Gli otto errori del site survey Wi-Fi: come si riconoscono e come si evitano prima di comprare la rete

Gli errori del site survey wifi costano più di nessun survey, perché un rilievo sbagliato produce mappe verdi che autorizzano a comprare la rete sbagliata. Gli otto che si vedono più spesso: nessun requisito scritto prima di misurare; misurare l’edificio che non esiste (vuoto, a scaffali scarichi, fuori orario); misurare alla quota e con il dispositivo sbagliati; una banda sola o la mappa combinata. Poi il predittivo con access point e materiali generici; niente analisi di spettro dove le interferenze non sono Wi-Fi; lo strumento sbagliato per la domanda; nessuna validazione a rete installata. Ciascuno si riconosce da un sintomo preciso nel report. Ciascuno si evita con una domanda fatta prima di iniziare.

È scritta da Netframe, system integrator IT con sede a Modena, che esegue site survey e audit Wi-Fi in tutta l’Emilia-Romagna. Gli strumenti sono Ekahau AI Pro e Sidekick 2, strumenti di lavoro e non partnership. I clienti vanno dalla PMI manifatturiera al gruppo industriale con più stabilimenti, fino a ospedali, centri commerciali e navi da crociera. Gli esempi vengono dai survey rifatti dopo rilievi di altri.

Perché un survey sbagliato costa più di nessun survey

Chi non fa il survey lo sa: compra gli access point a occhio, li mette dove arriva il cavo, e quando la rete non regge chiama qualcuno. È un errore, ma è un errore che si vede.

Chi fa un survey sbagliato non lo sa. Riceve un report con mappe verdi, lo archivia come prova che la rete è a posto e compra gli apparati che il report indica. Quando i telefoni di reparto cadono nel corridoio, la risposta è “ma il survey era verde”. A quel punto la rete c’è, il budget è speso, e il problema non è più nel survey ma nella rete, che va rifatta.

Per questo gli errori del survey vanno conosciuti da chi lo commissiona, non solo da chi lo esegue. Questa guida elenca gli otto che si trovano più spesso rifacendo survey di altri, con il sintomo che li tradisce e la domanda che li evita. Come si legge il documento che si riceve è nella guida sul report di site survey. Cosa cambia fra gli strumenti è nel confronto fra Ekahau, NetSpot e WiFi Analyzer. Cisco, nelle sue linee guida per i site survey, distingue tre tipi di rilievo. Passivo: lo strumento ascolta senza collegarsi. Attivo: si collega alla rete come un client. Predittivo: fatto al computer sulla planimetria e, con le parole di Cisco, di norma privo di misure sul campo. Gli errori che seguono riguardano tutti e tre.

Gli otto errori, uno per uno

1. Nessun requisito scritto prima di misurare

Il survey parte con le soglie predefinite dello strumento, di solito pensate per i dati d’ufficio, e nessuno ha scritto per cosa deve funzionare la rete. Il report è verde a -70 dBm. Il dBm è l’unità della potenza ricevuta: più il numero è vicino allo zero, più il segnale è forte. I telefoni di reparto hanno bisogno di -67 dBm da almeno due access point e di un rapporto segnale-rumore di 25 dB: sono i valori di riferimento Cisco per la voce. E cadono proprio nei punti dove la mappa è verde.

Sintomo: nel report non c’è una tabella dei requisiti con le applicazioni accanto, oppure c’è ma con i valori di fabbrica dello strumento.

Come si evita: prima del survey si consegna a chi lo fa l’elenco dei dispositivi e delle applicazioni, con dove si usano e cosa devono fare. L’elenco: portatili, palmari, telefoni Wi-Fi, AMR (i robot mobili autonomi), telecamere, tablet dei manutentori. Poi si concordano le soglie per ciascuno: segnale dal primo e dal secondo access point, rapporto segnale-rumore, bande, numero di dispositivi per radio. I valori di riferimento sono nella guida al monitoraggio del wifi aziendale; quelli del progetto li fissano i dispositivi.

