Wi-Fi sensing in azienda: cosa rileva davvero un access point, dopo lo standard IEEE 802.11bf
Il wifi che ascolta la stanza
Ogni segnale Wi-Fi che va da un access point a un telefono rimbalza su muri, mobili e persone. Arriva al ricevitore come una somma di riflessioni, ognuna con la sua ampiezza e la sua fase. Per più di vent’anni quella distorsione è stata rumore da correggere. Oggi invece è un dato da leggere. Si chiama Channel State Information (CSI) e descrive, sottoportante per sottoportante, come il canale radio ha modificato il segnale. Se una persona attraversa la stanza, la CSI cambia. Se una persona sta ferma e respira, la CSI cambia di poco, ma cambia.
Il Wi-Fi sensing è l’insieme delle tecniche che leggono quelle variazioni per dedurre cosa succede nello spazio. Cioè presenza, movimento, in alcuni casi conteggio approssimativo delle persone. Non usa telecamere né sensori aggiuntivi. Usa piuttosto gli access point che ci sono già, purché siano nati per farlo. Questa guida spiega prima cosa definisce il nuovo standard, poi cosa un impianto rileva davvero e cosa no. Quindi come lo fa un produttore che Netframe conosce da vicino. Infine quali usi hanno senso in azienda e quali vincoli di legge si incontrano in Italia.
Lo standard IEEE 802.11bf-2025: cosa definisce e cosa no
Fino al 2025 il Wi-Fi sensing era una raccolta di tecniche proprietarie e di ricerca. Approvato il 28 maggio 2025 e pubblicato il 26 settembre 2025, l’emendamento IEEE 802.11bf-2025 è il quarto dello standard 802.11-2024. Aggiunge una procedura di sensing per le bande esenti da licenza fra 1 e 7,125 GHz e sopra i 45 GHz, cioè la banda a 60 GHz dei PHY direzionali. Lo standard definisce come i dispositivi dichiarano di supportare il sensing, come aprono una sessione, come si scambiano le misure e come le riportano. In altre parole definisce il linguaggio, non l’interpretazione.
Questo punto è quello che le brochure saltano. L’802.11bf infatti non dice come trasformare una serie di misure CSI in “c’è qualcuno” o “qualcuno è caduto”. Quella parte resta all’algoritmo del produttore, ai suoi dati di addestramento e alla sua validazione. Quindi due impianti conformi allo stesso standard possono dare risultati molto diversi. Inoltre un access point esistente diventa un sensore solo se il suo chipset espone la CSI e il produttore fornisce un firmware che la elabora: nel mondo aziendale, oggi, è il caso di pochi modelli recenti.
Monostatico, bistatico, multistatico
Lo standard distingue tre geometrie. Nel sensing monostatico lo stesso access point trasmette e riceve, come un sonar. Con il bistatico, invece, un apparato trasmette e un altro riceve, e la persona che si muove fra i due altera il percorso. Il multistatico usa poi più ricevitori sullo stesso trasmettitore, con una copertura più fine. La geometria decide quindi dove si mettono gli access point. Per il sensing la posizione conta quanto la copertura, e le due esigenze non coincidono sempre.
Cosa rileva davvero, e cosa no
| Capacità | Stato oggi in azienda | Nota |
|---|---|---|
| Presenza di persone in una stanza | Affidabile, con apparati dedicati | Rileva anche una persona ferma dai micro-movimenti del respiro |
| Movimento e direzione | Affidabile | Un attraversamento di corridoio o un ingresso in un’area |
| Conteggio delle persone | Approssimativo | Distingue “una” da “molte”; non conta con precisione |
| Identificazione di chi è presente | No | La CSI non contiene identità: è il punto a favore sulla privacy |
| Cadute, respiro, battito | Sperimentale, più affidabile con radio a 60 GHz | Fuori dal perimetro di questa guida |
| Visione attraverso muri e porte | Parziale e non affidabile | Il segnale attraversa, ma la lettura è ambigua |
La riga dei falsi positivi non è in tabella perché è trasversale. Ventole, tende mosse dall’aria condizionata, porte automatiche, robot mobili e persino grandi macchine in vibrazione alterano la CSI. Perciò un impianto di sensing va tarato sull’ambiente reale e verificato per settimane, non installato e dimenticato. In un magazzino con veicoli a guida autonoma, per esempio, “presenza” e “robot in transito” vanno distinti con regole esplicite.
