Rete aziendale: come è fatta, lo schema a tre livelli e come si progetta un’infrastruttura che dura
Una infrastruttura di rete aziendale è l’insieme di cavi, armadi e apparati che collega fra loro e con internet i dispositivi di un’azienda. Cioè computer, telefoni, access point, stampanti, telecamere e macchine. È fatta infatti a strati: un firewall verso l’esterno e uno o due switch centrali. Poi gli switch di piano o di reparto a cui si collegano i dispositivi, e sopra il wifi. Questa guida spiega come è fatta, con uno schema e tre esempi per taglia di azienda. Poi come si divide in reti logiche, cosa deve reggere e come si progetta passo per passo. Infine cosa deve restare in mano all’azienda alla fine del lavoro.
Il servizio di progettazione, con le tecnologie che usiamo e il modo in cui lavoriamo, è invece nella pagina reti aziendali. Per Modena e provincia c’è la pagina reti aziendali a Modena.
Come è fatta una rete aziendale: lo schema a tre livelli
Le reti aziendali si progettano da trent’anni con lo stesso schema gerarchico, perché funziona. Ogni livello, infatti, fa un mestiere solo e si sostituisce senza toccare gli altri.
| Livello | Cosa fa | Apparati tipici | Dove sta |
|---|---|---|---|
| Perimetro | Collega l’azienda a internet e alle sedi, filtra il traffico, gestisce le VPN | Firewall, uno o due collegamenti internet, a volte un router dell’operatore | Armadio principale |
| Core, o centro stella | Collega fra loro tutte le parti della rete e instrada il traffico fra le reti logiche | Uno o due switch di livello 3 | Armadio principale |
| Distribuzione | Raccoglie gli switch di un edificio o di un’area e li porta al core | Switch con molte porte in fibra | Armadi di edificio, solo nelle reti più grandi |
| Accesso | Dà la porta al dispositivo e, con il PoE, l’alimentazione a telefoni, access point e telecamere | Switch di piano o di reparto, spesso PoE | Armadi di piano, di reparto, di capannone |
| Wireless | Porta la rete ai dispositivi senza cavo, con le stesse regole di quella cablata | Access point e un sistema di gestione | A soffitto o a parete |
In una PMI, quindi, distribuzione e core coincidono quasi sempre. Si parla di core collassato: una coppia di switch centrali a cui arrivano direttamente gli switch di piano. Il livello di distribuzione separato compare invece con più edifici o capannoni e molti armadi.
Fra gli armadi si va in fibra ottica, perché copre distanze che il rame non copre e non porta disturbi elettrici fra edifici. Dall’armadio alla presa, invece, si va in rame. Le norme sul cablaggio strutturato prevedono 90 metri di tratta fissa più le bretelle, cioè 100 metri in tutto. Le scelte su cavi e fibra sono poi nelle guide sulle categorie dei cavi di rete e sulla fibra ottica in azienda.
Tre esempi, per taglia di azienda
I numeri qui sotto sono quelli di progetti tipici, non un listino. Servono a capire che cosa cambia quando l’azienda cresce.
| Elemento | Ufficio, circa 20 persone | PMI con ufficio e capannone, circa 80 persone | Azienda con più edifici, circa 250 persone |
|---|---|---|---|
| Firewall | Uno, con due linee internet se il lavoro dipende dal cloud | Uno o una coppia in alta disponibilità, due linee | Coppia in alta disponibilità, due linee, VPN verso le sedi |
| Core | Uno switch di livello 3 | Due switch in coppia, con i collegamenti verso il capannone doppi | Due switch di core, più distribuzione per edificio |
| Accesso | Uno o due switch PoE nello stesso armadio | Uno o più switch per ufficio, uno o più per capannone, in fibra verso il core | Switch per piano e per reparto in ogni edificio |
| Wi-Fi | Pochi access point, gestione in cloud | Access point per uffici e capannone, progettati con un site survey | Copertura per edificio e per reparto, roaming fra edifici |
| Reti logiche | Dati, voce, ospiti, gestione | Dati, voce, ospiti, stampanti, telecamere, produzione, gestione | Come la PMI, più una rete per edificio o per funzione |
| Ridondanza | Linea internet di riserva | Core doppio, uplink doppi verso il capannone, gruppo di continuità negli armadi | Tutto doppio dal core in su, percorsi in fibra separati |
La riga che cambia di più fra le tre colonne è, in pratica, la ridondanza. In un ufficio piccolo si accetta che un guasto fermi tutto per qualche ora, in un’azienda che produce, invece, no. Quando la ridondanza serve davvero, e come si collauda il failover, è nella guida sulla ridondanza di rete.
