Sostituire o migrare il centralino in cloud: tempi, fasi e cosa può andare storto
La migrazione del centralino in cloud, come la sostituzione con un centralino nuovo in sede, richiede in genere da due a tre settimane per una PMI (piccola o media impresa) fino a cinquanta interni, e da uno a tre mesi per aziende più grandi o con più sedi. Il tempo non lo decide la tecnologia: lo decidono il censimento dell’impianto, la portabilità dei numeri e la rete che deve portare la voce. Le fasi sono sei: censimento, scelta e dimensionamento, preparazione della rete, configurazione con prove su numeri temporanei, passaggio dei numeri, assistenza intensiva nei giorni dopo. Quasi tutto quello che va storto si vede prima, se si sa dove guardare: numeri dimenticati, fax e allarmi collegati a linee analogiche, toni della tastiera che il nuovo impianto non trasmette, rete che taglia l’audio in una direzione.
Questa guida è scritta da Netframe, system integrator IT con sede a Modena, per chi deve cambiare centralino, verso un impianto in sede o verso un servizio in cloud, e vuole sapere in anticipo tempi, passaggi e rischi. Qui “centralino” vuol dire il PBX (Private Branch Exchange, il sistema che gestisce interni, linee e instradamento delle chiamate), in sede o in cloud, nella maggior parte dei casi VoIP (Voice over IP, la voce trasportata sulla rete dati). Per i singoli produttori a fine vita ci sono le guide dedicate a Panasonic e Selta e a NEC; chi parte da un HiPath o da un OpenScape trova nella guida sulla migrazione del centralino Unify le scadenze del supporto e cosa si salva.
Quanto tempo serve per sostituire o migrare il centralino?
I tempi tipici dei progetti, per dimensione dell’azienda, sono questi.
| Dimensione | Durata tipica | Cosa allunga i tempi |
|---|---|---|
| Fino a 20 interni, una sede | 1-2 settimane | Linee analogiche per fax, allarmi o ascensore da sostituire |
| 20-50 interni | 2-3 settimane | Portabilità di una numerazione in selezione passante (un blocco di numeri che arriva direttamente agli interni), cordless DECT (lo standard europeo dei cordless professionali) |
| 50-200 interni o più sedi | 1-3 mesi | Convivenza fra vecchio e nuovo impianto, integrazioni con gestionali, passaggio per sede |
| Migrazione in cloud | Come le righe sopra: l’impianto si prepara in meno tempo, la portabilità no | Linea internet e linea di riserva da sistemare prima, apparati analogici da adattare, numeri che passano all’operatore del servizio |
| Centralino integrato con Microsoft Teams | Come sopra, più 1-2 settimane | Licenze, SBC (Session Border Controller, l’apparato che collega in sicurezza due reti telefoniche IP) e prove di instradamento |
Il percorso critico è quasi sempre lo stesso: il nuovo impianto si configura in pochi giorni, ma i numeri si spostano solo quando l’impianto è collaudato e l’operatore ha completato la portabilità. Per questo la data del passaggio si fissa dopo le prove, non all’inizio del progetto. I tempi si accorciano quando la rete è già pronta per la voce, il trunk SIP è attivo e i numeri da portare sono pochi; si allungano per le voci della terza colonna della tabella.
Quali sono le sei fasi della migrazione?
1. Censimento dell’impianto
Si mappa tutto quello che passa dal centralino: interni reali e utenti, numeri e linee (ISDN, Integrated Services Digital Network, nelle versioni BRI, Basic Rate Interface a 2 canali, e PRI, Primary Rate Interface a 30 canali; linee analogiche; trunk SIP, dove SIP sta per Session Initiation Protocol, il protocollo che apre e chiude le chiamate su IP), selezione passante, cordless, posto operatore, gruppi e orari, messaggi della segreteria, integrazioni con gestionali. Poi si cerca quello che nessuno ricorda: fax, POS (Point of Sale, i terminali di pagamento), combinatori degli allarmi, telefono dell’ascensore, citofoni e cancelli attestati su porte analogiche. È la fase che più spesso si salta, ed è quella che decide se il giorno del passaggio qualcosa smette di funzionare.
2. Scelta della piattaforma e dimensionamento
La scelta fra centralino in sede, in cloud o integrato con Microsoft Teams dipende da come lavora l’azienda, e i criteri sono nella guida su centralino on premise o cloud.
