Centralino multisede: come si collegano le sedi e come si instradano le chiamate fra uffici, filiali e stabilimenti
Un centralino multisede collega le sedi di un’azienda come se fossero un solo ufficio. Si chiama un collega in un’altra città con il suo interno e una chiamata passa da una sede all’altra. Così il cliente trova sempre qualcuno, anche quando la sua filiale è chiusa. Le scelte che decidono il risultato sono quattro. Prima l’architettura: un centralino unico o uno per sede. Poi il piano di numerazione interna, le regole con cui le chiamate in arrivo vengono smistate fra le sedi e la rete che le collega. Questa guida di Netframe, system integrator IT con sede a Modena, le mette in fila, con le misure di banda, le regole sui numeri e una tabella di collaudo.
Se la domanda è dove far girare il centralino, la risposta è nella guida al centralino on premise o cloud. Il servizio di Netframe è nella pagina sul VoIP aziendale. Qui, invece, si parla di come far lavorare insieme più sedi.
Quali sono le tre architetture di un centralino multisede?
Prima di parlare di instradamento bisogna sapere dove stanno i cervelli del sistema. Le strade sono tre. La scelta dipende dalle persone per sede, dalla qualità delle linee e da quanto ogni sede deve restare autonoma.
| Architettura | Come funziona | Quando conviene | Punto debole |
|---|---|---|---|
| Centralino unico in sede centrale | un solo sistema; i telefoni delle altre sedi si registrano attraverso la rete fra le sedi | filiali piccole, collegate bene, con poche esigenze locali | se cade il collegamento, la filiale resta senza telefono |
| Un centralino per sede, collegati fra loro | ogni sede ha il suo sistema e le sue linee; i sistemi si parlano con collegamenti interni | sedi grandi, stabilimenti che non possono fermarsi, linee diverse per sede | più sistemi da aggiornare e da tenere allineati |
| Centralino in cloud | il sistema è nel data center del fornitore; ogni sede si collega via internet | molte sedi piccole, lavoro da remoto, poche integrazioni locali | ogni sede dipende dalla propria connessione internet |
Le soluzioni ibride sono comuni. Per esempio, un centralino centrale può avere un apparato di sopravvivenza nello stabilimento più importante. Oppure un sistema in cloud può avere un gateway locale per fax, citofoni e allarmi. In pratica i prodotti cambiano nome, ma le tre famiglie restano queste. Con 3CX due sistemi si collegano con un “bridge”, un collegamento fra centralini che permette di chiamarsi fra sedi gratis sulla connessione esistente. Con Alcatel-Lucent OmniPCX Enterprise più server formano una rete unica con instradamento comune. Le piattaforme sono confrontate nella guida sul centralino open source o commerciale.
Come si fa il piano di numerazione interna fra le sedi?
Il piano di numerazione è la regola con cui si assegnano gli interni. In un’azienda con più sedi è la scelta più difficile da cambiare dopo. Infatti finisce nelle rubriche, nei biglietti da visita e nelle abitudini delle persone. Esistono due modi di farlo.
| Metodo | Esempio | Vantaggi | Limiti |
|---|---|---|---|
| Fasce di numeri per sede | Modena 200-299, Bologna 300-399, Reggio Emilia 400-499 | si chiama un collega in un’altra sede con il solo interno; la sede si riconosce dalla prima cifra | con tre cifre ogni sede ha al massimo 100 interni; conviene partire da quattro cifre |
| Prefisso di sede più interno | 8 per Bologna, poi l’interno: 8-201 | le sedi possono avere interni uguali; utile quando si collegano sistemi esistenti | una cifra in più da comporre; rubriche e trasferimenti più complicati |
Per un sistema nuovo consigliamo le fasce a quattro cifre: 2000-2999 per la prima sede, 3000-3999 per la seconda, e così via. In questo modo restano liberi i numeri per code, gruppi e servizi, per esempio la serie 9000. Conviene inoltre allineare, quando possibile, le ultime cifre dell’interno a quelle del numero diretto: chi risponde al 059 1234 2015 ha l’interno 2015. La stessa logica vale per la rete: la guida sulle VLAN aziendali spiega perché due sedi con la stessa numerazione IP non si collegano bene.
