Come si legge un report di site survey Wi-Fi: i requisiti, le mappe, il verdetto e le domande da fare prima di firmare

Un report di site survey wifi è il documento che dice se una rete wireless, esistente o progettata, rispetta i requisiti scritti prima di misurare. Si legge in quest’ordine. Prima i requisiti in prima pagina, perché senza soglie le mappe sono solo colori. Poi le mappe, che sono almeno sei e vanno lette per banda: segnale dal migliore e dal secondo access point, rapporto segnale-rumore, interferenza co-canale, velocità, spettro. Poi il verdetto area per area, con i punti dove la rete non passa. Infine la posizione di ogni access point, con antenna, altezza, canale e potenza, e la lista di cosa serve. Un report che ha solo la mappa del segnale, senza requisiti e senza verdetto, non è un report: è una foto.

Chi scrive è Netframe, system integrator IT con sede a Modena, che esegue site survey Wi-Fi e consegna report in tutta l’Emilia-Romagna, dalla PMI manifatturiera al gruppo industriale con più stabilimenti, fino a ospedali, centri commerciali e navi da crociera.

Cos’è un report di site survey, spiegato semplice

Dopo un site survey si riceve un documento. Può essere il risultato di un survey predittivo, cioè una simulazione su planimetria fatta prima di comprare gli apparati. Oppure di un survey sul campo, cioè misure fatte camminando con uno strumento. Oppure di una validazione, cioè misure fatte a rete installata per verificare che il progetto sia stato rispettato. In tutti e tre i casi il documento deve rispondere a una sola domanda: la rete rispetta i requisiti, e dove no?

Chi lo riceve di solito lo sfoglia guardando le mappe colorate, vede molto verde, e archivia. È il modo sbagliato di leggerlo, per due ragioni. La prima è che i colori dipendono dalle soglie: la stessa misura è verde con una soglia e rossa con un’altra, e la soglia va letta prima dei colori. La seconda è che la mappa più mostrata, quella del segnale, è la meno decisiva: una rete può avere segnale ovunque e non reggere una telefonata.

Questa guida spiega cosa deve contenere il report, come si legge ogni mappa, come si riconosce un report debole e quali domande fare a chi lo ha scritto. Come si esegue un survey, con quali strumenti e in quali modalità, è nella guida alla progettazione Wi-Fi con Ekahau. Cosa cambia fra gli strumenti di misura è nel confronto fra Ekahau, NetSpot e WiFi Analyzer. Il vocabolario delle mappe qui sotto è quello di Ekahau, che è lo strumento di lavoro e non una partnership; la struttura vale per qualsiasi strumento professionale.

Prima pagina: i requisiti

La prima cosa da cercare non è una mappa: è la tabella dei requisiti. Dice per quali applicazioni è stata progettata o verificata la rete, e con quali soglie. Se non c’è, tutto il resto non ha un metro.

Le soglie radio

I valori di segnale sono in dBm (decibel riferiti a un milliwatt) e sono numeri negativi: -67 dBm è un segnale più forte di -70 dBm. Il rapporto segnale-rumore (SNR, Signal-to-Noise Ratio) è in dB, cioè la differenza fra il segnale e il rumore di fondo.

Requisito Dati d’ufficio Voce su Wi-Fi e terminali in movimento Da dove viene
Segnale dal miglior access point -70 dBm o meglio -67 dBm o meglio Cisco indica -67 dBm al bordo cella per la voce su Wi-Fi; il progetto può stringere le soglie
Segnale dal secondo access point Non richiesto -67 dBm o meglio lungo i percorsi dei veicoli e dove si cammina parlando; per i soli telefoni il progetto può ammettere -70 dBm, se scritto È il requisito del roaming (il passaggio da un access point all’altro): senza un secondo apparato sopra soglia il passaggio avviene tardi. Per i robot Cisco chiede almeno due access point sopra soglia in ogni punto del percorso
Rapporto segnale-rumore 20 dB 25 dB Cisco indica 25 dB o più per la voce; sotto, la modulazione scende e le ritrasmissioni salgono
Interferenza co-canale Al massimo tre access point sopra -85 dBm sullo stesso canale Lo stesso, con un margine in più Soglia predefinita dello strumento; Cisco indica -86 dBm di separazione fra celle sullo stesso canale