Le reti logiche: perché si divide la rete in VLAN
Un solo cavo e un solo switch possono trasportare più reti separate, le VLAN, previste dallo standard IEEE 802.1Q. Ogni gruppo di dispositivi sta quindi nella sua rete e il firewall o lo switch di core decide chi può parlare con chi. Una rete piatta, con tutto nella stessa rete, funziona finché non succede qualcosa. A quel punto un virus su un portatile vede le telecamere, le stampanti e le macchine di produzione.
| Rete logica | Cosa ci va | Regola tipica |
|---|---|---|
| Dati | Computer e portatili dei dipendenti | Raggiunge server e internet, non le telecamere né la produzione |
| Voce | Telefoni IP, centralino | Priorità sulla rete; raggiunge solo il centralino e le linee |
| Ospiti | Wi-Fi per visitatori e fornitori | Solo internet, nessun accesso alla rete interna |
| Stampanti e dispositivi | Stampanti, multifunzione, schermi | Raggiungibili dalla rete dati, non da internet |
| Telecamere e controllo accessi | Videosorveglianza, citofoni, lettori badge | Parlano solo con il loro registratore o server |
| Produzione | Macchine, PLC, sistemi di reparto | Separata dalla rete d’ufficio con un firewall; accessi remoti controllati |
| Gestione | Interfacce di amministrazione di switch, access point, firewall | Raggiungibile solo da chi amministra la rete |
Come si divide la rete d’ufficio in reparti è nella guida sulle VLAN aziendali. La separazione della produzione è invece nella guida sulla segmentazione della rete OT. Gli switch per i quadri di reparto sono nella guida sugli switch Ethernet industriali. Infine, come si fa una rete ospiti che non apre la porta a nessuno è nella guida sul Wi-Fi per gli ospiti.
Cosa deve reggere: i cinque numeri del dimensionamento
- Le porte. Si contano i dispositivi di oggi e poi si aggiunge una riserva, di solito fra il 20 e il 30 per cento. Una rete che nasce piena, infatti, obbliga ad aggiungere switch alla prima assunzione.
- La potenza PoE. Telefoni, access point e telecamere, infatti, prendono la corrente dallo switch. La somma dei consumi, con un margine, deve stare dentro il budget di potenza dello switch. Gli access point Wi-Fi 6E e Wi-Fi 7, inoltre, chiedono più potenza delle generazioni precedenti, spesso nella classe dello standard IEEE 802.3bt. Come si fa il conto è nella guida sugli switch PoE per access point e telefoni.
- La banda verso il core. Gli switch di accesso si collegano al core con collegamenti in genere più veloci delle porte dei dispositivi, oggi di solito a 10 gigabit in fibra. Il rapporto fra la somma delle porte e il collegamento verso l’alto si sceglie però sul traffico reale, non sul massimo teorico.
- La connessione internet. Si dimensiona su cloud, videochiamate contemporanee e backup fuori sede. Dove il lavoro dipende dal cloud servono poi due linee di operatori o tecnologie diverse, con il passaggio automatico. È il caso della SD-WAN per le PMI.
- La continuità elettrica. Un gruppo di continuità per ogni armadio, dimensionato sul consumo degli switch PoE, che è la voce che di solito si sottostima.
Sopra questi numeri ci sono infine la voce e il video, che chiedono priorità sulla rete e soglie precise di latenza e perdita. Come si misura se la rete regge, con disponibilità, MTBF e collaudo, è nella guida su come si misura l’affidabilità di una rete.
Il perimetro: firewall, VPN e accessi da fuori
Il firewall è, in sostanza, il punto da cui passa tutto ciò che entra ed esce. Filtra il traffico e separa le reti logiche quando non lo fa lo switch di core. Inoltre gestisce le VPN per chi lavora da fuori e per le altre sedi. In una PMI si dimensiona quindi sul traffico con tutti i servizi di sicurezza accesi, non sul numero scritto in copertina. È il motivo per cui un firewall “da 1 gigabit” a volte ne regge un terzo. Le scelte di dimensionamento sono nella guida sul firewall per PMI. La coppia in alta disponibilità è invece nella guida su FortiGate in alta disponibilità, gli accessi da fuori nella guida sulla VPN aziendale.