Come si smistano le chiamate in arrivo fra le sedi?
Proprio qui si decide se il cliente trova qualcuno o resta in attesa. Le domande da fare sono tre: quale numero chiama il cliente, chi deve rispondere e cosa succede quando nessuno risponde.
Numero unico o numeri per sede
| Modello | Come funziona | Adatto a |
|---|---|---|
| Numero unico aziendale | un solo numero; un risponditore automatico o un centralinista smista per servizio o per sede | aziende con un servizio clienti centralizzato |
| Numeri per sede | ogni sede tiene il proprio numero storico; le chiamate arrivano prima alla sede, poi passano alle altre se serve | filiali con clientela locale, negozi, stabilimenti |
| Entrambi | numero unico per il commerciale e l’assistenza, numeri di sede per i rapporti locali | la soluzione più diffusa fra le aziende con tre o più sedi |
Code e gruppi che attraversano le sedi
Di solito il vantaggio più concreto di un centralino multisede è la coda condivisa. Per esempio, il servizio clienti può avere due persone a Modena e due a Bologna: per il cliente sono un unico gruppo, e risponde il primo libero. Le strategie di distribuzione più usate sono quattro: tutti insieme, in sequenza, a rotazione e al meno occupato. Per un servizio clienti, quindi, la rotazione o il meno occupato distribuiscono meglio il carico.
Il trabocco, in inglese overflow, è la regola che sposta la chiamata quando la coda locale è piena o nessuno risponde. Ecco una regola tipica: prima la chiamata squilla nella sede per 20 secondi, poi passa alla coda delle altre sedi, poi alla segreteria con richiamata. In questo modo nessuna chiamata resta senza risposta perché un ufficio è in pausa pranzo.
Orari e festività diverse per sede
Ogni sede deve avere il proprio calendario. Le festività del patrono sono il caso più tipico: a Modena San Geminiano è il 31 gennaio, a Bologna San Petronio il 4 ottobre. Con un calendario unico, invece, quel giorno le chiamate vanno a una sede chiusa. Allo stesso modo vanno trattati i turni dello stabilimento, che spesso lavora su orari diversi dagli uffici. Quindi le regole orarie si impostano per sede, e la coda condivisa raccoglie le chiamate delle sedi chiuse.
Da dove escono le chiamate e con quale numero presentato?
Le chiamate verso l’esterno possono partire da un’unica uscita centrale o dalla linea di ogni sede. Da un lato, l’uscita centrale semplifica contratti e configurazione. Quella locale, invece, tiene la sede operativa anche se cade il collegamento con la centrale.
Si può usare il numero di una sede da un’altra città?
Sì. Il piano nazionale di numerazione dell’AGCOM (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), allegato A alla delibera 8/15/CIR, all’articolo 7 comma 5 consente l’uso nomadico delle numerazioni geografiche sull’intero territorio nazionale. Il numero 059 di Modena, quindi, può squillare a Bologna e una chiamata della sede di Bologna può uscire con un numero di Modena.
C’è però un vincolo del 2026. Con la delibera 21/26/CIR, pubblicata il 29 aprile 2026, l’AGCOM ha aggiornato il piano di numerazione per contrastare i numeri falsificati. L’operatore deve verificare che il numero presentato corrisponda alle numerazioni attribuite alla linea e al cliente, e bloccare la chiamata quando non corrisponde (articolo 6, comma 3, del piano, sostituito dall’articolo 1 della delibera). Per un centralino multisede, quindi, la regola pratica è una sola. Prima di far uscire le chiamate di una sede dalle linee di un’altra, si verifica con l’operatore che i numeri presentati siano associati a quelle linee. La delibera non fissa una data di decorrenza e affida le modalità attuative a un tavolo tecnico avviato a giugno 2026, quindi conviene verificare con l’operatore la situazione al momento del progetto.