2. Misurare l’edificio che non esiste

Il survey si fa quando l’edificio è vuoto, perché è comodo: il magazzino a scaffali scarichi, l’ufficio prima dei mobili, il reparto di domenica con le macchine spente. Ma fra una corsia piena di pallet e la stessa corsia vuota, nelle misure Netframe in magazzino, la differenza di attenuazione supera i 10 dB. Le persone e i carrelli occupano lo spazio, le macchine in funzione producono rumore, e la rete che il survey ha misurato non è quella che lavorerà. Come si fa un rilievo a scaffali carichi è nella guida al site survey in capannone.

Sintomo: il report non dichiara data, ora e stato dell’ambiente al momento del rilievo, oppure li dichiara e sono quelli sbagliati.

Come si evita: il survey sul campo si fa in condizioni di esercizio, a scaffali carichi e in produzione. Anche se vuol dire farlo in due passaggi o in orari scomodi. Se l’edificio non esiste ancora si fa il predittivo. Il survey sul campo si rimanda a quando è arredato, con la validazione come condizione del collaudo.

3. La quota e il dispositivo sbagliati

Lo strumento si tiene comodo, a un metro e mezzo da terra, e misura con la sua radio. I palmari stanno sui carrelli, i terminali dei muletti a bordo macchina, gli AMR con l’antenna a trenta o quaranta centimetri sotto il primo ripiano. I telefoni di reparto stanno in tasca. La copertura a un metro e mezzo con una radio di misura dice poco su cosa vede un robot a quaranta centimetri con la sua antenna. Cisco lo scrive nelle linee guida per i site survey. Un adattatore di misura più sensibile e con un’antenna migliore dei client reali dà risultati che non valgono per quei client.

Sintomo: il report non dichiara la quota di misura, oppure dichiara una quota sola per tutto l’edificio; nessuna validazione con i dispositivi reali.

Come si evita: si misura alla quota dei dispositivi, lungo i loro percorsi, e si scrive nel report. Per le flotte di AMR si usano i requisiti del gestore della flotta e si prova con un robot vero. Come si fa è nella guida al Wi-Fi per AMR e AGV (i veicoli a guida automatica). La radio di misura dedicata dello strumento serve proprio a tradurre. I requisiti si scrivono in termini di quella radio, con il margine per il client peggiore, e la validazione finale si fa con i dispositivi.

4. Una banda sola, o la mappa combinata

Il survey misura solo a 5 GHz perché è la banda del progetto. Oppure consegna una mappa “combinata” fra 2,4 e 5 GHz che mostra il migliore dei due. Poi si scopre che i palmari vecchi lavorano solo a 2,4 GHz. Oppure che i telefoni di reparto sono bloccati sui 5 GHz, e la copertura a 5 GHz da sola ha buchi che la mappa combinata nascondeva.

Sintomo: una mappa di segnale sola nel report; nessuna mappa per banda.

Come si evita: si misurano tutte le bande che i dispositivi useranno, e si leggono per banda. Uno strumento con radio dedicate le misura in un passaggio; una scheda da portatile richiede un passaggio per banda. Se i dispositivi useranno anche i 6 GHz, il survey copre i 6 GHz con i limiti europei della banda: 480 MHz fra 5945 e 6425 MHz, solo in interni e a bassa potenza. Il quadro è nella guida sul Wi-Fi 7 in azienda.

5. Il predittivo con apparati e materiali generici

Il survey predittivo si fa con un access point generico della libreria, con l’antenna omnidirezionale di default e con le pareti disegnate tutte come “muro interno”. Poi si comprano apparati diversi, con antenne diverse, in un capannone con pareti in cemento armato e scaffalature metalliche che nel modello non c’erano.

Sintomo: nella lista dei materiali del predittivo i modelli non coincidono con quelli offerti nel preventivo; i materiali dell’edificio non sono dichiarati; nessuna misura di attenuazione reale.

Come si evita: il predittivo si fa con il modello e l’antenna che si compreranno e con le attenuazioni dei materiali reali. Negli edifici difficili lo si tara con un survey sul campo con un access point provvisorio, prima di chiudere il progetto. Come si fa è nella guida alla progettazione Wi-Fi con Ekahau.

6. Niente spettro dove le interferenze non sono Wi-Fi

In un capannone, in una cella frigorifera, in uno stabilimento con azionamenti, sensori radio, telecamere analogiche e forni, una parte del problema non è Wi-Fi. Nessun software da portatile la vede. Il survey mostra segnale e SNR buoni (SNR, Signal-to-Noise Ratio, è il rapporto fra segnale e rumore). La rete rallenta a intermittenza e nessuno capisce perché.