Il dimensionamento dei canali verso l’esterno si fa sul traffico, con la formula di Erlang B. Un erlang è una linea occupata per un’ora intera, e la formula dice quanti canali servono perché la probabilità di trovarli tutti occupati resti sotto una soglia scelta. Un’azienda con 60 interni che parlano in media 6 minuti nell’ora di punta genera 6 erlang, e con l’1% di chiamate bloccate servono 13 canali contemporanei. Con il codec G.711 (la codifica della voce a 64 kbit/s della rete telefonica tradizionale) ogni chiamata occupa circa 80 kbit/s per direzione a livello IP, intestazioni comprese (87 su Ethernet, secondo le misure Cisco riportate nella guida sul centralino multisede): 13 canali sono circa 1 Mbit/s in ogni verso, da riservare sulla linea internet.
3. Preparazione della rete
I telefoni IP stanno su una VLAN (Virtual LAN, una rete virtuale separata) dedicata alla voce, che lo switch comunica ai telefoni con LLDP-MED (Link Layer Discovery Protocol for Media Endpoint Devices, il protocollo con cui switch e telefoni si scambiano VLAN, priorità e potenza richiesta). Lo switch deve alimentarli in PoE (Power over Ethernet), con un budget di potenza che regge tutti i telefoni accesi. La voce va marcata con priorità dal telefono fino al firewall: DSCP (Differentiated Services Code Point, il campo del pacchetto IP che indica la classe di servizio) al valore 46, la classe EF (Expedited Forwarding) riservata al traffico che non tollera attese.
Sul firewall o sul router va disattivato il SIP ALG (Application Layer Gateway, la funzione che riscrive gli indirizzi dentro i messaggi SIP e che con i centralini moderni quasi sempre rompe le chiamate). I telefoni si configurano da soli dal server di provisioning che il DHCP (Dynamic Host Configuration Protocol, il servizio che assegna gli indirizzi) indica con l’opzione 66. Le cause più frequenti dei problemi di audio sono nella guida sui problemi audio del VoIP.
4. Configurazione e prove su numeri temporanei
Il nuovo centralino si configura con interni, gruppi, IVR (Interactive Voice Response, i menu vocali automatici), orari, segreterie e integrazioni. L’operatore attiva un trunk SIP (il collegamento telefonico via internet) con un numero temporaneo, e su quello si provano chiamate in entrata e in uscita, trasferimenti, toni della tastiera verso i menu di banche e fornitori, fax e chiamate ai numeri di emergenza. Un gruppo di utenti pilota lavora qualche giorno sul nuovo impianto prima di tutti gli altri.
5. Portabilità e passaggio
Quando le prove sono chiuse si chiede la portabilità dei numeri con una data concordata. Il giorno del passaggio i numeri si spostano sul nuovo trunk, si verificano le chiamate in entrata su ogni numero e si tiene pronto il ritorno indietro. Il dettaglio è nei due capitoli che seguono.
6. Assistenza intensiva nei giorni dopo
Nelle prime due settimane emergono le abitudini che il censimento non ha colto: un gruppo che squillava in un certo ordine, un numero diretto che qualcuno usava, un fornitore che chiamava il fax. Si risolvono in fretta se c’è un canale diretto per le segnalazioni e se il vecchio impianto resta smontabile solo a fine periodo.
Cosa cambia se il centralino nuovo è in cloud?
Le sei fasi restano le stesse. Cambia dove sta il centralino, e quindi cosa deve reggere la rete della sede e chi gestisce i numeri. La scelta fra sede e cloud è nella guida su centralino on premise o cloud; qui ci sono le sette cose che, in una migrazione in cloud, vanno sistemate prima del passaggio.