Le chiamate al 112 da ogni sede
Per prima cosa, chi chiama il 112 da una filiale deve essere localizzato all’indirizzo della filiale, non a quello della sede centrale. Con un’uscita centrale questo va progettato: le chiamate di emergenza di ogni sede devono uscire con un numero che l’operatore associa all’indirizzo di quella sede, oppure dalla linea locale. Inoltre va provato al collaudo con l’operatore, perché un errore qui non si vede finché non serve.
Quanta banda e quale qualità servono alla rete fra le sedi?
La voce occupa poca banda, ma non tollera ritardi e perdite. Per questo motivo il problema delle chiamate fra sedi quasi mai è la velocità della linea: è la priorità che la rete dà alla voce. La banda per chiamata, misurata da Cisco con pacchetti ogni 20 millisecondi, è questa.
| Codec | Banda della voce | Banda su rete Ethernet, per direzione | 10 chiamate contemporanee |
|---|---|---|---|
| G.711 | 64 kbps | 87,2 kbps | circa 0,9 Mbps |
| G.722, voce in banda larga | 64 kbps | 87,2 kbps | circa 0,9 Mbps |
| G.729 | 8 kbps | 31,2 kbps | circa 0,3 Mbps |
Il codec è il sistema che codifica e comprime la voce. Fra le sedi conviene il G.722, la voce in banda larga (7 kHz di banda audio invece dei 3,4 kHz del telefono tradizionale): costa la stessa banda del G.711 e si sente meglio, a condizione che telefoni, client e il collegamento fra i centralini lo abbiano abilitato. Verso la rete pubblica il trunk dell’operatore lavora quasi sempre in G.711, quindi la qualità in più resta dentro l’azienda e il centralino deve convertire le chiamate esterne, con un carico in più da dimensionare. Con le linee in fibra il G.711 resta la scelta normale dove il G.722 non è disponibile; il G.729 resta utile su collegamenti radio o linee di backup lente. In ogni caso, ai valori della tabella va aggiunto il traffico di registrazione e segnalazione, che è piccolo, e un margine per i picchi.
Le soglie di qualità sul collegamento
| Parametro | Verde | Giallo | Rosso |
|---|---|---|---|
| Ritardo in una direzione | fino a 150 ms | 150-250 ms | oltre 250 ms |
| Jitter, cioè la variazione del ritardo | fino a 30 ms | 30-50 ms | oltre 50 ms |
| Pacchetti persi | sotto l’1% | 1-3% | oltre il 3% |
Il limite dei 150 millisecondi viene dalla raccomandazione G.114 dell’ITU-T (il settore standard dell’Unione internazionale delle telecomunicazioni); le altre fasce sono i criteri che usiamo nei collaudi. Per restare nel verde servono tre cose. Prima di tutto, la voce va marcata con la classe di priorità più alta, EF (Expedited Forwarding, valore 46 del campo DSCP, Differentiated Services Code Point, che indica la priorità di ogni pacchetto IP). Anche la segnalazione ha una classe dedicata, di solito CS3 (DSCP 24), mai in coda con il resto del traffico. Poi il collegamento fra le sedi deve rispettare quella marcatura, anche dentro la VPN. Infine va disattivato l’ALG SIP del firewall (Application Layer Gateway, la funzione che riscrive gli indirizzi dentro i pacchetti SIP): quando il centralino gestisce già il passaggio attraverso il firewall, l’ALG interferisce e spesso causa audio a una sola via.
Il collegamento può essere una VPN fra i firewall (Virtual Private Network, il tunnel cifrato fra le sedi) o una rete SD-WAN (Software-Defined WAN, Wide Area Network: più linee gestite insieme da un solo apparato), che usa due linee insieme e sposta la voce su quella migliore. Il funzionamento è nelle guide sulla VPN aziendale con FortiGate e sulla SD-WAN per PMI. Se l’audio fra le sedi già si sente male, la guida ai problemi audio del VoIP parte dai sintomi.
