Switch off ISDN e dismissione delle linee analogiche: guida pratica per le aziende

Switch off ISDN e dismissione delle linee analogiche: guida pratica per le aziende

La rete telefonica in rame sta chiudendo. FiberCop, la società che gestisce la rete di accesso fissa ex TIM, ha avviato il piano di decommissioning delle centrali in rame: gli impianti vengono spenti a ondate, zona per zona, e con ogni centrale chiusa cessano le linee ISDN e analogiche che vi sono attestate. Lo switch off ISDN non è quindi un evento unico con una data nazionale, ma un processo progressivo già in corso, regolato da AGCOM e comunicato con preavvisi formali.

Il punto che molte aziende sottovalutano: la dismissione non riguarda solo i clienti TIM. Se il servizio di un operatore alternativo viaggia sul doppino di una centrale in chiusura, la migrazione è obbligata per tutti. E non riguarda solo i telefoni: fax, POS, allarmi, combinatori degli ascensori e numeri verdi dipendono spesso da linee analogiche dimenticate, intestate a fornitori diversi.

In questa guida vediamo come capire se la tua azienda è coinvolta, quali sono le opzioni per migrare la voce al VoIP e come gestire i servizi speciali senza interruzioni.

Perché sta succedendo: lo spegnimento del rame

Le ragioni sono industriali. Mantenere in vita due reti parallele, il vecchio rame e la nuova fibra, costa: energia, manutenzione, spazi in centrale. Con la copertura FTTH ormai estesa alla maggior parte del territorio, il piano di decommissioning della rete di accesso in rame, approvato da AGCOM nel 2019 e aggiornato nelle procedure con la delibera 114/24/CONS, procede centrale per centrale. FiberCop presenta le istanze di spegnimento, gli Uffici dell’Autorità verificano che i requisiti siano rispettati (copertura in banda ultralarga di tutte le linee attestate e almeno il 60 per cento della clientela già migrata su reti NGA) e AGCOM pubblica gli esiti insieme al tempo di preavviso: 6 mesi per le centrali aperte ai soli servizi bitstream, 12 mesi dove sono attivi servizi di unbundling. Con la delibera 123/25/CONS del maggio 2025 AGCOM ha pubblicato gli esiti delle verifiche su 2.055 centrali locali, e il ritmo è destinato ad accelerare nei prossimi anni.

Per l’ISDN la fine era segnata da tempo: non viene più commercializzata da anni, le nuove attivazioni sono solo su tecnologie IP e gli accessi esistenti sopravvivono finché sopravvive la centrale che li serve. Quando arriva il preavviso di chiusura, il passaggio al VoIP diventa di fatto obbligatorio: la scelta non è più se migrare, ma come e con quanto anticipo governare la transizione invece di subirla.

La meccanica è questa: la centrale entra nel piano di dismissione, gli operatori ricevono il preavviso e devono migrare i clienti su fibra o FWA; alla data di chiusura il doppino si spegne, e con lui tutto ciò che ci passava sopra, voce, fax e dati. Un punto che rassicura chi sta in zone poco coperte dalla fibra: nelle aree di spegnimento l’FWA non è un ripiego commerciale ma un’offerta regolamentata, con caratteristiche tecniche definite da AGCOM nella delibera 111/21/CIR; e in sede di approvazione l’Autorità ha riconosciuto che per la clientela business la soluzione FWA non è sempre idonea, chiedendo soluzioni di atterraggio su rete in fibra o mista.

Come capire se la tua azienda è coinvolta

Il censimento parte dalle fatture di tutti i fornitori telefonici, non solo del principale. Le voci da cercare: accesso base ISDN, accesso primario, RTG o rete telefonica generale, canone linea analogica. Poi si passa al sopralluogo: borchie NT1 o NT1 Plus a muro, schede BRI o PRI nel centralino, prese tripolari con linee dirette per fax e POS, e la linea dell’ascensore, che spesso è intestata al condominio o alla ditta di manutenzione e non compare in nessuna fattura aziendale.