Rete e apparati della sede
| Cosa cambia | Cosa serve prima del passaggio | Perché conta |
|---|---|---|
| Tutte le chiamate passano da internet | Banda riservata per i canali calcolati (circa 1 Mbit/s per direzione ogni 13 chiamate in G.711) e voce marcata in priorità sul firewall in uscita; in entrata la priorità non si governa, conta la qualità della linea | Anche le chiamate fra due interni della stessa sede fanno andata e ritorno dal cloud |
| Senza internet si ferma tutto | Una linea di riserva con un altro operatore, usata dal firewall con l’SD-WAN (Software-Defined WAN, la gestione automatica di più linee), e la deviazione automatica sui cellulari decisa nel servizio | Con il centralino in sede le chiamate interne continuano; con il cloud si fermano anche quelle |
| Telefoni e cordless si registrano attraverso il NAT (Network Address Translation, la traduzione fra indirizzi privati e pubblici) | SIP ALG spento, tempi di registrazione e messaggi di mantenimento più brevi della sessione del firewall, porte audio aperte; le basi DECT registrate al servizio come un telefono | È la causa delle chiamate in entrata che si perdono a intervalli |
| Fax, allarmi, ascensore e citofoni restano in sede | Un ATA (Analog Telephone Adapter, l’adattatore per gli apparecchi analogici) o un gateway registrato al servizio, con il fax in T.38 (il protocollo per il fax su rete IP) se il servizio lo supporta, altrimenti fax via posta elettronica; combinatori su rete mobile dove il collegamento deve reggere anche senza internet | Sono i dispositivi che il giorno del passaggio si scoprono muti |
Numeri, dati e integrazioni
| Cosa cambia | Cosa serve prima del passaggio | Perché conta |
|---|---|---|
| I numeri passano all’operatore del servizio | Portabilità pura verso l’operatore che fornisce il centralino in cloud, oppure un trunk SIP di un altro operatore collegato al servizio, se il servizio lo accetta; selezione passante indicata per intero | Il numero presentato in uscita deve essere assegnato all’azienda e uscire da un operatore italiano autorizzato |
| Il centralino sta fuori dall’azienda | Dove sono elaborati e conservati registrazioni, segreterie e tabulati, con quali tempi di conservazione e chi vi accede; accessi di amministrazione con account personali e verifica in due passaggi | Le decisioni su dati e conservazione restano all’azienda con i propri consulenti |
| Le integrazioni passano dalle interfacce del servizio | Connettore o API (Application Programming Interface, le interfacce di programmazione) verso il CRM (Customer Relationship Management, il software che gestisce i contatti con i clienti), app sul cellulare, presenza con Microsoft 365 o Google Workspace | Vanno provate con i dati veri, nella fase delle prove su numeri temporanei |
Se il centralino in cloud è Microsoft Teams, i numeri arrivano da un operatore collegato a Microsoft o con Direct Routing tramite un SBC, e per le sedi che non possono restare senza telefono esiste un apparato di sopravvivenza locale: il quadro è nella guida sul centralino multisede.
Come funziona la portabilità dei numeri in Italia?
I numeri si tengono. Il Codice delle comunicazioni elettroniche, all’articolo 98-octiesdecies (“Passaggio a un altro fornitore e portabilità del numero”), stabilisce al comma 5 che il numero trasferito deve essere attivato entro un giorno lavorativo dalla data concordata con l’utente e che l’interruzione del servizio durante il passaggio non può superare un giorno lavorativo, e al comma 6 che le operazioni le conduce il fornitore ricevente, cioè il nuovo operatore.
Le procedure le regola l’AGCOM (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), e i tempi si contano da quando il nuovo operatore trasmette la richiesta. Con la migrazione, che riusa la linea esistente e cambia anche l’accesso, secondo l’Autorità servono circa sei o sette giorni lavorativi fra attivazione e migrazione. Con la portabilità pura (NP pura, Number Portability pura) si sposta solo il numero verso un operatore che fornisce il servizio su un altro accesso, come un trunk SIP o un centralino in cloud, e servono circa tre giorni lavorativi.
Dove si inceppa la pratica
I rifiuti nascono quasi sempre da dati che non coincidono: intestatario, codice fiscale o partita IVA diversi da quelli del contratto attuale, un numero digitato male, un codice di trasferimento dell’utenza (la sequenza che l’operatore attuale consegna al cliente) sbagliato. La numerazione in selezione passante (in inglese DID, Direct Inward Dialing) va indicata per intero, con la radice e l’arco di numeri: portarne solo una parte non sempre è possibile e allunga la pratica. I numeri secondari, come la linea del fax o quella dell’allarme, vanno elencati uno per uno, perché nessuno li porta d’ufficio.