Come continua a telefonare una sede se cade il collegamento?
Il progetto multisede va provato immaginando il guasto: la fibra di una filiale si interrompe. Cosa succede ai suoi telefoni dipende dall’architettura.
| Architettura | Senza collegamento alla centrale | Come si protegge |
|---|---|---|
| Centralino unico centrale | i telefoni della filiale non funzionano | seconda linea con SD-WAN; apparato di sopravvivenza locale con una linea propria |
| Un centralino per sede | la sede lavora con le sue linee; si perdono solo le chiamate interne fra sedi | trabocco delle chiamate fra sedi sulla rete pubblica |
| Centralino in cloud | la sede perde il telefono fisso; le app sul cellulare continuano su rete mobile | linea di backup 4G o 5G; inoltro automatico dei numeri sui cellulari |
Gli apparati di sopravvivenza esistono per le piattaforme principali. Per Microsoft Teams con Direct Routing, per esempio, AudioCodes propone il Survivable Branch Appliance (SBA). Quando la sede perde il collegamento con il cloud, i telefoni e i client Teams si registrano all’apparato locale e le chiamate verso l’esterno escono dalla linea della sede. In questa modalità restano le chiamate di base, l’attesa e il trasferimento; code e risponditore automatico vivono nel cloud e vanno reindirizzati a un interno locale, e le chiamate di emergenza partono senza la trasmissione dell’indirizzo. Anche Alcatel-Lucent OmniPCX Enterprise prevede la sopravvivenza delle sedi remote. In ogni caso, in una sede con reparti che non possono fermarsi la sopravvivenza va decisa nel progetto, non dopo il primo guasto.
Restano infine i dispositivi che non sono telefoni: citofoni, ascensori, allarmi, POS. Siccome sono quasi sempre locali, vanno censiti sede per sede, come spiega la guida sul gateway VoIP-ISDN.
Come funziona Microsoft Teams come centralino multisede?
Teams Phone, cioè il centralino dentro Microsoft Teams, è per natura multisede: tutti gli utenti sono nello stesso sistema, ovunque si trovino. I numeri arrivano da Microsoft con il Calling Plan, da un operatore aderente a Operator Connect oppure tramite Direct Routing. In questo secondo caso serve un SBC (session border controller), l’apparato che collega Teams alle linee telefoniche, gestito dall’azienda o dal suo integratore. Un solo SBC, inoltre, può servire tutte le sedi, oppure se ne mette uno per sede quando le linee sono locali. In Teams si configurano anche gli indirizzi di emergenza per sede. Le differenze fra le due strade sono nella guida su Operator Connect o Direct Routing; il servizio è nella pagina su Microsoft Teams Direct Routing. Quando chat, riunioni e telefono devono stare nello stesso ambiente, il perimetro è quello della unified communication e collaboration.
Quali prove si fanno al collaudo di un centralino multisede?
| Prova | Come si fa | Esito atteso |
|---|---|---|
| Chiamata fra sedi | interno di una sede verso interno di ogni altra sede, nei due versi | audio nei due versi con il codec previsto (G.722 dove abilitato), numero e nome del chiamante corretti |
| Coda condivisa | chiamata dall’esterno con gli operatori di una sede occupati | risponde un operatore di un’altra sede entro il tempo di trabocco |
| Calendario per sede | simulazione del giorno di festa di una sola sede | le chiamate di quella sede vanno alla coda delle altre |
| Numero presentato | chiamata in uscita da ogni sede verso un cellulare | compare il numero previsto per quella sede |
| Emergenza | verifica con l’operatore dell’indirizzo associato al numero di ogni sede | indirizzo corretto per ogni sede |
| Guasto del collegamento | scollegamento della linea di una filiale durante una chiamata | la sede continua a chiamare secondo il piano di sopravvivenza |
| Qualità | misura di ritardo, jitter e perdite durante dieci chiamate contemporanee | valori nella fascia verde della tabella sulle soglie |
Quali sono gli errori più comuni?