Come si progetta, passo per passo
- Rilievo. Planimetrie, armadi esistenti, cavi e fibre, apparati con modello e scadenza del supporto, linee internet, dispositivi collegati. Si fa sul posto, non da un elenco.
- Requisiti. Quante persone e dispositivi, quali applicazioni, quanta voce e quanto video, cosa c’è in produzione, cosa non si può fermare e per quanto tempo.
- Architettura. Lo schema a livelli, dove stanno gli armadi, quali collegamenti sono doppi, dove passa la fibra.
- Piano degli indirizzi e delle VLAN. Una tabella con ogni rete logica, i suoi indirizzi, chi può parlare con chi. Si scrive prima di configurare, non dopo.
- Scelta degli apparati. Porte, PoE, banda, supporto del produttore, gestione. Conta anche dove si trovano i ricambi e per quanti anni il produttore garantisce gli aggiornamenti.
- Wi-Fi. Progettato con un site survey sugli spazi veri, non con una stima a metri quadri. Il metodo è nella guida all’installazione del Wi-Fi aziendale.
- Cablaggio. Posato da chi lo fa di mestiere e certificato tratta per tratta. Cosa deve contenere il report è nella guida sulla certificazione del cablaggio di rete.
- Configurazione e collaudo. Apparati configurati, prove di guasto staccando davvero un collegamento o uno switch, misure di banda e di Wi-Fi.
- Documentazione e consegna. L’elenco è nella sezione che segue.
Cosa deve restare in mano all’azienda alla fine
Una rete senza documentazione, in fondo, funziona finché c’è chi l’ha fatta. Alla consegna l’azienda deve ricevere sette cose, e deve poterle aprire senza chiedere a nessuno.
- Lo schema logico, con le reti e i collegamenti, e lo schema fisico, con armadi, porte e percorsi in fibra.
- Il piano degli indirizzi e delle VLAN, con le regole fra le reti.
- L’inventario degli apparati con modello, numero di serie, versione del software e scadenza del supporto.
- Una copia delle configurazioni, salvata fuori dagli apparati.
- Le credenziali di amministrazione in un archivio protetto dell’azienda, non nella posta di un tecnico.
- Il report di certificazione del cablaggio e il report del survey Wi-Fi.
- Il verbale di collaudo, con le prove di guasto fatte e i risultati.
Le stesse sette cose sono quelle da chiedere a un fornitore prima di firmare. Gli altri criteri sono nella guida su come scegliere un system integrator.
Quanto costa, in proporzione
Le voci sono sei: progettazione e rilievo, cablaggio e fibra, apparati di rete, Wi-Fi, configurazione e collaudo, assistenza. In una rete nuova, per esempio, il cablaggio pesa più di quanto ci si aspetti, perché è lavoro di posa e dura vent’anni. Gli apparati pesano invece di più nei rifacimenti, quando il cablaggio esiste già e va solo certificato. La voce che si risparmia più spesso, e che si paga dopo, è la documentazione. I costi del Wi-Fi, con le sette voci di spesa, sono inoltre nella guida su quanto costa il Wi-Fi aziendale.
Gli errori che si vedono più spesso
- La rete piatta: tutti i dispositivi nella stessa rete, dalle telecamere ai portatili alle macchine.
- Un solo switch centrale da cui dipende tutta l’azienda, senza ricambio e senza contratto di supporto.
- Il collegamento in rame fra due edifici, lungo oltre i 100 metri o steso all’aperto.
- Switch PoE scelti sulle porte e non sulla potenza, con gli access point che si spengono quando si accendono le telecamere.
- Apparati da casa o da piccolo ufficio in una rete con decine di dispositivi.
- Software degli apparati mai aggiornato e supporto del produttore scaduto senza che nessuno se ne accorga. Cosa fare quando il produttore esce di scena è nella guida se il produttore della rete fallisce.
- Nessuna documentazione: la rete la conosce solo chi l’ha montata.
