Internet a bordo: satellite, LEO e rete mobile, e come si progetta la rete wifi che deve reggerli

Su una nave internet a bordo arriva da cinque strade. Tre passano dal cielo: i satelliti geostazionari e le costellazioni in orbita media e in orbita bassa. Le altre due sono a terra: la rete mobile quando la costa è vicina e, in porto, il collegamento di banchina, dove il porto lo offre. Le navi passeggeri moderne usano più collegamenti insieme e passano dall’uno all’altro durante la rotta. La differenza che si sente di più non è la velocità ma la latenza, cioè il tempo che un pacchetto impiega ad andare e tornare. La rete wifi di bordo deve reggere tutto questo: distribuire una banda finita fra passeggeri, equipaggio e sistemi, scegliere il collegamento giusto per ogni traffico e servire in locale quello che si può.

Questa guida spiega le strade con cui internet arriva a bordo e cosa cambia per chi progetta la rete interna. Il progetto radio vero e proprio, con paratie, cabine, canali e roaming, è nella guida sul Wi-Fi su navi da crociera, traghetti e yacht. Il perimetro, detto subito: Netframe progetta la rete di bordo. La connettività satellitare è un servizio dell’operatore, scelto e contrattato dall’armatore.

Le strade con cui internet arriva a bordo

Collegamento Dove sta il satellite o la rete Latenza tipica Dove funziona Il limite principale
Satellite geostazionario (GEO, Geostationary Earth Orbit), il VSAT tradizionale (Very Small Aperture Terminal, la parabola di bordo che punta un satellite fisso) Circa 36.000 km, fermo sopra un punto dell’equatore Circa mezzo secondo andata e ritorno per la sola distanza, di più nella pratica Quasi ovunque, tranne le latitudini più estreme Latenza alta e capacità condivisa fra le navi dello stesso fascio
Orbita media (MEO, Medium Earth Orbit) Circa 8.000 km Intorno ai 150 millisecondi, secondo l’operatore Fascia ampia attorno all’equatore, dove passano molte rotte crocieristiche Antenne che seguono il satellite in movimento
Orbita bassa (LEO, Low Earth Orbit) Da qualche centinaio di chilometri a circa 1.200 Sotto i 100 millisecondi, vicino a una linea di terra Su gran parte dei mari, dove il servizio è autorizzato Serve cielo libero: alberi, fumaioli e sovrastrutture creano ostruzioni
Rete mobile 4G o 5G di terra Le antenne degli operatori sulla costa Come a terra Solo vicino alla costa e in porto Scompare appena la nave si allontana
Collegamento di banchina L’infrastruttura del porto Come a terra Solo all’ormeggio, dove il porto lo offre Dura quanto lo scalo

La latenza del geostazionario non dipende dalla tecnologia ma dalla fisica. Il segnale sale a 36.000 km e ridiscende, due volte, prima che la risposta torni a bordo: già solo la distanza vale circa mezzo secondo. Per l’orbita media, SES dichiara circa 150 millisecondi per la propria costellazione O3b mPOWER e indica fra i clienti cinque delle sei maggiori compagnie di crociera. Per l’orbita bassa, al lancio del servizio Starlink Maritime, nel luglio 2022, la latenza dichiarata era sotto i 100 millisecondi.

Perché la latenza conta più della velocità

Un collegamento può essere veloce e sembrare lento. Molte applicazioni fanno decine di scambi brevi prima di mostrare qualcosa: aprire una pagina, autenticarsi, caricare una chat. Ogni scambio, infatti, paga la latenza intera. Su un satellite geostazionario mezzo secondo per scambio diventa qualche secondo di attesa, anche con molta banda libera.

Le soglie di ritardo per la voce

Per la voce esiste anche un riferimento preciso: la Raccomandazione ITU-T G.114 dell’Unione internazionale delle telecomunicazioni. Misura il ritardo in una sola direzione, cioè circa metà dell’andata e ritorno, e fissa due soglie.