Velocità, capacità, bande e quota

Requisito Dati d’ufficio Voce su Wi-Fi e terminali in movimento Da dove viene
Velocità minima Secondo l’applicazione Rate sotto i 12 megabit al secondo (Mbps) disabilitati, copertura progettata per 24 Mbps Cisco per la voce su Wi-Fi; il progetto può chiedere di più
Dispositivi per radio 25-40 attivi Secondo il numero di chiamate contemporanee Dimensionamento a capacità
Bande 5 GHz, 6 GHz dove i client la usano Solo 5 GHz per i telefoni di reparto, 2,4 GHz per i palmari vecchi Inventario dei dispositivi
Quota di misura 1-1,5 metri (portatile sulla scrivania, telefono in mano) Quella del dispositivo: 30-40 centimetri da terra per un AMR (Autonomous Mobile Robot, robot mobile autonomo), l’altezza della sua antenna Il dispositivo che deve funzionare

I numeri della tabella sono i riferimenti comuni, spiegati nella guida al monitoraggio del wifi aziendale; quelli del report devono essere quelli concordati prima del survey, con l’inventario dei dispositivi accanto. Un report per i dati d’ufficio con soglia a -70 dBm è verde in posti dove un telefono di reparto cade: non è sbagliato, è un report per un’altra domanda.

Due righe da controllare subito. La quota di misura: se il survey è stato fatto a un metro e mezzo e i dispositivi sono palmari su carrelli o robot a terra, le mappe non descrivono quello che i dispositivi vedono. E lo stato dell’ambiente al momento del rilievo: un survey a scaffali vuoti in un magazzino che lavora pieno è una fotografia di un edificio che non esiste.

Le mappe, una per una

Ogni mappa è la planimetria con una grandezza colorata sopra. Le mappe si leggono per banda: una rete a 2,4 e 5 GHz ha due mappe di segnale, non una (tre se usa anche i 6 GHz), e quella “combinata” nasconde la banda peggiore. Nell’ordine in cui vanno guardate:

Le mappe del segnale e dell’interferenza

Mappa Cosa mostra Come si legge Cosa cercare
Segnale dal miglior access point (primario) La potenza ricevuta dall’access point più forte in ogni punto Verde sopra la soglia di progetto, giallo vicino, rosso sotto Le zone sotto soglia dove si lavora; i corridoi, le scale, i locali tecnici
Segnale dal secondo access point (secondario) La potenza del secondo apparato più forte Come sopra, con la soglia del roaming È la mappa che manca quasi sempre e quella che decide se la voce regge in movimento
Rapporto segnale-rumore Segnale meno rumore di fondo, in dB Verde sopra 25 dB per la voce, 20 per i dati Zone con segnale buono ma SNR basso: c’è rumore, e serve lo spettro
Interferenza co-canale Quanti access point sopra una certa potenza usano lo stesso canale in ogni punto Verde con uno o due, rosso con più di tre Reti troppo fitte o canali mal distribuiti: il segnale è ottimo e la rete è lenta
Sovrapposizione dei canali Canali adiacenti che si accavallano, tipico a 2,4 GHz Meno è meglio Canali larghi su bande affollate

Le mappe di velocità, capacità e spettro

Mappa Cosa mostra Come si legge Cosa cercare
Velocità dati La velocità di modulazione prevista o misurata in ogni punto Confrontata con il minimo di progetto Aree dove la velocità crolla ai bordi delle celle
Throughput misurato La banda effettiva ottenuta nel survey attivo, per punto Solo nei survey attivi e nelle validazioni Punti con segnale buono e banda bassa: il problema è oltre la radio, nell’uplink (il cavo fra access point e switch) o nello switch
Numero di access point Quanti apparati sono sopra soglia in ogni punto Almeno due dove serve il roaming Punti coperti da un solo apparato lungo i percorsi
Spettro Occupazione della banda e sorgenti non Wi-Fi Grafici per canale, con le interferenze identificate Forni, telecamere, ponti, sensori: quello che il Wi-Fi non vede
Salute della rete e capacità Riepilogo di tutti i requisiti insieme, area per area Verde solo dove passano tutti È la mappa del verdetto: se manca, il verdetto resta da fare a chi legge

La mappa che manca quasi sempre

La copertura secondaria è la mappa più importante per qualsiasi dispositivo in movimento e la meno consegnata. Un telefono, un palmare o un robot passano da un access point all’altro solo quando ne hanno uno nuovo abbastanza forte. Se lungo il percorso il secondo apparato sta sotto soglia, il dispositivo resta aggrappato al primo finché il segnale crolla. La chiamata cade nel corridoio. La mappa del segnale primario non lo mostra, perché il primario è buono; lo mostra solo la secondaria. Se il report è per la voce o per gli AMR e la secondaria non c’è, il report non risponde alla domanda.

