Centralino VoIP open source o commerciale: FreePBX, 3CX e Alcatel-Lucent OXO e OXE con Rainbow, e quando conviene ciascuno
Un centralino VoIP open source come FreePBX non ha costo di licenza per il software di base, ma non è gratis. Costa in tempo: qualcuno deve installarlo, tenerlo aggiornato, proteggerlo e risolvere i problemi senza un produttore a cui telefonare. Un centralino commerciale come 3CX ha una licenza annuale, ma arriva con le app e gli aggiornamenti già dentro, e con l’assistenza del partner. La scelta non dipende dal prezzo della licenza. Dipende da chi gestirà il centralino nei prossimi cinque anni, da quanto serve personalizzarlo e da quanto pesa un fermo. Questa guida mette a confronto FreePBX, la sua versione commerciale PBXact e 3CX. Poi i centralini Alcatel-Lucent Enterprise, OXO Connect e OmniPCX Enterprise, con l’applicazione Rainbow. E dice quando conviene ciascuno.
Se la domanda è se tenere il centralino in sede o portarlo in cloud, la risposta è nella guida al centralino on premise o cloud. Il servizio di Netframe, invece, è nella pagina sul VoIP aziendale. Qui si parla del software del centralino.
Cosa vuol dire open source, per un centralino
Un centralino VoIP porta le telefonate sulla rete dati, di solito con il protocollo SIP. Open source vuol dire che il codice è pubblico e si può usare, modificare e installare senza pagare una licenza. Il cuore di molti centralini open source, FreePBX compreso, è Asterisk, il motore telefonico che gestisce chiamate, interni e collegamenti. Asterisk da solo, però, si configura scrivendo file di testo. FreePBX, invece, è l’interfaccia web che ci si mette sopra: permette di creare interni, code e instradamenti da un pannello, senza scrivere codice. Entrambi sono sviluppati da Sangoma.
Open source non vuol dire senza costi né senza parti a pagamento. FreePBX ha moduli commerciali, per esempio per il provisioning dei telefoni o le funzioni avanzate. Si comprano a parte con un anno di aggiornamenti: dopo il primo anno il modulo continua a funzionare, ma di norma per avere aggiornamenti e supporto va rinnovato. Il supporto del produttore si paga. E soprattutto il lavoro di chi lo mantiene resta il costo più grande.
FreePBX, PBXact e 3CX a confronto
| Aspetto | FreePBX | PBXact | 3CX |
|---|---|---|---|
| Cos’è | Interfaccia open source su Asterisk | Il centralino commerciale di Sangoma basato su FreePBX, con supporto del produttore | Centralino software commerciale |
| Licenza | Nessuna per la base; moduli commerciali a parte | A pagamento, con quasi tutti i moduli commerciali già compresi | Annuale, dimensionata sulle chiamate contemporanee (comprese quelle fra interni) e non sugli utenti |
| Supporto del produttore | A pagamento, a parte; la comunità per il resto | Assistenza diretta di Sangoma, con varie opzioni di supporto | Aggiornamenti compresi nella licenza; assistenza tramite il partner |
| Dove gira | Debian 12, l’unico supportato ufficialmente da FreePBX 17, su server fisico o macchina virtuale | Come FreePBX, oppure su apparato Sangoma o in cloud | Linux o Windows, in sede, su cloud pubblico o ospitato da 3CX |
| App per cellulare e computer | Da aggiungere o integrare | In parte comprese nei moduli | Comprese |
| Personalizzazione | Massima: si arriva fino al codice di Asterisk | Ampia, con qualche limite per restare supportati | Dentro quello che il prodotto prevede |
| Competenze richieste | Linux, Asterisk, sicurezza | Come FreePBX, con un produttore alle spalle | Amministrazione del prodotto; meno sistema operativo |
| Rischio principale | Nessuno lo aggiorna, e invecchia senza avvisi | Il rinnovo del supporto lasciato scadere | La licenza dimensionata male sulle chiamate contemporanee |
Edizioni e licenza di 3CX: come si dimensiona
A ottobre 2026 le edizioni di 3CX si chiamano SMB Free, Basic, PRO e AI. Le commerciali si comprano come licenza annuale di sistema, dimensionata sul numero di chiamate contemporanee, comprese quelle fra interni. Un interno che non sta telefonando, invece, non consuma licenza. Ogni taglia ha comunque un numero massimo di interni, che è un limite rigido. Per esempio, 3CX suggerisce di valutare una licenza da 24 chiamate contemporanee quando nel momento di punta ne servono 16, per avere margine e spazio per crescere. Inoltre code di chiamata e integrazioni con il CRM (il gestionale dei clienti) e con Microsoft 365 partono dall’edizione PRO, mentre gli agenti AI sono nell’edizione AI. I trunk SIP e i numeri di telefono sono a parte, come per qualsiasi centralino.
