DevFest Modena 2026, com’è andata: quasi 700 persone, una community che costruisce insieme e cosa dice il programma a chi fa reti

Sabato 3 e domenica 4 ottobre 2026 la Fondazione Collegio San Carlo, nel centro storico di Modena, ha ospitato il DevFest Modena 2026, la conferenza tecnica organizzata dal capitolo modenese dei Google Developer Group (GDG, i gruppi locali di sviluppatori sostenuti da Google) insieme alle community Modena Full Stack, Reggio Emilia Full Stack e Modena.rb. Netframe c’era due volte: come Gold Sponsor, con uno stand aperto in entrambe le giornate, e nel gruppo degli organizzatori, dove Alessio Miranda ha lavorato con Maurizio Ipsale, Mirko Gilioli, Davide Muzzarelli e Stefano Carlini. Qui raccontiamo com’è andata dal nostro punto di vista, quello di chi costruisce la rete su cui tutto quello che si è visto sul palco deve poi girare.

I numeri: quasi 700 partecipanti nei due giorni, oltre 65 relatori, 68 sessioni e 8 workshop pratici, otto sale in parallelo, uno spazio di speed networking e una cinquantina di volontari nello staff. Fra gli sponsor, accanto a Google come main sponsor, c’erano QubicaAMF e ADT al livello Diamond, e ADT è il gruppo di cui Netframe fa parte: vedere i due nomi nella stessa pagina del programma per noi ha un significato preciso. L’evento aveva il patrocinio del Comune di Modena.

Sono stati due giorni intensi e molto belli, e il dato che resta prima dei numeri è un altro: la voglia di stare insieme, con partecipanti, relatori, organizzatori e volontari che hanno dato ciascuno il proprio contributo come solo una community riesce a fare, e una complicità che si vedeva nei corridoi quanto nelle sale. Ed è questo, prima di ogni ragione commerciale, il motivo per cui Netframe c’era: fare qualcosa per le persone e per il territorio, insieme a chi lo fa da anni.

I numeri dell’edizione 2026

Quando ad agosto avevamo annunciato la sponsorizzazione, il programma contava 51 relatori e 46 sessioni. A ottobre il sito dell’evento ne elenca 68, divise in tre tracce. In più la keynote, i lightning talk proposti dai partecipanti e il concerto acustico che ha chiuso la prima giornata.

Traccia Sessioni Di cosa si è parlato
AI & Machine Intelligence 36 Agenti AI, AI generativa, modelli linguistici (LLM, large language model), robotica, etica, carriera
Cloud & Platform Engineering 10 Cloud, DevOps, Infrastructure as Code (IaC, l’infrastruttura descritta e creata da codice), sicurezza, affidabilità, Kubernetes
Web, Mobile & Dev Experience 11 Web moderno, app native, strumenti di sviluppo, qualità del codice, accessibilità
Altro 11 Keynote di Riccardo Carlesso, 8 workshop, lightning talk, concerto dei Violet Blend

Più della metà delle sessioni, quindi, era sull’intelligenza artificiale. Agenti, modelli che girano in locale sullo smartphone, robot comandati in linguaggio naturale, estrazione di documenti, etica degli algoritmi. È la stessa proporzione che avevamo notato nel programma di agosto, confermata dal programma finale. Dice dove sta andando il software che le aziende del territorio useranno nei prossimi anni.

L’apertura di Riccardo Carlesso e il workshop con Emiliano Della Casa

Ad aprire il DevFest, sabato mattina con la keynote, è stato il grande Riccardo Carlesso, Developer Advocate di Google Cloud. È fra gli organizzatori di Rubycon Italy, la conferenza italiana su Ruby che avevamo seguito a Rimini. La sua keynote: “Il giorno in cui ho lasciato accesa la mia macchina Linux: una storia d’amore con OpenClaw & Hermes”. Con lui Emiliano Della Casa, software architect e l’altro organizzatore di Rubycon. Il suo workshop, “Deploy di Applicazioni Rails 8 su Google Cloud: Da Zero all’AI”, è andato in scena in due sessioni, una delle quali insieme. Il tema: un’applicazione Rails portata da zero in cloud fino all’intelligenza artificiale, con le mani sulla tastiera. La stessa squadra di Rubycon porterà a Modena, nel 2027, Euruko, la conferenza europea della community Ruby. Un altro motivo per cui la nostra città sta diventando un posto dove la community tecnica si dà appuntamento.

