli apparati, e gli switch di accesso di dieci anni fa spesso non bastano. È la voce di costo che le brochure non mostrano.

Come si progetta una rete Wi-Fi 7 in Europa

Il metodo è quello di sempre, con quattro accorgimenti specifici del 6 GHz europeo.

Survey a 6 GHz, non solo a 5. La propagazione è diversa e il rilevatore Ekahau Sidekick 2 misura le tre bande. Il progetto predittivo va fatto con i materiali reali e con la potenza limitata a 23 dBm, non con i valori di default del produttore.

Piano dei canali a 80 MHz. Sei canali a 6 GHz, riuso su tre o quattro, potenze contenute. Il 160 MHz solo dove ci sono pochi access point e client che lo sfruttano davvero. Il 320 MHz, invece, mai in una rete multi-AP.

Scoperta della rete. Sui 6 GHz i client non scansionano tutti i canali. Cercano gli access point sui canali di scansione preferenziale (PSC) o tramite gli annunci sulle bande inferiori. Quindi il piano dei canali deve usare i PSC, altrimenti i client non trovano la rete o la trovano lentamente.

Due SSID, due politiche. I 6 GHz con WPA3 obbligatorio, per i client recenti. I 5 GHz invece con la sicurezza che i client critici supportano, come descritto nella guida sulla sicurezza del Wi-Fi aziendale. Il metodo completo di progettazione, dal predittivo alla validazione, è nella guida alla progettazione Wi-Fi con Ekahau.

Gli errori che si vedono più spesso

  • Rete progettata su 320 MHz con i valori americani: metà degli access point si disturbano fra loro.
  • Access point Wi-Fi 7 su switch gigabit con PoE+: uplink saturo e radio a potenza ridotta.
  • Piano dei canali a 6 GHz senza PSC: i client non trovano la rete.
  • Terminali industriali WPA2 spostati sui 6 GHz: non si associano, perché lì WPA3 è obbligatorio.
  • MLO acceso senza verifica dei client: nessun beneficio, qualche disconnessione.
  • Survey fatto solo a 5 GHz e copertura a 6 GHz data per uguale.
  • Acquisto guidato dalla velocità di picco invece che dai client reali e dalla data di fine supporto.

Da dove si parte

Da un inventario dei client e da un survey a tre bande, non dal listino. Netframe è un system integrator IT dell’Emilia-Romagna con sede a Modena. Progettiamo e installiamo reti Wi-Fi aziendali con site survey Ekahau Sidekick 2. Poi dimensioniamo switch multigigabit e budget PoE, e collaudiamo la copertura sulle bande che i client usano davvero. Il team è certificato Cisco e Huawei; HPE, con la linea HPE Aruba Networking, è technology partner. Lavoriamo in tutte le province dell’Emilia-Romagna; per Modena e provincia c’è la pagina dedicata a reti aziendali e Wi-Fi a Modena.

Domande frequenti sul Wi-Fi 7 in azienda

Il Wi-Fi 7 in Europa è più lento che negli Stati Uniti?

A parità di apparato sì, ma solo nel caso limite del singolo client vicino all’access point. In Europa la banda a 6 GHz è di 480 MHz contro 1200, quindi c’è un solo canale da 320 MHz invece di tre. Dentro una rete aziendale con molti access point la differenza conta però meno. In entrambi i casi, infatti, si progetta a 80 o 160 MHz per poter riusare i canali. Le altre funzioni del Wi-Fi 7, dal Multi-Link Operation alla 4096-QAM, sono le stesse.

Conviene passare al Wi-Fi 7 o basta il Wi-Fi 6?

Dipende dai client. Se in azienda dominano portatili e smartphone recenti, il Wi-Fi 7 rende e inoltre porta anni di supporto in più. Se invece dominano terminali industriali, telefoni Wi-Fi e dispositivi medicali, che lavorano a 5 GHz in Wi-Fi 5 o 6, il discorso cambia. Il Wi-Fi 7 serve soprattutto a spostare gli altri client sui 6 GHz e liberare i 5 GHz. In entrambi i casi un Wi-Fi 6 progettato bene rende più di un Wi-Fi 7 installato senza survey.