Il segnale è verde e la rete è lenta

La seconda trappola è l’interferenza co-canale. Un survey in un ufficio con molti access point, o con i vicini sugli stessi canali, mostra un segnale ottimo ovunque e una rete che si trascina. In ogni punto quattro o cinque apparati parlano sullo stesso canale e si aspettano a vicenda. Si vede solo nella mappa dell’interferenza, e la soluzione non è aggiungere apparati ma ridistribuire canali e abbassare potenze. Un report che ha la mappa del segnale e non quella dell’interferenza non può spiegare perché la rete è lenta.

Il verdetto, area per area

Un report serio non finisce con le mappe: finisce con un giudizio scritto per area. “Uffici primo piano: tutti i requisiti soddisfatti. Magazzino corsie 4-7: copertura secondaria sotto soglia a 5 GHz nei tratti finali, roaming a rischio per i palmari; intervento proposto: antenna direzionale aggiuntiva in testa corsia.” È questo che si legge per capire cosa comprare o cosa cambiare.

Il verdetto si controlla in tre modi. Deve essere coerente con le mappe: se un’area è dichiarata conforme, nessuna mappa di quell’area deve avere zone rosse dove si lavora. Deve dire per quali dispositivi vale: conforme per i portatili e non per i telefoni di reparto è una risposta legittima, se scritta. E deve avere le proposte di intervento con la loro motivazione, non un elenco di apparati da comprare.

Nelle validazioni il verdetto ha una colonna in più: il confronto con il progetto. Ogni access point ha la posizione prevista e quella reale, il canale e la potenza previsti e quelli configurati, e ogni scostamento è spiegato. È il documento con cui si accetta o si contesta un lavoro, e la survey di validazione va prevista nel preventivo, non aggiunta dopo.

La posizione degli access point e la lista di cosa serve

Per ogni access point il report deve dire dove sta, a che altezza, come è montato, con quale antenna e con quale orientamento. Poi su quale canale, con quale larghezza e con quale potenza. È la parte che l’installatore usa e quella che, dopo, permette di verificare che sia stato fatto quello che era scritto.

In un survey predittivo c’è anche la lista dei materiali: modelli degli apparati e delle antenne, staffe, numero di tratte di cavo con la loro lunghezza indicativa, porte di switch e classe di alimentazione richiesta. Serve al preventivo, e permette di capire perché il report ha scelto sedici apparati e non dieci. Nella lista si controlla una cosa sopra tutte: che gli apparati simulati siano quelli che si compreranno, con la stessa antenna. Un predittivo fatto con un modello generico e poi installato con un altro non vale.

Come si riconosce un report debole

  1. Nessuna tabella dei requisiti, o requisiti senza le applicazioni a cui si riferiscono.
  2. Una sola mappa, quella del segnale, magari “combinata” fra le bande.
  3. Nessuna copertura secondaria in un report per la voce o per terminali in movimento.
  4. Nessun rapporto segnale-rumore, o un SNR “calcolato” senza rumore misurato.
  5. Nessuna mappa dell’interferenza co-canale in un ufficio con più di quattro access point.
  6. Nessuna analisi di spettro in un capannone, in una cella, in uno stabilimento.
  7. Quota di misura, stato dell’ambiente e strumento usato non dichiarati.
  8. Nessun verdetto scritto: solo mappe e un elenco di apparati da comprare.

Un report con tre o più di questi segni descrive quello che lo strumento ha visto, non se la rete funziona. Con un software da portatile è normale che alcune mappe manchino, perché lo strumento non le può fare. Il problema nasce quando quel report viene usato per decidere un progetto per la voce o per i robot.