Sintomo: nessuna mappa di spettro nel report di un ambiente industriale; SNR “calcolato” senza rumore misurato.

Come si evita: in ogni ambiente industriale o sanitario il survey include l’analisi di spettro con un analizzatore hardware, che dà un nome alle sorgenti. In ufficio si fa a campione. Le linee guida Cisco chiedono le schermate dello spettro e la registrazione delle sorgenti probabili nel report. È la differenza che, nel confronto fra gli strumenti, separa quelli professionali dai software da portatile.

7. Lo strumento sbagliato per la domanda

Un software da portatile va benissimo per capire dove cala il segnale in un ufficio, e va malissimo per progettare una rete per la voce. Misura con la scheda del computer, che non è una radio di misura, una banda alla volta e senza spettro. Su Windows manca anche il livello di rumore: lo scrive NetSpot stesso nella sua documentazione. Il problema non è lo strumento, è usarlo per rispondere a una domanda che non può misurare.

Sintomo: il report non dichiara lo strumento e la radio di misura; le mappe mancano di rumore, spettro e copertura secondaria.

Come si evita: si sceglie lo strumento sulla domanda, non sul prezzo. Per i soli dati in un ufficio piccolo basta un software da portatile. Per voce, dispositivi in movimento, ambienti industriali e sanitari, o per un collaudo da consegnare, serve uno strumento con radio dedicate e analizzatore di spettro. Il report dichiara quale.

8. Nessuna validazione a rete installata

Il predittivo è una promessa. Poi l’installatore sposta un access point di tre metri per il cavo, un altro finisce dietro una trave, la potenza viene alzata “per sicurezza”, i canali restano quelli automatici. Nessuno rimisura, e il progetto sulla carta e la rete nei soffitti sono due cose diverse. Fra un anno, quando qualcosa cambia, non c’è un riferimento con cui confrontare. Cisco, nella guida alla risoluzione dei problemi della voce su Wi-Fi, chiede il survey prima e dopo l’installazione. Molti ambienti, scrive, sono stati rilevati per i dati e mai per la voce.

Sintomo: nel preventivo il collaudo è “accensione e verifica di connessione”; nessun report di validazione con il confronto punto per punto.

Come si evita: la survey di validazione si scrive nel preventivo prima di firmare, con le stesse soglie e gli stessi percorsi del progetto. Il verbale con gli scostamenti spiegati è la condizione di accettazione, ed è anche il riferimento delle verifiche periodiche degli anni successivi. Cosa si misura in quel collaudo è nella guida all’installazione del Wi-Fi aziendale. Quanto pesa sul totale e dove sta nel preventivo è nella guida su quanto costa il Wi-Fi aziendale.

Gli otto errori in una tabella

Errore Sintomo nel report Domanda da fare prima di iniziare
1. Nessun requisito scritto Soglie di fabbrica dello strumento, nessuna applicazione accanto Quali dispositivi e quali applicazioni, con quali soglie per ciascuno?
2. Edificio misurato vuoto Data, ora e stato dell’ambiente assenti o fuori esercizio Il rilievo si fa a scaffali carichi e in produzione?
3. Quota e dispositivo sbagliati Quota di misura non dichiarata o unica per tutto l’edificio A che altezza e lungo quali percorsi si misura?
4. Una banda sola o mappa combinata Una mappa di segnale sola, nessuna per banda Quali bande usano i dispositivi, e le mappe sono per banda?
5. Predittivo generico Modelli di access point e materiali diversi da quelli reali Il modello usa gli apparati del preventivo e le attenuazioni misurate?
6. Niente spettro SNR calcolato, nessuna mappa di spettro in ambiente industriale Con quale analizzatore si misurano rumore e interferenze non Wi-Fi?
7. Strumento sbagliato Strumento e radio di misura non dichiarati Con quale strumento e quale radio si misura?
8. Nessuna validazione Collaudo scritto come “accensione e verifica di connessione” La survey di validazione è nel preventivo, con soglie e percorsi?

Tre errori di chi commissiona

Non tutti gli errori sono di chi misura. Tre sono di chi ordina il survey.