Il caso Huawei: CSI sensing sugli access point Wi-Fi 7
Fra i produttori di rete aziendale con cui Netframe lavora, Huawei è quello che ha portato il sensing in un prodotto di catalogo. Alcuni access point AirEngine Wi-Fi 7 hanno la funzione di CSI sensing. L’apparato trasmette e riceve segnali dedicati, calcola la CSI e riporta i risultati alla piattaforma di analisi iMaster NCE-CampusInsight, oppure a un server di terze parti. La funzione è disponibile solo su alcuni modelli, in architettura con controller e in cloud, ed è soggetta a licenza. Il produttore la propone per due scopi. Da un lato il risparmio energetico, con lo spegnimento di luci e climatizzazione nelle stanze vuote tramite il sistema di building automation. Dall’altro la sicurezza degli spazi, con il rilevamento di presenza in aree senza telecamere.
Netframe è partner certificato Huawei e progetta reti con la gamma AirEngine. Questo permette di dire con chiarezza cosa il sensing richiede in pratica. Modelli di access point selezionati in fase di progetto, non sostituiti dopo. La piattaforma di analisi attiva e licenziata. Un’integrazione verso il sistema che deve reagire, che sia il building management o il sistema di allarme. Infine una fase di taratura sul campo. Nessuna di queste quattro cose, però, è compresa nel prezzo dell’access point.
Tre usi che hanno senso in azienda
Sale riunioni: occupate davvero o solo prenotate
Il caso più concreto. Una sala prenotata e vuota tiene accesi schermo, climatizzazione e luci per ore. Il sensing dice invece se qualcuno è dentro, senza telecamere e senza badge, e la piattaforma spegne gli apparati o libera la prenotazione. Per un’azienda con molte sale è il primo uso da valutare, e si innesta sull’impianto descritto nella pagina sulle sale riunioni e videoconferenza.
Aree riservate senza telecamere
Sale server, laboratori, archivi, spogliatoi, uffici direzionali di notte. Sono luoghi dove la telecamera non si può o non si vuole mettere. Il sensing rileva la presenza fuori orario e la passa al sistema di allarme o al servizio di vigilanza esterno. Non dice però chi è: dice che c’è qualcuno dove non dovrebbe esserci nessuno.
Sicurezza industriale nelle aree interdette
In uno stabilimento ci sono zone in cui una persona non deve trovarsi mentre una macchina lavora. Il sensing può rilevare la presenza e generare un allarme, come integrazione dei sistemi di sicurezza esistenti e non in sostituzione. Le funzioni di sicurezza delle macchine restano infatti quelle certificate a bordo macchina. La rete che porta questi dati va segmentata secondo la guida alla progettazione delle reti industriali IT/OT.
Privacy e lavoro: i vincoli in Italia
Il sensing non identifica le persone, ma questo non lo mette fuori dalla protezione dei dati. Se la presenza rilevata in un ufficio con una sola scrivania è riconducibile a chi la occupa, il dato è personale ai sensi del GDPR. Inoltre il Garante, con il provvedimento n. 467 dell’11 ottobre 2018, ha inserito fra i trattamenti che richiedono una valutazione d’impatto quelli nel rapporto di lavoro mediante sistemi tecnologici da cui possa derivare un controllo a distanza, e quelli effettuati con tecnologie innovative quando ricorre anche un altro dei criteri europei. Il sensing in azienda rientra nella prima voce e, di norma, anche nella seconda. In Italia si aggiunge poi lo Statuto dei lavoratori. L’articolo 4 della legge 300 del 1970 regola gli strumenti dai quali può derivare un controllo a distanza dell’attività dei lavoratori. Sono ammessi per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro o per la tutela del patrimonio aziendale, solo con accordo sindacale o autorizzazione dell’Ispettorato.