Da dove si parte
Da un rilievo di mezza giornata: armadi, cavi, apparati con le scadenze di supporto, linee e dispositivi. E anche i problemi che le persone vedono tutti i giorni. Poi lo schema, il piano delle reti logiche e un preventivo diviso per voci. Netframe è un system integrator IT dell’Emilia-Romagna con sede a Modena. Progettiamo e realizziamo reti aziendali e Wi-Fi per le aziende della regione e seguiamo progetti anche nel resto d’Italia. La posa del cablaggio è affidata a partner qualificati, con la certificazione tratta per tratta. Scrivici a info@netframe.it o chiamaci allo 059 7134794.
Domande frequenti
Come è fatta una rete aziendale?
È fatta a livelli. Prima di tutto un firewall collega l’azienda a internet e alle altre sedi. Uno o due switch centrali, il core, collegano fra loro tutte le parti della rete. Poi gli switch di accesso, nei vari armadi, danno la porta e spesso l’alimentazione PoE a computer, telefoni, access point e telecamere. Sopra c’è infine il Wi-Fi, e la rete è divisa in reti logiche separate per funzione.
Cosa serve per realizzare una rete aziendale?
Un cablaggio strutturato certificato, in rame verso le prese e in fibra fra gli armadi. Poi armadi con gruppo di continuità, un firewall, uno o due switch di core e switch di accesso con PoE dove servono. Inoltre access point progettati con un site survey. Infine un piano degli indirizzi e delle VLAN e la documentazione di tutto.
Che differenza c’è tra rete LAN e WAN in azienda?
La LAN è la rete locale di una sede: cavi, switch e Wi-Fi dentro l’edificio. La WAN, invece, collega fra loro sedi diverse, o la sede con internet, attraverso le linee degli operatori. In una PMI con una sola sede la WAN è la connessione internet; con più sedi diventa una rete di VPN o una SD-WAN.
Una PMI ha bisogno di due switch centrali?
Dipende da quanto costa un fermo. In un ufficio di venti persone si può accettare un guasto che ferma tutto per qualche ora. Serve però un ricambio pronto o un supporto rapido. In un’azienda che produce, o che lavora tutto in cloud, invece, la coppia di switch di core con collegamenti doppi è la scelta normale.
Che cavo si usa oggi per una rete aziendale nuova?
Per le prese verso i dispositivi si usa di solito la categoria 6A. Regge infatti i 10 gigabit e la potenza PoE degli access point recenti. Fra gli armadi si usa la fibra ottica, multimodale OM4 nello stesso edificio e monomodale OS2 fra edifici o su distanze lunghe. Il dettaglio è nelle guide sulle categorie dei cavi e sulla fibra.
Quanto dura una rete aziendale?
Il cablaggio dura vent’anni e oltre, se è certificato. Gli apparati attivi, cioè switch, firewall e access point, invece si cambiano di solito ogni cinque-otto anni. Succede quando finisce il supporto del produttore, o quando Wi-Fi e dispositivi nuovi chiedono più banda o più potenza.
Cosa deve consegnare chi realizza la rete?
Schema logico e fisico, piano degli indirizzi e delle VLAN, inventario degli apparati con le scadenze del supporto. Poi copia delle configurazioni e credenziali in un archivio dell’azienda. Infine report di certificazione del cablaggio, report del survey Wi-Fi e verbale di collaudo con le prove di guasto.
Quanto costa una rete aziendale?
Dipende soprattutto da quanto cablaggio va posato e da quanta ridondanza serve. In una rete nuova pesa molto il cablaggio, mentre nei rifacimenti pesano di più gli apparati. Le voci da chiedere divise in preventivo sono sei: progettazione, cablaggio e fibra, apparati, Wi-Fi, configurazione e collaudo, assistenza.
Fonti
- ISO/IEC 11801-1:2017, Information technology, Generic cabling for customer premises, IEC Webstore
- IEEE 802.1Q, Bridges and Bridged Networks (VLAN), e IEEE 802.3bt, Power over Ethernet su quattro coppie, citati in forma descrittiva
- Documentazione di progettazione dei produttori di switch e firewall citati nelle guide collegate, in forma descrittiva
Fonti verificate il 22 ottobre 2026.
Nota di indipendenza: Netframe è un system integrator indipendente e multi-vendor. È certificata Cisco, Fortinet, Huawei, AudioCodes, Patton, 3CX e Ascom; Microsoft, HPE e Alcatel-Lucent Enterprise sono technology partner. La posa del cablaggio è eseguita da partner qualificati.
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