Ritardo in una direzione Livello Cosa si sente in una telefonata Collegamento tipico a bordo
Fino a 150 millisecondi Verde Conversazione naturale: per la G.114 il ritardo è quasi trasparente Rete mobile sotto costa, banchina, orbita bassa, orbita media
Da 150 a 400 millisecondi Giallo Pause percepibili e qualche sovrapposizione; ammesso dalla G.114 per la pianificazione Satellite geostazionario, già per la sola distanza
Oltre 400 millisecondi Rosso Le persone parlano una sopra l’altra; per la G.114 non è accettabile nella pianificazione generale Geostazionario con un collegamento saturo o con un doppio salto satellitare

Il collaudo della voce a bordo si fa quindi su questi valori, misurati collegamento per collegamento, insieme al jitter e alla perdita di pacchetti.

I traffici che ne soffrono di più sono quattro. Le telefonate e le videochiamate, dove una latenza alta fa parlare le persone una sopra l’altra. Le VPN, cioè i tunnel cifrati verso l’azienda, e le applicazioni aziendali, che aspettano conferme continue. Il portale di accesso dei passeggeri, che può scadere prima di completare il login. E il DNS, la risoluzione dei nomi, che precede ogni connessione. Con un collegamento in orbita bassa, invece, queste attese si avvicinano a quelle di terra. Per questo il passaggio ha cambiato l’esperienza a bordo più dell’aumento di banda. Come si fa una rete ospiti con il portale di accesso è nella guida sul Wi-Fi per gli ospiti.

Più collegamenti insieme, e chi decide il traffico

Nessun collegamento copre da solo tutta una rotta, tutto il tempo. L’orbita bassa può perdere il cielo dietro una sovrastruttura o in certe acque dove il servizio non è autorizzato. Inoltre i collegamenti nelle bande Ku e soprattutto Ka, fra le frequenze più alte usate dai satelliti di ogni orbita, degradano con la pioggia forte. Infine, la rete mobile c’è solo sotto costa. Per questo le navi passeggeri usano più collegamenti in parallelo, spesso di orbite diverse.

Avere più collegamenti non basta: serve qualcuno che decida, pacchetto per pacchetto, quale usare. È lo stesso principio dell’SD-WAN a terra, dove un apparato al confine della rete usa più linee insieme e sposta il traffico quando una peggiora. A bordo le regole tipiche sono queste.

Traffico Collegamento preferito Perché
Voce e videochiamate dell’equipaggio e degli uffici Il più basso in latenza La conversazione si rovina prima della qualità dell’immagine
Sistemi operativi e gestionali di bordo Il più stabile, con priorità garantita Banda piccola ma non comprimibile
Navigazione dei passeggeri Quello con più capacità È il volume più grande, da distribuire con quote
Aggiornamenti e sincronizzazioni Quello meno costoso, o la banchina Possono aspettare lo scalo o le ore di traffico basso

Come funziona l’uso di più linee insieme, a terra, è nella guida sull’SD-WAN per PMI. A bordo la logica è la stessa, con collegamenti che cambiano durante la rotta invece di restare fissi.

Cosa deve fare la rete di bordo

Il collo di bottiglia, su una nave, quasi sempre non è la radio. Una rete wifi con migliaia di dispositivi può generare molto più traffico di quanto i collegamenti verso terra possano portare. Di conseguenza, se nessuno governa questa differenza, il passeggero percepisce un Wi-Fi lento mentre il problema è a monte. La rete interna deve quindi fare cinque cose.

  1. Tenere separate le reti di passeggeri, equipaggio, servizi di bordo e sicurezza, ognuna con le proprie regole verso terra.
  2. Distribuire la banda con quote per utente e priorità per rete, così che un gruppo di streaming non fermi le casse.
  3. Servire in locale quello che si può: risoluzione dei nomi, contenuti di bordo, aggiornamenti scaricati una volta e distribuiti a tutti.
  4. Far funzionare i sistemi critici anche quando i collegamenti cadono: casse, gestionale, segnaletica, terminali di magazzino.
  5. Misurare separatamente la radio e i collegamenti, per sapere subito se la lentezza nasce a bordo o verso terra.