Tre precauzioni pratiche. La data del passaggio si fissa a inizio settimana, mai di venerdì, perché il giorno lavorativo di margine ricade nel fine settimana. Il contratto con l’operatore attuale va letto prima, per durata, recesso e servizi collegati alla stessa linea. Per le condizioni contrattuali e gli obblighi del singolo caso ci si rivolge ai professionisti competenti: Netframe non fornisce consulenza legale.
Cosa verificare nel trunk SIP prima di firmare?
Il trunk SIP è il collegamento telefonico via internet fra il centralino e l’operatore. Questi sono i parametri da fissare per iscritto prima di firmare.
| Parametro | Valore o scelta tipica | Perché conta |
|---|---|---|
| Codec | G.711 A-law (la variante con legge di compressione A usata in Europa), eventualmente G.722 in banda larga | Codec compressi come G.729 peggiorano fax e toni e vanno usati solo se la banda lo impone |
| Toni della tastiera | DTMF (Dual-Tone Multi-Frequency) inviati come eventi RFC 4733, lo standard dell’IETF (l’ente che scrive le regole tecniche di internet) | Se viaggiano dentro l’audio, i menu vocali di banche e fornitori non li riconoscono |
| Fax | T.38 o un servizio di fax via posta elettronica | Il fax in G.711 su internet fallisce appena la rete perde qualche pacchetto |
| Autenticazione | Registrazione con credenziali, oppure riconoscimento per indirizzo IP fisso | La seconda richiede un IP statico e regole precise sul firewall |
| Cifratura | TLS (Transport Layer Security) per la segnalazione, SRTP (Secure Real-time Transport Protocol) per l’audio, con le chiavi scambiate nella segnalazione protetta | Senza, segnalazione e conversazioni viaggiano in chiaro su internet |
| Canali contemporanei | Dal calcolo in erlang, con margine | Troppo pochi e chi chiama trova occupato |
| Numero presentato | Solo numeri assegnati all’azienda, in uscita da un operatore italiano autorizzato | Dal 19 agosto 2025 gli operatori bloccano, per la delibera AGCOM 106/25/CONS, le chiamate dall’estero che presentano un numero fisso italiano in modo non conforme, e dal 19 novembre 2025 anche quelle con un numero mobile; le regole del 2026 sul numero presentato dalle sedi sono nella guida sul centralino multisede |
| Chiamate di emergenza | Instradamento verso il 112 con l’indirizzo della sede giusta | Con più sedi o lavoro da remoto l’indirizzo associato al numero va verificato |
Le prove con il trunk reale
Il SIP ALG, la marcatura della voce e le regole sul firewall vanno provati con il trunk reale, non con il numero di prova di un altro operatore. Quando fra centralino e operatore serve un confine controllato, la guida alla configurazione sicura di un SBC descrive le regole di perimetro.
Tre dettagli del protocollo SIP che decidono il collaudo
Il primo è la registrazione. Se il centralino si registra all’operatore, il rinnovo e i messaggi di mantenimento (keepalive) devono arrivare prima che il firewall chiuda la sessione UDP (User Datagram Protocol, il trasporto usato dalla voce), altrimenti le chiamate in entrata si perdono a intervalli. Il secondo è la conferma finale. Nello standard SIP (RFC 3261) chi risponde ritrasmette la risposta finché non riceve l’ACK (acknowledgement, la conferma), e dopo 64 volte il timer T1 di 500 millisecondi, cioè 32 secondi, chiude la chiamata: è la causa delle chiamate che cadono sempre allo stesso secondo.
Il terzo sono i session timer (RFC 4028), che chiudono le chiamate rimaste aperte per errore e vanno allineati fra centralino e operatore. In più i numeri vanno scambiati nel formato E.164, il formato internazionale con il prefisso +39, o nel formato che l’operatore indica per iscritto.
Cosa può andare storto, e come si evita?