- Interni a tre cifre per tutte le sedi. Così alla quarta sede, o al centesimo dipendente, la numerazione va rifatta.
- Un solo calendario. Di conseguenza, il giorno del patrono di una sede le chiamate squillano in un ufficio vuoto.
- Nessuna priorità alla voce nella VPN. Le chiamate fra sedi si sentono a scatti quando parte un backup o un aggiornamento.
- Numeri presentati non verificati con l’operatore. Con le regole AGCOM del 2026 contro i numeri falsificati le chiamate possono essere bloccate.
- Il 112 che esce dalla sede centrale. I soccorsi ricevono l’indirizzo sbagliato.
- Nessun piano per il guasto della linea. La filiale scopre di non avere telefono il giorno in cui la fibra si interrompe.
- Citofoni, allarmi e POS dimenticati. Spariscono al momento della migrazione, eppure nessuno se ne accorge fino al primo bisogno.
Da dove si parte per progettare un centralino multisede?
Da un censimento sede per sede: persone, interni, numeri, linee e contratti, dispositivi analogici, orari e festività. Subito dopo vengono le chiamate contemporanee nell’ora di punta, che dicono quante linee e quanta banda servono. Solo con questi dati si sceglie l’architettura e si disegna il piano di numerazione. Un esempio reale è nella guida sulla migrazione di un centralino PBXact, collegato con trunk SIP alle altre sedi del gruppo. Cosa deve coprire l’assistenza dopo il passaggio, sede per sede, è nella guida sull’assistenza del centralino aziendale.
Netframe è un system integrator IT dell’Emilia-Romagna con sede a Modena, partner certificato 3CX, AudioCodes e Patton, technology partner Microsoft e Alcatel-Lucent Enterprise. Progettiamo centralini per aziende con più sedi in tutta la regione e in Italia, con la rete che li collega. Raccontaci le tue sedi dalla pagina contatti, scrivici a info@netframe.it o chiamaci allo 059 7134794: partiamo dal censimento delle sedi.
Domande frequenti
Come si gestisce l’instradamento delle chiamate in ingresso su più sedi aziendali?
Con tre regole impostate nel centralino. La prima dice quale sede risponde a ogni numero; la seconda crea una coda condivisa fra le sedi per i servizi comuni. Infine il trabocco passa la chiamata a un’altra sede dopo un tempo prefissato. Ogni sede ha il proprio calendario di orari e festività, così le chiamate di una sede chiusa vanno a quelle aperte.
Serve un centralino per ogni sede?
Non sempre. Per esempio, per filiali piccole e ben collegate basta un centralino unico, centrale o in cloud. Uno per sede conviene quando la sede è grande, ha linee proprie o reparti che non possono restare senza telefono se cade il collegamento. Le soluzioni ibride, con un apparato di sopravvivenza nelle sedi critiche, sono frequenti.
Si può avere un numero unico per tutte le sedi?
Sì. Il numero unico arriva al centralino, che smista le chiamate con un risponditore automatico o un centralinista, per servizio o per sede. Inoltre molte aziende tengono i numeri storici delle sedi per i rapporti locali, e usano il numero unico per commerciale e assistenza.
Posso usare il numero di Modena in una sede di Bologna?
Sì: il piano nazionale di numerazione dell’AGCOM consente l’uso nomadico dei numeri geografici su tutto il territorio nazionale. Con le regole AGCOM del 2026 contro i numeri falsificati, però, l’operatore blocca le chiamate in cui il numero presentato non corrisponde alle numerazioni attribuite alla linea e al cliente. Va verificato con l’operatore prima del progetto.
Quanta banda serve per la telefonia fra le sedi?
Circa 87 kbps per chiamata e per direzione con i codec G.711 e G.722, circa 31 kbps con il G.729. Dieci chiamate contemporanee in G.711 o G.722 occupano quindi meno di 1 Mbps. Tuttavia più della banda conta la priorità: la voce va marcata e protetta anche dentro la VPN fra le sedi.
Cosa succede se in una sede cade internet?