Cosa significa in pratica
Il progetto di un impianto di sensing in azienda parte quindi dal titolare del trattamento e dal suo responsabile della protezione dei dati, non dall’IT. Si definisce prima cosa si rileva: presenza sì o no, non tracciati di movimento. Poi dove: sale comuni e aree riservate, non postazioni individuali. Infine per quanto tempo si conservano i dati e chi li vede. Dopo si scrive l’informativa e, dove serve, si cerca l’accordo. Netframe configura l’impianto secondo queste scelte e non fornisce consulenza legale. Il perimetro lo fissano infatti il DPO e il consulente del lavoro dell’azienda.
Cosa serve sulla rete
Quattro cose, tutte da mettere nel progetto radio. Prima di tutto access point con il sensing nel chipset e nel firmware, scelti per modello. Poi una geometria pensata per il sensing. Il bistatico chiede infatti coppie di apparati che si vedono attraverso l’area da sorvegliare, e questo può aggiungere access point rispetto alla sola copertura. Terzo, l’airtime. I frame di sensing occupano il canale, e le prove del NIST sul protocollo 802.11bf mostrano che alcune configurazioni di sensing pesano sul traffico dati. Quindi in una rete per la voce o per i robot la frequenza di sensing va scelta con misure sul campo, non lasciata ai valori predefiniti. Infine la piattaforma di analisi e l’integrazione con i sistemi che devono reagire, su una VLAN dedicata, secondo la guida sulla sicurezza del Wi-Fi aziendale.
Il survey resta quello di sempre, con una domanda in più. Oltre a “dove serve copertura” si chiede “dove serve sensing”. Le due mappe si sovrappongono poi nel progetto con il rilevatore Ekahau Sidekick 2, secondo la guida alla progettazione Wi-Fi con Ekahau.
Gli errori che si vedono più spesso
- Sensing promesso su access point esistenti che non espongono la CSI.
- Geometria da copertura usata per il sensing: buchi proprio nelle aree da sorvegliare.
- Nessuna taratura: ventole e porte automatiche generano allarmi a ogni ciclo.
- Impianto acceso prima della valutazione d’impatto e dell’accordo dove richiesto.
- Dati di presenza conservati per mesi “perché lo spazio c’è”.
- Sensing usato come funzione di sicurezza delle macchine, al posto di quelle certificate.
- Frequenza di campionamento alta su una rete che trasporta voce o controllo di robot.
- Licenza della piattaforma non prevista nel preventivo.
Da dove si parte
Da una lista di stanze e aree con una domanda per ciascuna: cosa deve succedere quando qualcuno c’è o non c’è. Netframe è un system integrator IT dell’Emilia-Romagna con sede a Modena. Progettiamo reti Wi-Fi aziendali con site survey Ekahau Sidekick 2 e scegliamo gli apparati anche in funzione del sensing, quando serve. Poi integriamo la piattaforma con building automation e sistemi di allarme. Il team è certificato Cisco e Huawei; HPE, con la linea HPE Aruba Networking, è technology partner. Lavoriamo in tutte le province dell’Emilia-Romagna; per Modena e provincia c’è la pagina dedicata a reti aziendali e Wi-Fi a Modena.
Domande frequenti sul Wi-Fi sensing
Cos’è il Wi-Fi sensing?
È l’uso delle variazioni del segnale Wi-Fi, lette come Channel State Information, per rilevare cosa succede in uno spazio. Cioè presenza, movimento, in alcuni casi un conteggio approssimativo delle persone. Non usa telecamere né sensori aggiuntivi, ma richiede access point con il sensing nel chipset e nel firmware e una piattaforma che interpreti le misure. Dal settembre 2025 lo standard IEEE 802.11bf definisce come i dispositivi si scambiano queste misure.
Il Wi-Fi sensing funziona sugli access point che abbiamo già?
Quasi mai. Serve un chipset che esponga la Channel State Information e un firmware del produttore che la elabori. Oggi la funzione è disponibile solo su alcuni modelli Wi-Fi 7 di alcuni produttori, spesso con licenza. Lo standard 802.11bf definisce il protocollo, non trasforma gli apparati esistenti in sensori.
Il Wi-Fi sensing riconosce le persone?