Netframe al DevFest: lo stand e il gruppo organizzativo

Netframe è un system integrator IT con sede a Modena: progetta e realizza reti aziendali, Wi-Fi, sicurezza, telefonia e sale riunioni per le aziende dell’Emilia-Romagna. I clienti vanno dalla PMI manifatturiera al gruppo industriale con più stabilimenti, fino alle grandi strutture come ospedali, centri commerciali e navi da crociera. A una conferenza di sviluppatori il nostro lavoro sta un livello sotto il palco, ed è il motivo per cui ci interessa esserci. Ogni applicazione di cui si è parlato in sala, prima o poi, deve passare da uno switch, da un access point e da un firewall. Qualcuno li ha progettati e collaudati.

Allo stand: lo spettro Wi-Fi in tempo reale e la sala riunioni al primo tocco

Allo stand abbiamo portato due cose che di solito stanno nei capannoni e nelle sale riunioni dei clienti. La prima è il kit con cui facciamo i site survey Wi-Fi. L’analizzatore di spettro Ekahau mostra in tempo reale le interferenze radio sulle bande 2,4, 5 e 6 GHz. Le demo di survey mostrano la mappa di copertura che si costruisce camminando. In un palazzo storico pieno di persone e di dispositivi lo spettro cambia a vista. È il modo più rapido per spiegare perché una rete Wi-Fi si misura e non si stima. La seconda è un monitor interattivo MaxHub XBoard V7 da 65 pollici (IFP, interactive flat panel). Videoconferenza, schermo touch e lavagna digitale stanno sullo stesso apparato, e fanno vedere come si presenta oggi una sala riunioni che parte al primo tocco. Ekahau e MaxHub sono strumenti e apparati che usiamo nei progetti, non partnership.

Le domande che arrivano a uno stand di rete in una conferenza di sviluppatori sono quelle di sempre, fatte però da chi scrive il software. Perché la rete Wi-Fi di un capannone va misurata. Come si separa la rete di produzione da quella degli uffici. Quanto costa davvero una sala riunioni che funziona al primo tocco. Sono le stesse domande a cui rispondono le nostre guide, e in questo resoconto le colleghiamo alle sessioni del programma che le riguardano.

Dietro le quinte: il gruppo organizzativo

La seconda presenza di Netframe era dietro le quinte: Alessio Miranda faceva parte del gruppo dei cinque organizzatori. Con loro i volontari dello staff, che hanno tenuto in piedi otto sale in parallelo, l’accoglienza, i workshop e lo speed networking per due giorni. Organizzare una conferenza gratuita da quasi 700 persone con il lavoro volontario di una community è un progetto a sé. Lo diciamo con cognizione di causa.

Le sessioni che parlano alla rete, anche quando non la nominano

Cloud e piattaforme: tre interventi per chi gestisce un’infrastruttura

Nella traccia Cloud & Platform Engineering tre interventi riguardavano direttamente chi gestisce un’infrastruttura. Fabio Trigari lo avevamo già ascoltato a settembre a Modena Full Stack, con il talk sul monitoraggio white-box e black-box. Al DevFest ha presentato “Quando l’automazione non basta più: Kubernetes come sistema di riconciliazione dello stato”. L’idea è che un sistema debba continuamente confrontare lo stato desiderato con quello reale e correggere la differenza. È la stessa che applichiamo ai controller Wi-Fi e alle configurazioni di rete gestite da un punto centrale. Marcos Manuel Ortega González, con “From dev to Platform Engineer with Pulumi IaC”, ha raccontato l’infrastruttura descritta da codice. Nel mondo delle reti si chiama configurazione versionata e ripristinabile. Giada Salvatori, con “Compliance & Security Audit Platform”, ha parlato di automazione delle valutazioni di sicurezza. È il tema del nostro security assessment, visto dal lato di chi lo automatizza.

AI e sistemi fisici: gemelli digitali e guida autonoma

Nella traccia AI, due sessioni toccavano i sistemi fisici: macchine e impianti in rete con i PLC (programmable logic controller, i controllori delle macchine). La prima è “Oltre lo specchio: Digital Twins e AI per sistemi ciber-fisici intelligenti” di Marco Picone. La seconda, “Physical AI per la guida autonoma da corsa al limite” di Ayoub Raji. Un gemello digitale che riceve dati dalla macchina in tempo reale e un veicolo autonomo che decide in millisecondi hanno in comune una cosa. Serve una rete che non perde pacchetti e che tiene separato ciò che comanda da ciò che osserva. È il tema della segmentazione della rete OT e della misura dell’affidabilità. Qui raccontato dal lato di chi usa i dati invece che dal lato di chi li trasporta.