Tagliarlo dal preventivo. Il survey vale una frazione a una cifra del progetto e decide tutto il resto; tagliato, si paga in apparati in più o in una rete da rifare. La guida al dimensionamento a capacità spiega perché il numero di access point non si può indovinare dai metri quadri.

Farlo fare a chi vende gli apparati, senza requisiti. Un survey fatto da chi ha interesse a vendere sedici access point invece di dieci non è per forza sbagliato. Ma senza requisiti scritti e condivisi non c’è modo di saperlo. I requisiti li fissa chi userà la rete.

Confrontare survey di fornitori diversi come se fossero confrontabili. Due survey fatti con strumenti diversi, radio diverse, soglie diverse e in giorni diversi non si confrontano. Si confrontano i requisiti dichiarati, la quota, lo stato dell’ambiente e lo strumento, e solo a parità di questi si guardano le mappe.

Cosa consegnare a chi fa il survey, prima che inizi

Cosa Perché Chi lo dà
Planimetrie aggiornate con scala, pareti, scaffalature, altezze Senza pianta in scala le mappe sono disegni Ufficio tecnico
Inventario dei dispositivi Wi-Fi con bande supportate e dove si usano Decide le bande, la quota, le soglie IT e produzione
Applicazioni e requisiti: voce, video, terminali, AMR, telecamere Decide le soglie e la capacità IT, produzione, gestore della flotta
Orari e condizioni in cui l’edificio lavora davvero Il survey si fa in quelle condizioni Produzione
Rete esistente: access point, controller, cablaggio, switch Cosa si riusa e cosa no IT
Vincoli: aree con accesso limitato, camere bianche, celle, esterni Servono permessi, dispositivi di protezione, tempi Sicurezza e produzione
Cosa si vuole a fine lavoro: mappa, progetto, verdetto, collaudo Decide lo strumento e la modalità Chi commissiona

Con questa tabella compilata, sei degli otto errori diventano impossibili prima ancora di accendere lo strumento. Gli altri due, lo spettro e la validazione, si scrivono nel preventivo.

Domande frequenti sugli errori del site survey wifi

Qual è l’errore più frequente in un site survey wifi?

Fare il survey senza requisiti scritti prima: soglie predefinite dello strumento, nessun elenco dei dispositivi, nessuna applicazione dichiarata. Il report risulta verde per una domanda che nessuno ha fatto, e la rete comprata su quel report non regge la voce o i terminali in movimento. Si evita consegnando a chi misura l’inventario dei dispositivi e le applicazioni, e concordando le soglie per ciascuna. Per la voce, -67 dBm da due access point e 25 dB di rapporto segnale-rumore sono i riferimenti Cisco.

Si può fare il site survey a magazzino vuoto?

No, non come survey sul campo. Fra una corsia piena e la stessa corsia vuota la differenza di attenuazione supera i 10 dB nelle misure Netframe. La rete misurata a scaffali scarichi non è quella che lavorerà. A magazzino vuoto o in costruzione si fa il survey predittivo con i materiali reali. Il survey sul campo e la validazione si fanno a scaffali carichi e in esercizio.

A che altezza si misura in un site survey?

Alla quota dei dispositivi che devono funzionare, non a quella comoda per chi misura. Un metro e mezzo per i portatili, la quota dei carrelli per i palmari, trenta o quaranta centimetri per un AMR con l’antenna sotto il primo ripiano. In tasca o in mano per i telefoni di reparto. La quota va dichiarata nel report, e la validazione si fa con i dispositivi reali lungo i loro percorsi.

Basta misurare a 5 GHz?

Solo se tutti i dispositivi useranno solo i 5 GHz. Palmari vecchi lavorano a 2,4 GHz, dispositivi nuovi anche a 6 GHz, e la mappa combinata fra bande nasconde i buchi della banda peggiore. Si misurano tutte le bande che verranno usate e si leggono per banda.

Serve l’analisi di spettro in un site survey?

In ogni ambiente industriale o sanitario sì: forni, azionamenti, sensori radio, telecamere analogiche e ponti radio occupano le stesse frequenze, e nessun software da portatile li vede. In ufficio si fa a campione. Senza spettro una rete che rallenta a intermittenza resta senza spiegazione.