Le cinque domande da fare a chi lo ha scritto

  1. Con quali soglie è stato fatto, e chi le ha decise? Se la risposta è “quelle predefinite dello strumento”, i requisiti non sono i vostri.
  2. A che quota e in che condizioni è stato misurato? Altezza dello strumento, scaffali pieni o vuoti, reparto in produzione o fermo.
  3. Con quale strumento e quale radio? Una radio di misura dedicata, uguale su ogni strumento, rende il report confrontabile con il prossimo; una scheda da portatile cambia da computer a computer e non misura il rumore su Windows.
  4. Dove non passa, e per quali dispositivi? Un report che è verde ovunque per tutto va guardato con sospetto.
  5. Cosa cambia se i requisiti si alzano? Chi ha fatto il survey deve saper dire quanti apparati in più servono per portare la voce dove oggi c’è solo dato.

Predittivo e validazione: i due report

Il report predittivo è una promessa: “con questi apparati in queste posizioni la copertura sarà così”. Contiene le pareti disegnate con i materiali e le loro attenuazioni, gli apparati simulati con le antenne reali, e le mappe previste. Si legge controllando che i materiali corrispondano all’edificio (una parete in cartongesso e una in cemento armato attenuano in modo molto diverso) e che gli apparati siano quelli che verranno acquistati.

Il report di validazione è la prova: misure fatte a rete installata, sugli stessi percorsi e con le stesse soglie del progetto, con il confronto punto per punto. Si legge cercando gli scostamenti e le loro spiegazioni. Per esempio un access point spostato di tre metri per un problema di cablaggio, una potenza alzata per compensare, un canale cambiato per un evento radar (DFS, la selezione dinamica di frequenza sui 5 GHz). Ogni scostamento non spiegato è una domanda da fare. Per la voce Cisco chiede alla validazione anche quattro numeri. Occupazione del canale sotto il 50 per cento, ritrasmissioni sotto il 20 per cento, perdita di pacchetti sotto l’1 per cento e jitter (la variazione del ritardo fra i pacchetti) sotto i 100 millisecondi.

Fra i due, spesso, c’è il survey sul campo con un access point provvisorio, che serve a tarare il predittivo negli edifici difficili. Il suo report è breve e contiene le misure di attenuazione reali che poi entrano nel modello. Tutti e tre i documenti, conservati insieme, sono la base della verifica periodica della rete negli anni successivi: senza il riferimento del collaudo, non si può dire se qualcosa è cambiato.

Otto errori di lettura

  1. Guardare i colori prima delle soglie.
  2. Fermarsi alla mappa del segnale primario.
  3. Leggere la mappa combinata delle bande invece di una per banda.
  4. Non controllare la quota e lo stato dell’ambiente dichiarati.
  5. Accettare un verdetto “conforme” senza chiedere per quali dispositivi.
  6. Non confrontare gli apparati simulati con quelli offerti nel preventivo.
  7. Archiviare il report senza usarlo come riferimento per il collaudo e per le verifiche future.
  8. Usare un report per i dati d’ufficio per decidere una rete per la voce o per i robot.

Domande frequenti sul report di site survey wifi

Cosa contiene un report di site survey wifi?

Un report di site survey wifi contiene la tabella dei requisiti, con le applicazioni e le soglie concordate. Poi le mappe per banda: almeno segnale dal miglior access point e dal secondo, rapporto segnale-rumore, interferenza co-canale, velocità e, dove serve, throughput e spettro. Poi il verdetto scritto area per area, con i punti dove la rete non passa e gli interventi proposti, e la posizione di ogni access point con antenna, altezza, canale e potenza. Nel predittivo c’è la lista dei materiali; nella validazione, il confronto con il progetto. Devono esserci anche strumento usato, quota di misura e stato dell’ambiente al momento del rilievo.

Qual è la mappa più importante di un site survey?

Dipende dall’uso, ma per qualsiasi dispositivo in movimento è la copertura secondaria, cioè il segnale del secondo access point più forte. Decide se il roaming avviene in tempo e se una chiamata regge nel corridoio. È anche la mappa che manca più spesso. Per gli uffici con molti access point la mappa da guardare è quella dell’interferenza co-canale, che spiega perché una rete con segnale ottimo è lenta.

Cosa vuol dire che il report è verde ma la rete non funziona?

Che il report risponde a una domanda diversa da quella che si fa. Di solito le soglie sono quelle dei dati d’ufficio e non della voce, oppure la quota di misura è quella di un portatile e non di un palmare o di un robot. Altre volte l’ambiente era vuoto durante il rilievo, oppure manca la mappa che mostrerebbe il problema: la copertura secondaria, l’interferenza co-canale o lo spettro.