Quanti canali ha il Wi-Fi 7 a 6 GHz in Italia?

Nella banda 5945-6425 MHz, armonizzata dalla Decisione (UE) 2021/1067, ci sono 24 canali da 20 MHz e 12 da 40. Poi 6 da 80, 3 da 160 e un solo canale da 320 MHz. Per una rete con più access point si progetta a 80 MHz, con sei canali e riuso, oppure a 160 dove gli apparati sono pochi.

Serve cambiare switch e cavi per il Wi-Fi 7?

Spesso sì. Gli access point Wi-Fi 7 a tre radio hanno uplink a 2,5 o 5 Gbit/s e chiedono spesso alimentazione 802.3bt per lavorare a piena potenza. Servono switch di accesso con porte multigigabit e budget PoE adeguato, e un cablaggio certificato almeno in categoria 5e per i 2,5 Gbit/s. Con switch gigabit e PoE+ l’apparato funziona comunque, ma con uplink limitato e in alcuni modelli con una radio spenta o depotenziata.

La banda alta a 6 GHz arriverà anche in Europa?

Non prima del 2028, e non è detto. Nel novembre 2025 il Radio Spectrum Policy Group ha raccomandato alla Commissione di riservare 540 MHz della porzione 6425-7125 MHz alle reti mobili. I 160 MHz restanti sono congelati fino alla WRC-27 di fine 2027. Inoltre il mandato CEPT sull’uso condiviso si chiude a luglio 2027. Quindi una rete progettata oggi va dimensionata sui 480 MHz disponibili.

Netframe progetta reti Wi-Fi 7?

Sì. Netframe progetta reti Wi-Fi 6, 6E e 7 con site survey Ekahau Sidekick 2 sulle tre bande. Poi piano dei canali a 6 GHz con PSC e potenze europee, dimensionamento di switch multigigabit e budget PoE, e collaudo sulla base dei client reali. Sede a Modena, interventi in tutta l’Emilia-Romagna.

Fonti

  • Commissione europea, Decisione di esecuzione (UE) 2021/1067 sull’uso armonizzato della banda 5945-6425 MHz per i sistemi WAS/RLAN, con le classi LPI e VLP e i limiti di potenza
  • Commissione europea, Decisione di esecuzione (UE) 2024/3157 e Decisione di esecuzione (UE) 2025/913, che modificano la decisione 2021/1067 aggiornandone le condizioni tecniche
  • Radio Spectrum Policy Group, Opinion on Long-term vision for the upper 6 GHz band, documento RSPG25-031, novembre 2025
  • Commissione europea, Mandato alla CEPT sulla banda 6425-7125 MHz, dicembre 2024, con le scadenze degli studi
  • Wi-Fi Alliance, 6 GHz, posizione sull’esito RSPG del 12 novembre 2025
  • Commissione europea, Radio Spectrum Decisions, elenco delle decisioni in vigore
  • IEEE 802.11be (Wi-Fi 7): canali a 320 MHz, Multi-Link Operation, 4096-QAM, preamble puncturing, unità multi-risorsa; citato in forma descrittiva
  • IEEE 802.3bz (2,5 e 5 Gbit/s su doppino) e IEEE 802.3bt (alimentazione via cavo di rete), citati in forma descrittiva

Fonti verificate il 4 settembre 2026. Il conteggio dei canali dipende dal piano di canalizzazione dello standard e dalla banda armonizzata. I valori indicati valgono per l’Unione europea e per gli Stati Uniti alla data di verifica.

Nota di indipendenza: Netframe è un system integrator indipendente e multi-vendor. È certificata Cisco, Fortinet e Huawei. HPE, con la linea HPE Aruba Networking, è technology partner. Ekahau è lo strumento di misura di proprietà con cui eseguiamo i survey.

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