No. La Channel State Information registra come il segnale è stato alterato dall’ambiente, non chi lo ha alterato. Un impianto rileva che c’è qualcuno e che si muove, non chi è. Per questo si usa nelle aree dove la telecamera non è ammessa. Resta però un trattamento di dati personali se la presenza è riconducibile a una persona, per esempio in un ufficio con una sola scrivania.
Si può usare il Wi-Fi sensing per controllare i dipendenti?
In Italia un sistema da cui può derivare un controllo a distanza dell’attività dei lavoratori è regolato dall’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori. È ammesso per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro o per la tutela del patrimonio aziendale, con accordo sindacale o autorizzazione dell’Ispettorato. Inoltre il Garante privacy include fra i trattamenti soggetti a valutazione d’impatto quelli con tecnologie innovative e quelli da cui possa derivare un controllo a distanza dei lavoratori. Quindi il progetto si imposta con il responsabile della protezione dei dati e il consulente del lavoro. La rilevazione si limita alla presenza nelle aree comuni e riservate.
Il Wi-Fi sensing rallenta la rete?
Può farlo. I frame di sensing occupano tempo sul canale, e le prove del NIST sul protocollo 802.11bf mostrano che alcune configurazioni di sensing pesano sul traffico dati. In una rete che trasporta voce o controllo di veicoli autonomi la frequenza di sensing va scelta e verificata con misure sul campo. Quindi il progetto radio deve considerare il sensing come un carico, non come una funzione gratuita.
Netframe installa impianti di Wi-Fi sensing?
Netframe progetta reti Wi-Fi aziendali con apparati Huawei AirEngine e Cisco. Quando il sensing serve, lo mette nel progetto: modelli compatibili, geometria degli access point, piattaforma di analisi e integrazione con building automation o sistemi di allarme. Le scelte sulla protezione dei dati restano al titolare e al suo DPO. Sede a Modena, interventi in tutta l’Emilia-Romagna.
Fonti
- IEEE, IEEE Std 802.11bf-2025, Amendment 4: Enhancements for Wireless LAN Sensing, 26 settembre 2025, gratuito nel programma IEEE GET
- NIST, Ropitault, Blandino, Sahoo, Golmie, IEEE 802.11bf: Enabling the Widespread Adoption of Wi-Fi Sensing, IEEE Communications Standards Magazine, 2023
- NIST, Sensing Performance of the IEEE 802.11bf Protocol and Its Impact on Data Communication, IEEE VTC 2024-Fall
- Huawei, What Is CSI Sensing?, enciclopedia tecnica: modelli, architetture, reporting a CampusInsight o a server terzi, licenza
- Huawei, Overview of CSI Sensing, guida di configurazione WAC e Fit AP V200R024C10
- Huawei, Huawei and Partners Jointly Launch the Wi-Fi CSI Sensing Solution, 2025, e white paper Smart Campus Wi-Fi CSI Sensing con la WAA, giugno 2025
- Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), articolo 35, valutazione d’impatto sulla protezione dei dati
- Garante per la protezione dei dati personali, provvedimento n. 467 dell’11 ottobre 2018, elenco dei trattamenti soggetti a valutazione d’impatto ai sensi dell’articolo 35, paragrafo 4 (G.U. n. 269 del 19 novembre 2018)
- Legge 20 maggio 1970, n. 300 (Statuto dei lavoratori), articolo 4, come modificato dal decreto legislativo 151/2015
Fonti verificate l’8 settembre 2026. Le capacità di rilevamento sono quelle dichiarate dai produttori e dalla letteratura di standardizzazione alla data di verifica. Le note sulla normativa hanno valore descrittivo e non sostituiscono la valutazione del DPO e del consulente del lavoro.
Nota di indipendenza: Netframe è un system integrator indipendente e multi-vendor. È partner certificato Fortinet, Cisco, Huawei, AudioCodes, Patton, 3CX e Ascom. HPE, con la linea HPE Aruba Networking, è technology partner. Ekahau è lo strumento di misura di proprietà con cui eseguiamo i survey, non una partnership. Il caso Huawei è citato perché è il produttore di catalogo con la funzione documentata, senza alcuna esclusiva.
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