L’equipaggio non è un ospite

Gli emendamenti del 2022 alla Convenzione sul lavoro marittimo (MLC 2006), in vigore dal 23 dicembre 2024, mettono la connettività sociale fra i servizi ricreativi che devono esserci a bordo (Standard A3.1). La linea guida B3.1.11 aggiunge che l’armatore dovrebbe, per quanto ragionevolmente possibile, dare all’equipaggio l’accesso a internet, con costi contenuti. Per chi progetta la rete significa una cosa precisa. L’equipaggio ha una rete propria, con una quota propria e priorità sulle chiamate, e non condivide le regole della rete passeggeri. Inoltre le ore libere dell’equipaggio sono spesso le stesse di picco dei passeggeri: la rete va dimensionata su quella sovrapposizione. La verifica degli obblighi della singola nave spetta all’armatore e all’amministrazione di bandiera, con i loro consulenti: Netframe non dà consulenza legale.

Il confine con i sistemi di bordo

La rete passeggeri è, per definizione, una rete non fidata. Per le navi contrattualizzate per la costruzione dal 1° luglio 2024 valgono le Unified Requirements E26 ed E27 dell’IACS, l’associazione internazionale delle società di classificazione. Chiedono che il confine fra reti non fidate e sistemi di bordo sia progettato e documentato. Lo stesso vale per il collegamento verso terra: chi entra da fuori non deve poter raggiungere i sistemi della nave. Il quadro completo è nella guida sul Wi-Fi di bordo. Il metodo per zone e condotti è lo stesso della segmentazione della rete OT in fabbrica, cioè dei sistemi che governano la produzione (Operational Technology).

Antenne, armadio e punto di consegna

Le antenne satellitari stanno sui ponti più alti, e la loro posizione la decidono l’operatore e il cantiere. Per la rete di bordo contano tre cose. Il punto di consegna: dove ogni collegamento arriva in rete, di solito su una porta Ethernet in un armadio tecnico. L’apparato che sceglie il collegamento per ogni traffico, con la sua ridondanza. E l’alimentazione protetta di tutta la catena, perché se cade l’armadio cadono tutti i collegamenti insieme. Come si toglie il pezzo unico dalla catena è nella guida sulla ridondanza di rete.

Su una nave esistente, prima di cambiare qualsiasi cosa, conviene disegnare questa catena com’è oggi. Spesso, infatti, ci sono collegamenti aggiunti nel tempo, ognuno con il suo apparato, e nessuna regola comune su quale traffico passi da dove.

Traghetti e yacht

Su un traghetto con tratte brevi e costiere la rete mobile di terra pesa molto. I passeggeri spesso hanno già segnale sul proprio telefono. Il satellite, invece, serve soprattutto in mare aperto e per i sistemi di bordo. Il picco non è la durata ma l’imbarco: centinaia di dispositivi che si collegano insieme, e il portale di accesso deve reggere quel momento.

Su uno yacht i numeri scendono e le aspettative salgono. In pratica, un’antenna in orbita bassa di piccole dimensioni, affiancata alla rete mobile in marina, è oggi la combinazione più diffusa. Il vincolo principale, però, è l’estetica: antenne e apparati vanno integrati nelle sovrastrutture e negli arredi, e il cablaggio va concordato con il cantiere.

Gli errori che si vedono più spesso

  • Cercare nel Wi-Fi il problema di un collegamento verso terra saturo.
  • Un solo collegamento per tutta la nave, senza alternativa quando cade.
  • Nessuna quota per utente, con pochi dispositivi che consumano tutta la banda.
  • L’equipaggio sulla rete dei passeggeri, con le stesse regole e la stessa priorità.
  • Ogni dispositivo che scarica da solo lo stesso aggiornamento dal satellite.
  • Il portale di accesso tarato per terra, che scade sui collegamenti con latenza alta.
  • Nessuna misura per collegamento, con la diagnosi affidata alle lamentele.

Cosa facciamo e cosa non facciamo

Netframe progetta e verifica la rete di bordo. Questo comprende il site survey e audit Wi-Fi con Ekahau Sidekick 2 e la separazione delle reti. Comprende anche quote e priorità, e le regole al confine fra la rete e i collegamenti verso terra. Lavoriamo su infrastrutture Cisco, Huawei e Fortinet, di cui siamo partner certificato. Non forniamo né rivendiamo connettività satellitare, e non installiamo antenne a bordo: sono servizi dell’operatore e del cantiere. In sintesi, il nostro contributo è far sì che la banda che arriva a bordo venga usata bene. Netframe ha sede a Modena e lavora come system integrator in tutta l’Emilia-Romagna e in Italia. Scrivici a info@netframe.it o chiamaci allo 059 7134794.