Agenti e protocolli: il traffico che arriva prima delle regole

“Trust by Design: Building Secure AI with Google Cloud” di Katya Vinnichenko e Rustam Mehmandarov era dedicato all’AI sicura per costruzione. Marco Pollacci, con “MCP: il collega silenzioso che connette i tuoi servizi all’AI”, spiegava il Model Context Protocol. È il protocollo con cui un modello chiama servizi esterni. Tutte e due le sessioni hanno descritto agenti che aprono connessioni verso sistemi aziendali. Per la rete significa traffico nuovo, spesso cifrato e automatico, fra applicazioni che prima non si parlavano. Va previsto nelle regole del firewall e nelle VLAN (le reti locali virtuali con cui si separa il traffico) prima che arrivi, non dopo.

Più della metà del programma sull’AI: cosa cambia per chi ha una rete aziendale

Mettendo in fila le 36 sessioni sull’intelligenza artificiale, per un’azienda che non sviluppa software ma lo usa i punti di contatto con l’infrastruttura sono tre. Il primo è il traffico: gli agenti parlano con servizi in cloud e con sistemi interni in modo continuo. La rete che bastava per la posta e l’ERP (enterprise resource planning, il gestionale) deve essere misurata di nuovo, connettività e ridondanza comprese. La sicurezza è il secondo. Un modello che legge documenti e chiama API (application programming interface, le interfacce fra programmi) è un nuovo punto di accesso ai dati. Il perimetro va ridisegnato con le stesse zone e gli stessi condotti della rete di fabbrica.

Resta il luogo dove il modello gira, ed è il terzo punto. La sessione di Camillo Bucciarelli parlava di AI generativa offline su smartphone con Flutter. Quella di Alexander Amin, di un agente legale che gira in locale su Gemma 4. Dicono la stessa cosa: una parte dei modelli tornerà dentro l’azienda, su dispositivi e server locali, e quel traffico resterà sulla rete interna, Wi-Fi compreso.

Nessuna di queste cose richiede di cambiare rete domani. Richiede di sapere com’è fatta la propria: quanti apparati, quali versioni, quali flussi, con un inventario e una misura. È il punto di partenza di tutto quello che facciamo, e due giorni di DevFest lo hanno confermato da un’angolazione diversa dalla nostra.

Perché lo facciamo: le persone e il territorio

Oltre alle sessioni in programma c’erano i lightning talk proposti dai partecipanti e lo spazio di speed networking. Poi il workshop “Ask Me Anything About Your Career” di Eleonora Mistro e, a chiusura del sabato, il concerto acustico dei Violet Blend. Fra i lightning talk confermati: “Hai deployato l’AI. Ma il processo è migliorato?” di Andrea Saravalle, e “Scrivo solo codice: Controller, Processor, Autorizzato o 404 Not Found? Risponde il GDPR” di Angela Petraglia, sul regolamento europeo per la protezione dei dati. Il workshop “Cloud Quest” di Gianni Forlastro, Maurizio Ipsale e Davide Tresoldi risultava sold out sul programma.

È il formato che rende il DevFest diverso da una fiera. Due giorni gratuiti, con registrazione obbligatoria, costruiti da volontari che ci mettono sere, fine settimana e pazienza. Due giorni in cui chi lavora nel software del territorio si incontra di persona, si riconosce e si aiuta.

Nessuno dei quasi 700 era lì per obbligo. Si era lì per imparare qualcosa, per rivedere qualcuno, per far parte di una cosa costruita insieme. È la stessa ragione per cui Netframe partecipa, e per cui quest’anno ha scelto di stare anche dentro l’organizzazione e non solo allo stand. Un’azienda del territorio vive del territorio, e il modo più onesto di restituire qualcosa è dare tempo e lavoro alle persone che lo fanno crescere. Netframe sostiene le community tecniche dell’Emilia-Romagna da anni. Ci sono le serate di Modena Full Stack, gli incontri di GDG Cloud Modena, Reggio Emilia Full Stack, Women Techmakers Modena e Rubycon Italy. Il DevFest è il momento dell’anno in cui tutte queste community stanno nello stesso edificio. È anche il momento in cui si vede che Modena ha una comunità tecnica che sa fare le cose insieme.