I centralini Alcatel-Lucent: OXO Connect, OXE e Rainbow
Accanto ai centralini software ci sono i sistemi dei produttori di telefonia, con hardware, telefoni e applicazioni pensati insieme. Alcatel-Lucent Enterprise ne ha due, per due taglie diverse di azienda, e un’applicazione in cloud che li collega a cellulari e computer.
| Aspetto | OXO Connect | OmniPCX Enterprise (OXE) | Rainbow |
|---|---|---|---|
| Cos’è | Il centralino per piccole e medie imprese, che ha preso il posto di OmniPCX Office | La piattaforma per aziende grandi, multi-sede e con requisiti di continuità | L’applicazione di comunicazione in cloud di Alcatel-Lucent Enterprise |
| Dimensioni | Fino a 300 utenti | Migliaia di utenti per server, reti di più server per le grandi organizzazioni | Per utente, dal singolo all’intera azienda |
| Dove gira | Apparato in sede; la versione Evolution è pensata per reti tutte IP e trunk SIP | In sede, su apparato o macchina virtuale, oppure in cloud privato, pubblico o ibrido | Cloud, con app per computer, web, Android e iPhone |
| Telefoni e linee | IP, SIP, digitali, analogici e DECT (i cordless professionali), utile per migrare per gradi | IP, SIP, digitali e DECT, con ridondanza dei server | Softphone sul cellulare e sul computer, con il numero dell’ufficio |
| Licenza | Licenze per utente sul centralino | Licenze per utente e per funzione | Essential gratuita; Business ed Enterprise in abbonamento per utente |
| Punto di forza | Un solo sistema per telefoni vecchi e nuovi, con Rainbow già previsto | Continuità, grandi numeri, integrazione con contact center e sistemi di notifica | Chat, chiamate, video e condivisione senza cambiare centralino |
Rainbow, l’applicazione che lavora sopra il centralino
Rainbow è il pezzo che cambia l’uso quotidiano: è la unified communication di Alcatel-Lucent Enterprise. Porta sul cellulare e sul computer il numero dell’ufficio, la presenza dei colleghi, la chat, le conferenze video e la condivisione dello schermo. Su OXO Connect, per esempio, l’accesso a Rainbow è previsto dal sistema. Su OXE la voce passa anche da Rainbow oltre che dai telefoni da scrivania. Rainbow ha anche connettori per centralini di altri produttori (Cisco, NEC, Mitel e Asterisk) e un connettore di telefonia per Microsoft Teams. L’edizione Essential è gratuita e senza scadenza, mentre Business ed Enterprise sono in abbonamento per utente.
Rispetto a FreePBX e 3CX, i sistemi Alcatel-Lucent costano di più all’inizio, perché di solito comprendono hardware e telefoni dedicati. In cambio danno continuità di servizio, telefoni robusti per ambienti difficili e un percorso di migrazione graduale da impianti digitali e analogici. Per questo conviene a chi ha già un Alcatel in casa, o a chi ha reparti dove il telefono non può fermarsi.
Il costo vero, in proporzione
Le voci sono le stesse per tutti: il server o la macchina virtuale, la licenza se c’è, i telefoni, il trunk SIP, la configurazione iniziale e la manutenzione negli anni. Cambia il peso di ciascuna.