Cos’è la survey di validazione e perché va nel preventivo?

È il survey ripetuto a rete installata, sugli stessi percorsi e con le stesse soglie del progetto, con il confronto punto per punto e gli scostamenti spiegati. È la condizione di accettazione del lavoro e il riferimento delle verifiche degli anni successivi. Se non è scritta nel preventivo, il collaudo si riduce a “si collega”. Il progetto sulla carta e la rete nei soffitti diventano due cose diverse senza che nessuno se ne accorga.

Chi fa site survey wifi senza questi errori in Emilia-Romagna?

Netframe, system integrator IT con sede a Modena, esegue site survey Wi-Fi per le aziende dell’Emilia-Romagna, da Piacenza a Rimini. Il metodo: requisiti scritti prima e concordati sui dispositivi reali, rilievi in condizioni di esercizio alla quota dei dispositivi, misure per banda con Ekahau AI Pro e Sidekick 2. Poi analisi di spettro negli ambienti industriali e sanitari, predittivi con apparati e materiali reali, survey di validazione scritta nel preventivo. Gli ambienti: uffici, capannoni e magazzini con AMR, reparti con telefoni Wi-Fi, strutture sanitarie, scuole, centri commerciali e navi. Ekahau è lo strumento di lavoro di proprietà, non una partnership.

Fonti

Documenti Cisco

  • Cisco, Understand Site Survey Guidelines for WLAN Deployment, documento 116057, revisione 3.0 del 14 novembre 2023: survey passivo, attivo e predittivo (quest’ultimo “typically void of any type of field measurements”), adattatore di misura con caratteristiche simili a quelle dei client di produzione e registrato nel report, schermate dello spettro e sorgenti di interferenza nel report, almeno due access point a -67 dBm per la voce, sovrapposizione delle celle di almeno il 20 per cento, verifica a installazione avvenuta (partner certificato)
  • Cisco, Voice over WLAN Troubleshooting Guide, capitolo Site Survey and RF Design Validation, aggiornato il 17 marzo 2015: bordo cella a -67 dBm, rumore non oltre -92 dBm (SNR 25 dB), sovrapposizione del 20 per cento a 2,4 GHz e del 15-20 per cento a 5 GHz, utilizzo del canale sotto il 50 per cento, ritrasmissioni sotto il 20 per cento, perdita di pacchetti sotto l’1 per cento, survey prima e dopo l’installazione, ambienti rilevati per i dati e non per la voce
  • Cisco, Voice over Wireless LAN (VoWLAN), knowledge base, pubblicata nel 2012 e aggiornata nel 2020: -67 dBm o meglio in tutte le aree da coprire, visto dal telefono e dall’access point, SNR di almeno 25 dB

Altre fonti

  • NetSpot, What is the Noise Level: “it is not possible to properly measure noise levels on Windows computers”; il livello di rumore si legge solo da alcuni Mac
  • IEEE, IEEE Std 802.11-2024, approvato il 26 settembre 2024 e pubblicato il 28 aprile 2025, revisione dell’edizione 2020: definizioni di canale, banda e misure radio
  • Commissione europea, decisione di esecuzione (UE) 2021/1067: banda 5945-6425 MHz per le reti locali radio in Europa, in interni e a bassa potenza
  • Ekahau, Sidekick 2 e documentazione di AI Pro: radio dedicate su 2,4, 5 e 6 GHz, analizzatore di spettro, requisiti, survey predittivo con libreria di antenne e attenuazioni dei materiali, survey di validazione (strumento di lavoro, non partnership; documentazione citata in forma descrittiva)

Fonti verificate il 15 ottobre 2026.

Nota di indipendenza

Netframe è un system integrator indipendente, non affiliata ai produttori citati salvo dove indicato: è partner certificato Cisco, Fortinet, Huawei, AudioCodes, Patton, 3CX e Ascom. Ekahau è lo strumento di lavoro di proprietà, non una partnership; NetSpot è citato per la sua documentazione, non come strumento installato. I valori di soglia citati sono riferimenti comuni di progetto e vanno concordati caso per caso sui dispositivi reali. Il servizio è descritto nella pagina Wi-Fi site survey e audit, con sede operativa a Modena e interventi in tutta l’Emilia-Romagna.

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