Tipo di accesso Come riconoscerlo Cosa lo sostituisce
ISDN BRI (accesso base, 2 canali) Borchia NT1 a muro, voce accesso base in fattura, spesso più numeri sulla stessa linea SIP trunk con portabilità dei numeri
ISDN PRI (accesso primario, fino a 30 canali) Flusso E1 attestato al centralino, selezione passante con radice GNR SIP trunk dimensionato sui canali reali, portando l’intero GNR
Linea analogica RTG Presa diretta senza apparati attivi, usata da fax, POS, allarmi, ascensori Porta FXS di un gateway o ATA per la voce; soluzioni dedicate per i servizi speciali
ADSL o VDSL su rame Modem attestato in centrale su doppino FTTH o FWA, da attivare prima della chiusura della centrale

Il passo successivo è chiedere al proprio operatore a quale centrale è attestata la sede e se rientra nelle ondate annunciate del piano FiberCop. Non conviene aspettare la lettera: quando arriva il preavviso formale i tempi si accorciano e i fornitori della zona si saturano tutti insieme.

Le opzioni per la voce: dal SIP trunk a Microsoft Teams

La strada giusta dipende dallo stato del centralino e dalla strategia di collaboration dell’azienda. Le quattro situazioni tipiche:

Situazione di partenza Opzione consigliata Punti di attenzione
Centralino IP recente, già predisposto SIP SIP trunk diretto verso l’operatore VoIP QoS sulla connettività e configurazione sicura dell’SBC a protezione del trunk
Centralino tradizionale ancora valido Gateway ISDN o analogico (AudioCodes, Patton) tra centralino e SIP trunk Ponte rapido e senza retraining, ma rinvia la sostituzione: va comunque pianificata
Centralino di generazione datata, fuori supporto del produttore Nuovo IP PBX: 3CX oppure FreePBX/PBXact Occasione per ripensare l’impianto, compreso il recupero del DECT esistente dove sensato
Azienda già su Microsoft 365 Teams Direct Routing con SBC certificato per Teams I numeri aziendali entrano in Teams; servono un SBC certificato e un SIP trunk di qualità

Alla seconda strada, il gateway che simula le linee ISDN per tenere in vita il centralino esistente, dedicheremo una guida specifica. Per il terzo scenario abbiamo pubblicato una guida dedicata alla sostituzione del centralino Panasonic o Selta, mentre per la strada Microsoft trovi tutti i dettagli nella pagina su Microsoft Teams Direct Routing. In ogni caso la voce migra sulla nuova connettività: banda e QoS vanno dimensionate prima, e conviene ragionare da subito sull’integrazione della telefonia aziendale con mobile, Teams e gli altri strumenti di comunicazione, perché la migrazione forzata è anche l’occasione per semplificare.

Fax, POS, allarmi e ascensori: i servizi che si dimenticano sempre

Nelle migrazioni la fonia è la parte facile. I problemi arrivano dai dispositivi che usavano la linea analogica non solo come mezzo trasmissivo ma anche come alimentazione: la vecchia linea era telealimentata a 48 V dalla centrale e funzionava anche durante un blackout, qualunque sostituto VoIP invece dipende dalla corrente locale. Per i servizi di sicurezza vanno quindi previsti UPS o batterie tampone.

Dispositivo Perché il VoIP lo mette in crisi Soluzione consigliata
Fax I toni fax tollerano male compressione, jitter e perdita di pacchetti T.38 dove supportato; in alternativa G.711 con ECM disattivato e velocità a 9600 bps; meglio ancora un fax server (mail to fax)
POS dial-up Il modem analogico sulle reti a pacchetto produce transazioni lente o interrotte Sostituzione con POS Ethernet o 4G forniti dall’acquirer, da richiedere alla banca per tempo
Combinatore dell’allarme I protocolli Contact ID e SIA su DTMF e FSK si degradano; niente telealimentazione Modulo IP o 4G della centrale antifurto, oppure combinatore esterno dual path con batteria
Telefono dell’ascensore La norma EN 81-28 richiede comunicazione bidirezionale anche in blackout Combinatore GSM/4G dedicato con alimentazione di emergenza di almeno un’ora, SIM multi operatore, concordato con il manutentore

Un consiglio operativo: ogni servizio speciale va testato in parallelo prima della dismissione della vecchia linea. Una prova fax reale, una trasmissione di test verso l’istituto di vigilanza, una chiamata di prova dalla cabina dell’ascensore. Scoprire il problema dopo lo spegnimento della centrale significa restare senza servizio per giorni.