Domande frequenti

Come funziona internet su una nave da crociera?

Internet arriva da uno o più collegamenti satellitari, oggi spesso in orbita bassa o media. Si aggiungono la rete mobile vicino alla costa e la banchina in porto. Un apparato a bordo sceglie il collegamento per ogni traffico. La rete wifi della nave distribuisce poi la banda a passeggeri, equipaggio e sistemi, con reti separate e quote per utente.

Che differenza c’è fra satellite geostazionario e orbita bassa sulle navi?

Il satellite geostazionario sta a circa 36.000 km e, per la sola distanza, porta la latenza a circa mezzo secondo andata e ritorno, e nella pratica di più. Le costellazioni in orbita bassa stanno fra qualche centinaio di chilometri e circa 1.200, e scendono sotto i 100 millisecondi. In pratica l’orbita bassa rende telefonate, videochiamate e applicazioni molto più vicine all’esperienza di terra.

Perché il wifi sulla nave è lento?

Quasi sempre perché i collegamenti verso terra sono saturi, non perché la radio di bordo funzioni male. Migliaia di dispositivi possono chiedere più banda di quella disponibile. Inoltre contano la latenza del collegamento e la mancanza di quote per utente. Per capirlo servono misure separate sulla rete radio e sui collegamenti.

In mezzo al mare il telefono ha campo?

La rete degli operatori di terra arriva solo vicino alla costa. In mare aperto il telefono funziona se la nave ha un sistema di telefonia mobile di bordo, collegato al satellite. Nell’Unione europea le condizioni sono fissate dalla Decisione di esecuzione (UE) 2024/340, che ha sostituito la Decisione 2010/166/UE. Il sistema di bordo, infatti, non si usa entro due miglia nautiche dalla linea di base della costa con GSM e UMTS (le reti 2G e 3G), ed entro quattro con LTE e 5G NR (4G e 5G). Più al largo, fino a dodici miglia, si usano solo antenne interne. Sulle navi senza questo sistema si telefona con le chiamate via wifi.

L’equipaggio ha diritto a internet a bordo?

Gli emendamenti del 2022 alla Convenzione sul lavoro marittimo, in vigore dal 23 dicembre 2024, rendono obbligatoria a bordo la connettività sociale fra i servizi ricreativi (Standard A3.1). Indicano inoltre che l’armatore dovrebbe, per quanto ragionevolmente possibile, fornire all’equipaggio l’accesso a internet a costi contenuti (linea guida B3.1.11). Nella rete di bordo questo si traduce in una rete dedicata all’equipaggio, con quote e priorità proprie.

Chi porta internet su una nave?

Due soggetti diversi. L’operatore satellitare, scelto dall’armatore, fornisce i collegamenti e le antenne, che installa con il cantiere. Chi progetta la rete di bordo decide invece come quella banda viene distribuita, separata e protetta dentro la nave. Netframe si occupa di questa seconda parte.

C’è il wifi sulle navi da crociera?

Sì. Le navi da crociera moderne hanno una rete wifi per i passeggeri, collegata a internet con uno o più collegamenti satellitari e, vicino alla costa, con la rete mobile. La velocità percepita dipende soprattutto dai collegamenti verso terra e da quanti dispositivi li usano insieme, più che dalla copertura radio nelle cabine. Per questo la rete di bordo separa passeggeri, equipaggio e sistemi, e assegna a ciascuno quote e priorità.

Vuoi capire dove si perde la banda della tua nave?

Raccontaci la tua situazione dalla pagina contatti oppure scrivici a info@netframe.it: ti rispondiamo con i passi concreti, a partire da un rilievo della rete di bordo anche in una finestra di scalo.

Fonti

Fonti verificate il 28 ottobre 2026.

Nota di indipendenza: Netframe è un system integrator indipendente e multi-vendor. È certificata Cisco, Fortinet, Huawei, AudioCodes, Patton, 3CX e Ascom; Microsoft, HPE e Alcatel-Lucent Enterprise sono technology partner. Gli altri produttori e operatori citati sono nominati per fatti verificabili e non hanno rapporti commerciali con Netframe.

Other Articles