Con FreePBX la licenza pesa poco o nulla. Pesano di più la configurazione, che parte da un sistema più grezzo, e soprattutto la manutenzione. Infatti aggiornamenti del sistema operativo, dei moduli e di Asterisk vanno pianificati e provati da qualcuno che sa farlo. Con 3CX la licenza è una voce fissa ogni anno, mentre configurazione e manutenzione pesano meno, perché il prodotto fa più cose da solo. PBXact, infine, sta in mezzo: paga la licenza e il supporto per avere la flessibilità di FreePBX con un produttore che risponde.
Il confronto onesto si fa su cinque anni, mettendo nel conto anche le ore di chi gestisce il centralino. Per un’azienda senza un tecnico interno quelle ore sono un contratto di assistenza, e vanno nel preventivo come la licenza. Il metodo per confrontare due preventivi di telefonia è nella guida su quanto costa un centralino cloud.
Quando conviene ciascuno
| Situazione | Scelta che di solito conviene | Perché |
|---|---|---|
| PMI senza tecnico interno, che vuole app e uffici funzionanti subito | 3CX | Prodotto completo, aggiornamenti e supporto compresi, amministrazione semplice |
| Azienda con un IT che conosce Linux e vuole controllare tutto | FreePBX | Nessun costo per utente, personalizzazione completa |
| Impianto FreePBX già in casa, che deve diventare più affidabile | PBXact | Stessa base, moduli compresi e supporto del produttore |
| Integrazioni particolari, flussi su misura, molti apparati speciali | FreePBX o PBXact | Asterisk permette quasi tutto, con chi sa configurarlo |
| Molti interni ma poche chiamate insieme | 3CX | La licenza segue le chiamate contemporanee, non gli interni |
| Azienda che ha già un Alcatel OXO o OXE e vuole mobilità e chat | Rainbow sul centralino esistente | Aggiunge app, video e chat senza cambiare telefoni e numeri |
| Grande azienda o struttura con reparti che non possono fermarsi | OmniPCX Enterprise | Ridondanza dei server, grandi numeri e integrazione con sistemi di notifica |
| PMI con telefoni digitali e analogici da tenere ancora per un po’ | OXO Connect | Migrazione per gradi, con Rainbow per chi lavora fuori |
| Sedi sparse e lavoro da remoto | 3CX, oppure un centralino cloud | App e accesso da fuori già pronti |
Nessuna di queste scelte è sbagliata in assoluto. È sbagliato, invece, scegliere FreePBX per risparmiare sulla licenza senza sapere chi lo manterrà. Allo stesso modo è sbagliato scegliere 3CX senza aver contato le chiamate contemporanee nei momenti di picco.
La sicurezza non dipende dalla licenza
Un centralino è un server collegato a internet, e il rischio vero è uno solo: che smetta di essere aggiornato. Vale per l’open source come per il commerciale. Un esempio concreto: chi ha un FreePBX 16 o un PBXact su CentOS 7 ha un sistema operativo che dal 30 giugno 2024 non riceve più correzioni di sicurezza. Il centralino continua a funzionare, e proprio per questo nessuno se ne accorge. Lo stesso vale per il motore telefonico. Secondo il calendario ufficiale di Asterisk, la versione 18 è fuori supporto dal 20 ottobre 2025 e la 21 dal 18 ottobre 2026. La 22, predefinita in FreePBX 17, riceve invece correzioni di sicurezza fino al 16 ottobre 2029. Il passaggio alla versione 17 su Debian è raccontato nel caso della migrazione di FreePBX 17.
Tre regole valgono per qualsiasi centralino. Il pannello di amministrazione non deve essere raggiungibile da internet. I collegamenti verso l’operatore passano da un SBC (Session Border Controller, il firewall dedicato alla telefonia) o da un firewall con regole precise, non da porte aperte a tutti. E gli aggiornamenti hanno un calendario, con un backup scaricato fuori dalla macchina prima di ogni intervento.