Che differenza c’è fra report predittivo e report di validazione?

Il predittivo è una simulazione su planimetria fatta prima di comprare gli apparati: contiene materiali con le attenuazioni, apparati simulati con le antenne reali, mappe previste e lista dei materiali. La validazione è la misura a rete installata, sugli stessi percorsi e con le stesse soglie. Contiene il confronto punto per punto con il progetto e la spiegazione degli scostamenti: è il documento con cui si accetta il lavoro.

Un report fatto con un software da portatile vale?

Vale per quello che lo strumento può misurare: una mappa di segnale per banda, con la scheda Wi-Fi del computer, che cambia da un portatile all’altro, senza rumore su Windows e senza spettro. Per una casa o un piccolo ufficio è sufficiente. Per un progetto con voce, terminali in movimento o ambienti industriali mancano le mappe che decidono. Un report così non va usato per approvare un progetto o accettare un collaudo.

Quanto tempo va conservato un report di site survey?

Per tutta la vita della rete, insieme al progetto e alla validazione. È il riferimento con cui, negli anni, si confrontano le letture del controller e le survey di verifica. Così si capisce se qualcosa è cambiato. Senza il report del collaudo non si può dire se una rete è peggiorata o se era così dall’inizio.

Chi fa site survey wifi con report in Emilia-Romagna?

Netframe, system integrator IT con sede a Modena, esegue site survey Wi-Fi predittivi, sul campo e di validazione con Ekahau AI Pro e Sidekick 2 per le aziende dell’Emilia-Romagna, da Piacenza a Rimini. Consegna report con requisiti concordati, mappe per banda, verdetto per area, posizione e configurazione di ogni access point e, nei predittivi, lista dei materiali. Gli ambienti: uffici, capannoni e magazzini con AMR, reparti con telefoni Wi-Fi, ospedali, centri commerciali, scuole e navi da crociera. Ekahau è lo strumento di lavoro di proprietà, non una partnership.

Fonti

  • Ekahau, sito ufficiale (ekahau.com): documentazione di AI Pro su requisiti, visualizzazioni (segnale primario e secondario, rapporto segnale-rumore, interferenza co-canale, sovrapposizione dei canali, velocità, throughput, numero di access point, spettro, salute della rete e capacità) e report; strumento di lavoro, non partnership, citata in forma descrittiva
  • Cisco, Voice over Wireless LAN (VoWLAN), knowledge base: -67 dBm al bordo cella, rapporto segnale-rumore di 25 dB o più, rate di 12 Mbps abilitato e copertura progettata per 24 Mbps; Real-Time Traffic over WLAN Design Guide, capitolo RF Design: -67 dBm, separazione di -86 dBm fra celle sullo stesso canale, sovrapposizione delle celle di almeno il 20 per cento, rate sotto i 12 Mbps disabilitati, survey con gli access point e le antenne reali; VoWLAN Troubleshooting Guide, Site Survey and RF Design Validation (17 marzo 2015): rumore di fondo e SNR, survey dopo l’installazione, occupazione del canale, ritrasmissioni, perdita di pacchetti e jitter; Industrial Automation Wireless Design Guide (febbraio 2025): segnale e SNR alla quota del veicolo, almeno due access point sopra soglia lungo i percorsi (partner certificato)
  • NetSpot, livello di rumore e test attivo: rumore non misurabile su Windows, test attivo solo sulla rete collegata
  • IEEE, IEEE Std 802.11-2024 (pubblicato il 28 aprile 2025): definizioni di canale, banda e misure radio, citato in forma descrittiva

Fonti verificate il 12 ottobre 2026.

Nota di indipendenza

Netframe è un system integrator indipendente, non affiliata ai produttori citati salvo dove indicato: è partner certificato Cisco, Fortinet, Huawei, AudioCodes, Patton, 3CX e Ascom; Ekahau è uno strumento di lavoro di proprietà, non una partnership. I valori di soglia citati sono riferimenti comuni di progetto e vanno concordati caso per caso sui dispositivi reali. Il servizio è descritto nella pagina Wi-Fi site survey e audit, con sede operativa a Modena e interventi in tutta l’Emilia-Romagna.

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