Dipende dall’architettura. Con un centralino per sede la sede continua a chiamare con le sue linee. Con un centralino centrale o in cloud, invece, serve una protezione: una seconda linea, un apparato di sopravvivenza locale o l’inoltro automatico dei numeri sui cellulari. Va decisa nel progetto e provata al collaudo.
Come si gestiscono le chiamate al 112 in un’azienda con più sedi?
Le chiamate di emergenza di ogni sede devono uscire con un numero che l’operatore associa all’indirizzo di quella sede, oppure dalla linea locale. Così i soccorsi ricevono l’indirizzo giusto. Per questo, con un’uscita centrale, va configurato e verificato con l’operatore al collaudo.
Microsoft Teams può fare da centralino per più sedi?
Sì. Teams Phone mette tutti gli utenti nello stesso sistema, ovunque siano. I numeri arrivano da Microsoft con il Calling Plan, da un operatore aderente a Operator Connect o con Direct Routing tramite uno o più SBC. Inoltre si configurano gli indirizzi di emergenza per sede e, dove serve, apparati di sopravvivenza per le sedi critiche.
Fonti
Norme e regole sui numeri
- AGCOM, Allegato A alla delibera n. 8/15/CIR del 20 febbraio 2015, piano nazionale di numerazione: articolo 7, numerazione geografica, con l’uso nomadico sull’intero territorio nazionale al comma 5
- AGCOM, delibera n. 21/26/CIR del 14 aprile 2026, pubblicata il 29 aprile 2026, aggiornamento del piano di numerazione sull’identificazione dell’originante: articolo 1, verifica del numero presentato e blocco delle comunicazioni non corrispondenti; articolo 3, istituzione del tavolo tecnico
- AGCOM, determina n. 6/26/DRS del 9 giugno 2026: avvio del tavolo tecnico incaricato di definire le modalità attuative della delibera 21/26/CIR
- Agenda Digitale, nuove regole AGCOM sui numeri falsificati (Sergio Boccadutri, 7 maggio 2026): lettura della delibera 21/26/CIR, con i temi rinviati al tavolo tecnico
Documentazione tecnica
- Cisco, Voice Over IP: Per Call Bandwidth Consumption (aggiornato l’11 dicembre 2023): banda per chiamata G.711, G.722 e G.729 con pacchetti da 20 ms, 87,2, 87,2 e 31,2 kbps su Ethernet
- ITU-T, raccomandazione G.114, One-way transmission time (edizione 05/2003, in vigore): limite di 150 ms di ritardo in una direzione
- ITU-T, raccomandazione G.722, 7 kHz audio-coding within 64 kbit/s (edizione 09/2012 con emendamento 10/2014, in vigore): la voce in banda larga a 64 kbit/s
- 3CX, Connecting 3CX Phone Systems (Bridges) (manuale di amministrazione, aggiornato il 10 settembre 2026): collegamento fra sistemi di sedi diverse, prefissi e fasce di interni
- AudioCodes, Site resiliency for Microsoft Teams Phone: Survivable Branch Appliance e uscita locale delle chiamate
- Microsoft Learn, Survivable Branch Appliance (SBA) for Direct Routing (aggiornata il 23 settembre 2026): funzioni disponibili in modalità di sopravvivenza, client supportati, chiamate di emergenza senza posizione
- Microsoft Learn, PSTN connectivity options: Calling Plan, Operator Connect, Teams Phone Mobile e Direct Routing
- Alcatel-Lucent Enterprise, scheda tecnica OmniPCX Enterprise Communication Server: rete di server con instradamento comune e sopravvivenza delle sedi remote, citata in forma descrittiva
Fonti verificate il 2 novembre 2026.
Nota di indipendenza: Netframe è un system integrator indipendente e multi-vendor. È certificata Cisco, Fortinet, Huawei, AudioCodes, Patton, 3CX e Ascom; Microsoft, HPE e Alcatel-Lucent Enterprise sono technology partner. Le delibere sono citate per i loro contenuti tecnici: Netframe non fornisce consulenza legale.
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