Gli otto problemi più frequenti, con il sintomo e la prevenzione.
| Problema | Come si vede | Come si evita |
|---|---|---|
| Numero dimenticato nella portabilità | Un cliente chiama un numero che non squilla più | Elenco completo dalle fatture dell’operatore, non dalla memoria |
| Allarme, ascensore o cancello muto | Il combinatore non chiama più nessuno | Censimento delle porte analogiche; ATA o gateway con porte FXS (Foreign Exchange Station, le porte che alimentano e fanno squillare un apparecchio analogico) certificati per quell’uso, o combinatori su rete mobile |
| Audio da una parte sola | Si sente chi chiama ma non si viene sentiti | SIP ALG disattivato, porte audio aperte, NAT configurato sul centralino |
| Menu vocali che non accettano i tasti | La banca non riconosce le scelte | DTMF come eventi RFC 4733 su tutto il percorso |
| Chiamate che cadono dopo circa 32 secondi | Si risponde, poi la chiamata si chiude | La conferma finale della chiamata (ACK) non arriva: indirizzi nei messaggi SIP e firewall da correggere |
| Telefoni che non si accendono tutti | Gli ultimi telefoni collegati restano spenti | Budget PoE calcolato sullo switch, non sul singolo telefono |
| Numero presentato sbagliato | Chi riceve vede un altro numero, o la chiamata non arriva | Numeri in uscita concordati con l’operatore e provati verso fisso e mobile |
| Gruppi che squillano nell’ordine sbagliato | Le chiamate finiscono alla persona sbagliata | Logiche di gruppo, orari e trabocchi copiati dal vecchio impianto e provati prima |
Le linee analogiche e ISDN in dismissione complicano i primi due casi: le soluzioni per fax, POS, allarmi e ascensori sono nella guida allo switch off delle linee ISDN e analogiche. Se invece il centralino attuale è ancora valido e cambia solo la linea, un gateway VoIP-ISDN evita di sostituirlo.
Come si prepara il giorno del passaggio, con il ritorno indietro?
Va preparato come un intervento con una finestra e un piano B.
- Il giorno prima: configurazione congelata, copia di sicurezza del nuovo centralino, elenco delle prove con l’esito atteso per ogni numero.
- La mattina, appena l’operatore conferma la portabilità: chiamata di prova su ogni numero e su ogni ingresso della selezione passante, dall’esterno e da un cellulare.
- Subito dopo: uscite verso fisso, mobile, estero e numeri di emergenza, con controllo del numero presentato.
- In mattinata: fax, allarmi, ascensore, citofoni e integrazioni con i gestionali.
- Tutta la giornata: un tecnico presente o collegato, e il vecchio impianto ancora cablato.
Come tornare indietro si decide prima, non durante. Finché il vecchio centralino resta al suo posto, gli interni tornano indietro rimettendo i cavi o riportando l’instradamento sul vecchio sistema. I numeri già portati, invece, non tornano in un’ora: per questo le prove su numeri temporanei vengono prima della richiesta di portabilità, e non dopo. Un esempio di passaggio reale, con i trunk tenuti spenti fino al taglio e lo scambio degli indirizzi IP come via di ritorno, è nel racconto della migrazione di un centralino PBXact.
Quanto costa, in proporzione?
Il costo di una sostituzione si divide in quattro parti: piattaforma e licenze, telefoni e adattatori, servizi di progetto e passaggio, canoni ricorrenti del trunk e dell’assistenza. Nelle PMI i telefoni e i servizi di progetto sono spesso le voci più grandi. Pesano poco, invece, i giorni di censimento, che sono anche quelli che evitano gli imprevisti più costosi. Il confronto fra spesa iniziale e canoni, in sede o in cloud, è nella guida su quanto costa un centralino cloud.
Quali domande fare al fornitore prima di cambiare centralino?
Prima di firmare, a chiunque proponga il nuovo impianto, compreso chi scrive questa guida:
- Chi fa il censimento e cosa consegna? Un elenco scritto di numeri, linee, interni, porte analogiche e integrazioni, non una stima.
- In sede, in cloud o integrato con Teams: perché proprio questa scelta? La risposta deve parlare di come lavora l’azienda, di assistenza e di continuità, non del listino.
- Quanti canali servono e come li avete calcolati? Un numero ricavato dal traffico, con la banda che occupa sulla linea internet.
- Chi gestisce la portabilità e in che date? Chi compila la richiesta, quale data si fissa e cosa succede se viene rifiutata.
- Come provate il nuovo impianto prima del passaggio? Numeri temporanei, utenti pilota, elenco delle prove con l’esito atteso.
- Cosa succede a fax, allarmi, ascensore e citofoni? Per ognuno, la soluzione e chi la installa.
- Come si torna indietro se il giorno del passaggio qualcosa non va? Il piano scritto prima, non improvvisato.