Numeri di telefono e numeri verdi: come funziona la portabilità

I numeri si mantengono. La number portability consente di portare sul nuovo operatore sia i numeri singoli sia gli interi GNR con selezione passante dei flussi primari: serve il codice di migrazione riportato in fattura e un’anagrafica coerente tra vecchio e nuovo contratto, perché la maggior parte dei rigetti nasce da intestazioni non allineate. I numeri verdi 800 seguono una pratica di portabilità separata, con tempi propri.

La sequenza corretta: prima si attiva il nuovo servizio, si verifica che tutto funzioni, poi si avvia la portabilità e solo a portabilità conclusa si dismettono le vecchie linee. La regola d’oro vale sempre: mai disdire prima. La disdetta anticipata è il modo più rapido per perdere numeri usati da decenni, con i clienti che chiamano un numero inesistente.

Pianificare la migrazione senza fermare l’azienda

Una migrazione ben governata richiede in genere da sei a dodici settimane, quasi tutte di attesa e coordinamento più che di lavoro tecnico. I passi:

  1. Censimento di tutte le linee: fatture di ogni fornitore, sopralluogo su borchie e permutatore, verifica della centrale di attestazione
  2. Mappa dei servizi speciali: fax, POS, allarmi, ascensori, telesoccorso, apricancello e qualsiasi dispositivo con una RJ11 dietro
  3. Scelta dell’architettura voce e dimensionamento della connettività con QoS
  4. Attivazione in parallelo e test: chiamate entranti e uscenti, fax, prova allarme con la vigilanza, prova ascensore con il manutentore
  5. Portabilità dei numeri e dei numeri verdi
  6. Dismissione delle vecchie linee, solo a portabilità completata e test superati

Netframe, system integrator IT dell’Emilia-Romagna con sede a Modena, segue le aziende in tutte le fasi del percorso: dal censimento delle linee alla scelta tra SIP trunk, nuovo centralino e Teams Direct Routing, fino ai test sui servizi speciali. Se hai ricevuto un preavviso di dismissione o vuoi giocare d’anticipo, chiamaci allo 059 7134794 o scrivi a info@netframe.it: partiamo dall’inventario delle tue linee.

Domande frequenti sullo switch off ISDN

Come faccio a sapere se la mia linea ISDN o analogica verrà dismessa?

Controlla le fatture di tutti i fornitori: le voci relative ad accesso base ISDN, accesso primario o RTG indicano servizi su rame destinati alla dismissione. Chiedi poi al tuo operatore se la centrale a cui è attestata la sede rientra nel piano di decommissioning FiberCop. La direzione comunque è segnata: l’ISDN non è più commercializzata da anni e conviene pianificare la migrazione prima di ricevere il preavviso formale.

Il fax continua a funzionare dopo il passaggio al VoIP?

Sì, con le giuste precauzioni. La strada più affidabile è il protocollo T.38, se supportato dal trunk e dal gateway; in alternativa si usa il passthrough G.711 disattivando l’ECM e limitando la velocità a 9600 bps. La soluzione migliore resta però il fax server (mail to fax), che elimina del tutto la macchina analogica. In ogni caso il fax va testato prima di dismettere la vecchia linea.

Cosa succede al POS collegato alla linea telefonica?

I POS dial-up trasmettono con un modem analogico e sulle linee VoIP le transazioni diventano lente o cadono, anche usando il codec G.711. La soluzione non è adattarli ma sostituirli: l’acquirer fornisce POS Ethernet o 4G, spesso senza costi aggiuntivi. Contatta la banca con anticipo, prima della dismissione della linea.