Due casi documentati: FreePBX nel 2025, PHP nel 2026
La prima regola non è teorica. Nell’agosto 2025 una vulnerabilità critica del modulo endpoint di FreePBX (CVE-2025-57819) permetteva di entrare nel pannello senza credenziali. È stata sfruttata sui sistemi con il pannello esposto a internet, e Sangoma ha chiesto di limitare l’accesso al pannello e di aggiornare subito i moduli. A ottobre 2026 lo schema si è ripetuto con PHP, il linguaggio su cui gira il pannello. Due vulnerabilità critiche (CVE-2026-109618 e CVE-2026-109619), rese note il 21 ottobre, permettono di eseguire codice da remoto senza credenziali e sono sfruttate attivamente. Il 23 ottobre l’avviso ufficiale di FreePBX ha indicato due strade. Sulle versioni 17 basta applicare gli aggiornamenti di sicurezza di PHP con la procedura normale. Sulle 16 e precedenti, invece, va pianificata la migrazione alla 17, e Sangoma offre un PHP 7.4 corretto solo come misura temporanea. Limitare l’accesso al pannello alle reti fidate riduce l’esposizione, ma non elimina il rischio. Come si protegge il perimetro della telefonia è nella guida sulla configurazione sicura di un SBC.
Integrazioni: Teams, CRM, voicebot
Un centralino raramente lavora da solo. Si collega al CRM per aprire la scheda del cliente quando chiama e a Microsoft Teams per far squillare gli interni anche lì. Oppure a un voicebot che risponde alle chiamate ripetitive e lascia agli operatori quelle che chiedono una persona. Tutti i sistemi di questa guida lo permettono, anche se in modi diversi.
3CX ha molte integrazioni già pronte, da attivare dal pannello a partire dall’edizione PRO; l’edizione AI aggiunge agenti AI propri. FreePBX e PBXact usano moduli o collegamenti costruiti su Asterisk, più flessibili ma da configurare. Sui sistemi Alcatel-Lucent molte integrazioni passano da Rainbow, che con Rainbow Connect ha connettori per Salesforce, Microsoft Dynamics e ServiceNow. Nella maggior parte dei casi, poi, il collegamento con Teams e con i voicebot passa da un trunk SIP, spesso con un SBC in mezzo. Rainbow ha invece un proprio connettore di telefonia per Teams. Come funziona l’integrazione col CRM è nella guida sulla integrazione fra centralino e CRM. Come si collega Teams al centralino che c’è già è nella guida su Teams e centralino esistente tramite SBC.
Gli errori che si vedono più spesso
- Un FreePBX installato anni fa da qualcuno che non c’è più, mai aggiornato.
- L’edizione gratuita di 3CX usata in produzione oltre i limiti previsti.
- La licenza di 3CX dimensionata sugli interni invece che sulle chiamate contemporanee.
- Il pannello di amministrazione esposto su internet con una password sola.
- Trunk e interni ancora su chan_sip, il vecchio driver SIP tolto da Asterisk a partire dalla versione 21.
- Nessun backup fuori dalla macchina, scoperto il giorno del guasto.
- I telefoni scelti senza verificare il provisioning automatico sul centralino.
Quando la voce va a scatti o si sente da una parte sola, il problema spesso non è il centralino ma la rete. In questo caso le cause sono nella guida ai problemi audio del VoIP.
Da dove si parte
Da tre domande: chi gestirà il centralino, quante chiamate arrivano insieme nei momenti di picco, e con quali sistemi deve parlare. Poi dal centralino in uso: versione, sistema operativo, trunk, telefoni, integrazioni. Da lì si capisce se conviene aggiornare, passare alla versione commerciale o cambiare piattaforma. Netframe è un system integrator IT dell’Emilia-Romagna con sede a Modena, partner certificato 3CX, AudioCodes e Patton e technology partner Alcatel-Lucent Enterprise. Progettiamo, migriamo e manteniamo centralini 3CX, FreePBX e PBXact, Alcatel-Lucent OXO Connect e OmniPCX Enterprise con Rainbow, in tutta la regione e in Italia. Scrivici a info@netframe.it o chiamaci allo 059 7134794.