Grazie

Un grazie di cuore ai compagni di organizzazione, Maurizio Ipsale, Mirko Gilioli, Davide Muzzarelli e Stefano Carlini. Condividere questi mesi è stato un piacere prima che un impegno. Grazie alla cinquantina di volontari dello staff, che hanno tenuto in piedi otto sale in parallelo per due giorni con il sorriso. A Riccardo Carlesso, che ha aperto il DevFest come sa fare lui.

Grazie a Google, a QubicaAMF e ad ADT, con cui abbiamo condiviso il piano degli sponsor. Un pensiero a Iungo, Quix, Bisy e alle startup NetAi, BeeAPro e BizzyNow, e al Comune di Modena per il patrocinio. Con loro i media partner, dai GDG di Catania, Torino, Pescara, Pisa, Roma e Vicenza a Rubycon Italia e Linux Day Modena. E grazie a chi si è fermato allo stand: a fare domande, a raccontarci la propria rete o solo a salutare. Le risposte più lunghe sono nelle guide del blog; per tutto il resto ci si scrive. Ci siamo divertiti, abbiamo imparato e torniamo a casa con la voglia di rifarlo.

Chi vuole rivedere il programma completo, con relatori e abstract, lo trova sul sito ufficiale del DevFest Modena. Le foto raccolte dagli organizzatori sono nell’album condiviso indicato nella stessa pagina. Ci vediamo al prossimo meetup.

Domande frequenti

Com’è andato il DevFest Modena 2026?

Il DevFest Modena 2026 si è svolto il 3 e 4 ottobre 2026 alla Fondazione Collegio San Carlo di Modena, con quasi 700 partecipanti. Il programma: oltre 65 relatori, 68 sessioni in otto sale parallele, 8 workshop pratici, lightning talk proposti dai partecipanti e uno spazio di speed networking. L’ingresso era gratuito con registrazione obbligatoria. Netframe ha partecipato come Gold Sponsor, con uno stand aperto in entrambe le giornate, e con Alessio Miranda nel gruppo degli organizzatori.

Di cosa si è parlato al DevFest Modena 2026?

Il programma era diviso in tre tracce. AI & Machine Intelligence con 36 sessioni (agenti, AI generativa, modelli linguistici, robotica, etica). Cloud & Platform Engineering con 10 (cloud, DevOps, infrastruttura come codice, sicurezza, Kubernetes). Web, Mobile & Dev Experience con 11. La keynote di apertura era di Riccardo Carlesso, Developer Advocate di Google Cloud e fra gli organizzatori di Rubycon Italy. Più della metà delle sessioni riguardava l’intelligenza artificiale.

Perché un system integrator di reti sponsorizza una conferenza per sviluppatori?

Perché il software di cui si parla al DevFest, dagli agenti AI ai sistemi ciber-fisici, gira su reti, access point e firewall. Qualcuno deve progettarli, segmentarli e collaudarli. Netframe costruisce quel livello per le aziende dell’Emilia-Romagna e ha interesse a capire in anticipo che cosa ci passerà sopra. C’è poi una ragione di territorio: Modena è la città di Netframe. Una conferenza di questa portata, gratuita e organizzata da volontari, merita di essere sostenuta. Nel 2026 Netframe ha fatto anche parte del gruppo organizzativo.

Cosa cambia per la rete di un’azienda che adotta l’intelligenza artificiale?

Tre cose, che il programma del DevFest ha reso evidenti. Più traffico automatico fra applicazioni e servizi, anche interni. Un nuovo punto di accesso ai dati, da proteggere con la segmentazione della rete e con regole di firewall pensate prima. Una parte dei modelli che gira in locale, su smartphone e server aziendali, e quindi sulla rete interna e sul Wi-Fi. Il punto di partenza è lo stesso di sempre: un inventario della rete e una misura di come funziona oggi.

Chi organizza il DevFest Modena e dove si trova il programma?

Il DevFest Modena è organizzato da GDG Cloud Modena, il capitolo modenese dei Google Developer Group. Con loro le community Modena Full Stack, Reggio Emilia Full Stack e Modena.rb. Il programma completo dell’edizione 2026, con relatori, abstract e workshop, è pubblicato su devfest.modena.it; i biglietti, gratuiti, si prenotano sulla piattaforma GDG Community.

Fonti

Fonti verificate il 5 ottobre 2026. Il numero dei partecipanti è il conteggio degli organizzatori a fine evento. Netframe è stata Gold Sponsor e parte del gruppo organizzativo: questo resoconto è scritto da chi ha contribuito all’evento e lo dichiara.

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