Come gestire il combinatore telefonico dell’ascensore senza linea analogica?

La norma EN 81-28 sui teleallarmi richiede una comunicazione bidirezionale dalla cabina verso un centro di soccorso, con conferma al passeggero che la richiesta è stata presa in carico, e prevede che guasti o interruzioni dell’alimentazione elettrica non incidano sul funzionamento del telesoccorso. In Italia si applica agli impianti installati dopo il DPR 162/1999. La vecchia linea analogica era telealimentata dalla centrale e sopravviveva al blackout, una linea VoIP no: la prassi corretta è un combinatore GSM o 4G dedicato con alimentazione di emergenza di almeno un’ora di autonomia, SIM multi operatore e identificazione univoca dell’impianto verso la centrale. Da concordare con il manutentore prima di dismettere la linea, verificando anche che il dispositivo esegua i test automatici di connessione previsti, almeno ogni 72 ore, con registrazione degli eventi.

L’allarme antifurto funziona su una linea VoIP?

Male, e non conviene rischiare. I protocolli dei combinatori PSTN, come Contact ID e SIA, viaggiano su toni DTMF e FSK che si degradano sulle reti a pacchetto; inoltre la linea VoIP non è telealimentata. Le opzioni corrette sono il modulo IP o 4G della centrale antifurto oppure un combinatore esterno dual path, sempre con batteria di backup e un test concordato con l’istituto di vigilanza.

Posso mantenere i numeri di telefono e i numeri verdi con il passaggio al VoIP?

Sì. La number portability consente di portare sul nuovo operatore i numeri singoli e gli interi GNR con selezione passante dei flussi primari; serve il codice di migrazione riportato in fattura. I numeri verdi 800 si portano con una pratica separata. La regola d’oro: mai disdire le vecchie linee prima che la portabilità sia completata, altrimenti i numeri vanno persi.

Netframe è un system integrator indipendente e non è affiliata agli operatori e ai produttori citati in questo articolo. Le informazioni sono aggiornate ad agosto 2026: il piano di dismissione delle centrali in rame procede per ondate e le date di chiusura variano zona per zona, quindi la situazione della vostra sede va sempre verificata con il vostro operatore.

Fonti

  • AGCOM, delibera 123/25/CONS del 13 maggio 2025, pubblicata il 23 maggio 2025: esito delle verifiche e tempi di preavviso per 2.055 centrali locali di FiberCop oggetto di istanza di decommissioning, con l’elenco delle centrali nell’Allegato A.
  • AGCOM, delibera 114/24/CONS: aggiornamento delle procedure e delle condizioni regolamentari del Piano di decommissioning della rete di accesso in rame. L’articolo 43 fissa i requisiti di copertura e di migrazione e i tempi di preavviso.
  • AGCOM, delibera 348/19/CONS: approvazione del Piano di decommissioning della rete di accesso in rame e definizione delle relative procedure.
  • AGCOM, delibera 458/24/CONS: precedente pubblicazione degli esiti delle verifiche, con preavviso di 6 mesi per le centrali aperte al bitstream e di 12 mesi dove sono attivi servizi di unbundling.
  • Norma tecnica UNI EN 81-28, teleallarmi per ascensori: comunicazione bidirezionale, alimentazione di emergenza, test automatici periodici e identificazione dell’impianto. Norme collegate: UNI EN 81-70 per l’accessibilità del dispositivo di allarme e UNI EN 81-80 per l’adeguamento degli impianti esistenti. In Italia il quadro si applica agli impianti installati dopo il DPR 30 aprile 1999, n. 162.
  • AGCOM, delibera 111/21/CIR del 7 ottobre 2021: approvazione dell’offerta wholesale FWA e delle procedure di migrazione degli accessi attestati su centrali in decommissioning, ai sensi dell’art. 51 della delibera 348/19/CONS.

Fonti verificate il 10 agosto 2026.

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