Domande frequenti
Cos’è un centralino VoIP open source?
È un centralino telefonico che porta le chiamate sulla rete dati (VoIP) e il cui software ha il codice pubblico, utilizzabile senza licenza. In molti casi si basa su Asterisk, il motore telefonico, con FreePBX come interfaccia web per gestirlo. Gira su un server o una macchina virtuale in azienda e si collega all’operatore con un trunk SIP.
Quali software si usano per un centralino VoIP?
Si dividono in due famiglie. Gli open source, come Asterisk con l’interfaccia FreePBX, si installano senza licenza su un server o una macchina virtuale. I commerciali, come 3CX o PBXact di Sangoma, si pagano e arrivano con funzioni pronte e un produttore che li supporta. Accanto ai software, inoltre, ci sono i sistemi dei produttori di telefonia, come Alcatel-Lucent OXO Connect e OmniPCX Enterprise, con hardware, telefoni e applicazioni pensati insieme.
FreePBX è gratis?
Il software di base sì. Sono a pagamento i moduli commerciali, che si rinnovano ogni anno per ricevere gli aggiornamenti, e il supporto del produttore. Il costo più grande, però, è il lavoro di chi lo installa, lo aggiorna e lo protegge nel tempo. Per un’azienda senza tecnico interno, quindi, diventa un contratto di assistenza.
Meglio FreePBX o 3CX?
Dipende da chi lo gestisce. Con un IT interno che conosce Linux e vuole personalizzare tutto, FreePBX dà più libertà e nessun costo per utente. Per una PMI che vuole un prodotto completo, con app e aggiornamenti compresi, 3CX è di solito più semplice da tenere in esercizio. La licenza di 3CX si dimensiona sulle chiamate contemporanee, comprese quelle fra interni.
3CX è open source?
No. 3CX è un centralino software commerciale, con un’edizione gratuita e edizioni a pagamento con licenza annuale. A ottobre 2026 le edizioni si chiamano SMB Free, Basic, PRO e AI. Inoltre gira su Linux o Windows, in sede, su cloud pubblico o ospitato da 3CX stessa.
Che differenza c’è fra FreePBX e PBXact?
PBXact è il centralino commerciale di Sangoma basato su FreePBX, sviluppato dallo stesso produttore. Ha la stessa base, quasi tutti i moduli commerciali già compresi e l’assistenza diretta di Sangoma, in software, su apparato o in cloud. Conviene a chi vuole la flessibilità di FreePBX con un produttore che risponde in caso di problemi.
Che differenza c’è fra Alcatel-Lucent OXO Connect e OXE?
OXO Connect è il centralino Alcatel-Lucent Enterprise per piccole e medie imprese, fino a 300 utenti, con telefoni IP, digitali, analogici e DECT. OmniPCX Enterprise, chiamato OXE, è la piattaforma per aziende grandi e multi-sede: regge migliaia di utenti, ha la ridondanza dei server e si installa in sede o in cloud, privato, pubblico o ibrido.
Cos’è Rainbow di Alcatel-Lucent?
È l’applicazione di comunicazione in cloud di Alcatel-Lucent Enterprise: chat, chiamate con il numero dell’ufficio, conferenze video e condivisione dello schermo, su computer, web e cellulare. Si collega ai centralini OXO Connect e OXE senza sostituirli, e ha connettori anche per centralini di altri produttori. L’edizione Essential è gratuita, mentre le altre sono in abbonamento per utente.
Un centralino open source è sicuro?
Quanto un centralino commerciale, se viene aggiornato e protetto. Il rischio non è la licenza ma l’abbandono: un sistema mai aggiornato, con il pannello esposto su internet e le porte telefoniche aperte a tutti. Con un SBC o un firewall davanti, aggiornamenti a calendario e backup fuori dalla macchina, è sicuro come gli altri.
Vuoi capire quale centralino fa per te?
Raccontaci la tua situazione dalla pagina contatti oppure scrivici a info@netframe.it: ti rispondiamo con i passi concreti, a partire dal centralino che hai già.
Fonti
- 3CX, Licensing: edizioni SMB Free, Basic, PRO e AI e funzioni per edizione, licenza annuale di sistema sulle chiamate contemporanee (comprese quelle fra interni), numero massimo di interni per taglia, esempio di 24 chiamate per un picco di 16, opzioni di installazione e hosting
- Documentazione FreePBX 17 di Sangoma: supportato ufficialmente solo su Debian 12, con Asterisk 22 predefinito
- Sangoma, Version 17 FAQ: attivazione dei moduli commerciali e passaggio da FreePBX 16 con backup e ripristino
- Rinnovi dei moduli commerciali, base di conoscenza Sangoma: dopo il primo anno il modulo continua a funzionare, aggiornamenti e supporto con il rinnovo
- PBXact, pagina del produttore: centralino commerciale di Sangoma basato su FreePBX, con quasi tutti i moduli commerciali compresi e supporto Sangoma, in software, su apparato o in cloud
- Asterisk Versions, calendario ufficiale: fine vita della 18 il 20 ottobre 2025 e della 21 il 18 ottobre 2026, Asterisk 22 LTS con correzioni di sicurezza fino al 16 ottobre 2029
- Asterisk 21 Module Removal, chan_sip: chan_sip non è più incluso da Asterisk 21, il passaggio è a chan_pjsip
- NIST NVD, CVE-2025-57819: accesso non autenticato al pannello di FreePBX 15, 16 e 17, corretto nelle versioni 15.0.66, 16.0.89 e 17.0.3 del modulo endpoint, nel catalogo CISA delle vulnerabilità sfruttate dal 29 agosto 2025
- FreePBX, avviso di sicurezza del 26 agosto 2025: sistemi con il modulo endpoint e il pannello esposto a internet, accesso da limitare e aggiornamento immediato
- FreePBX, avviso del 23 ottobre 2026 sulle vulnerabilità di PHP: aggiornamenti di PHP sulle versioni 17, migrazione per le 16 e precedenti, accesso al pannello da limitare
- Centro canadese per la cybersicurezza, allerta AL26-026: CVE-2026-109618 e CVE-2026-109619, codice eseguibile da remoto senza autenticazione, versioni corrette di PHP, sfruttamento attivo
Alcatel-Lucent Enterprise
- Scheda di soluzione OXO Connect di Alcatel-Lucent Enterprise: fino a 300 utenti, modello modulare per telefoni IP, SIP, digitali e analogici e modello Evolution tutto IP, accesso integrato a Rainbow
- OXO Connect, pagina del prodotto: fino a 300 utenti, già OmniPCX Office RCE, integrazione nativa con Rainbow
- Rainbow, scheda di soluzione in italiano: edizioni Essential (gratuita, senza scadenza), Business ed Enterprise per utente, connettori per Cisco, NEC, Mitel e Asterisk, connettore di telefonia per Microsoft Teams, Rainbow Connect per Salesforce, Microsoft Dynamics e ServiceNow
- Annuncio di OmniPCX Enterprise Purple, Alcatel-Lucent Enterprise (9 novembre 2021): installazione in sede, cloud privato, pubblico e ibrido, voce su Rainbow
- Scheda tecnica OmniPCX Enterprise Communication Server di Alcatel-Lucent Enterprise: capacità per server e per rete, ridondanza, citata in forma descrittiva
Fonti verificate il 29 ottobre 2026.
Nota di indipendenza: Netframe è un system integrator indipendente e multi-vendor. È certificata Cisco, Fortinet, Huawei, AudioCodes, Patton, 3CX e Ascom; Microsoft, HPE e Alcatel-Lucent Enterprise sono technology partner. Sangoma, NEC e Mitel sono nominate per fatti verificabili sui propri prodotti.
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