- Chi risponde dopo, e in quanto tempo? Un riferimento diretto e tempi di intervento scritti nel contratto: è la domanda che decide se il centralino funzionerà anche fra due anni. Cosa deve contenere il contratto è nella guida sull’assistenza del centralino aziendale.
Come lavora Netframe sulla migrazione del centralino?
Netframe sostituisce centralini e li migra in cloud in tutta l’Emilia-Romagna: censisce l’impianto, sceglie con il cliente la piattaforma, prepara la rete per la voce, configura e prova il nuovo sistema su numeri temporanei e segue il passaggio dei numeri fino all’ultima prova. Lavoriamo con 3CX, AudioCodes e Patton, di cui siamo partner certificati, con FreePBX e PBXact, e con Microsoft Teams (Netframe è technology partner Microsoft) anche tramite Microsoft Teams Direct Routing, e con Alcatel-Lucent Enterprise, di cui siamo technology partner.
Un caso reale è quello di un’azienda della provincia di Modena con circa 30 persone, riportata da un centralino in cloud senza assistenza a un centralino in sede con SBC, trunk SIP e app per il cellulare: è raccontato nella pagina sul centralino aziendale a Modena. Il servizio è descritto nella pagina VoIP aziendale. Per i clienti con contratto di manutenzione del centralino l’intervento è entro le otto ore lavorative dalla chiamata, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.30: le voci del contratto sono nella guida sull’assistenza del centralino aziendale.
Domande frequenti
Quanto tempo serve per sostituire il centralino aziendale?
Per una PMI fino a cinquanta interni servono in genere da due a tre settimane, dal censimento al passaggio dei numeri, e una sede piccola con il trunk SIP già attivo passa anche in una settimana. Per aziende più grandi o con più sedi da uno a tre mesi, spesso con un periodo di convivenza fra vecchio e nuovo impianto. Il tempo dipende soprattutto dal censimento iniziale, dalla portabilità dei numeri e dalle linee analogiche da sostituire.
Quando conviene cambiare centralino?
Quando il produttore ha chiuso il supporto o non fornisce più ricambi, quando le linee ISDN o analogiche vengono dismesse, quando il centralino non permette di lavorare come serve (lavoro fuori sede, app sul cellulare, integrazione con Teams o con il gestionale) e quando chi lo segue non dà assistenza. Se cambia solo la linea e l’impianto è ancora valido, un gateway può evitare la sostituzione. I criteri per scegliere fra sede e cloud sono nella guida su centralino on premise o cloud, le scadenze dei produttori nelle guide su NEC, Siemens e Unify e Panasonic e Selta.
Si perdono i numeri di telefono cambiando centralino?
No. I numeri si trasferiscono al nuovo operatore con la portabilità, che il Codice delle comunicazioni elettroniche vuole attivata entro un giorno lavorativo dalla data concordata, con un’interruzione non superiore a un giorno lavorativo. Vanno elencati tutti, compresi i numeri del fax e dell’allarme, e la selezione passante va indicata per intero.
Quanto dura la portabilità di un numero fisso?
Secondo l’AGCOM la portabilità pura, quella che sposta il numero su un altro accesso come un trunk SIP, richiede circa tre giorni lavorativi. La migrazione, che cambia anche la linea, circa sei o sette giorni lavorativi. Nei progetti conviene fissare la data a inizio settimana, dopo aver chiuso le prove sul nuovo centralino.
Cosa succede a fax, allarmi e ascensori quando si cambia centralino?
Se sono collegati a porte o linee analogiche, vanno spostati su adattatori o gateway certificati per quell’uso, o su combinatori che usano la rete mobile. Il fax su internet funziona in modo affidabile con il protocollo T.38 o con un servizio di fax via posta elettronica. Vanno censiti prima, perché sono i dispositivi che il giorno del passaggio si scoprono muti.
Si può cambiare centralino senza fermare l’azienda?
Sì, se il nuovo impianto è configurato e provato su numeri temporanei prima della portabilità, e se il passaggio si fa in una giornata lavorativa con il vecchio impianto ancora collegato. Per aziende grandi o con più sedi si procede per gruppi o per sede, con i due sistemi che convivono e si scambiano le chiamate.
Quanti canali servono sul trunk SIP?
Si calcolano sul traffico dell’ora di punta con la formula di Erlang B. Con 60 interni che parlano in media 6 minuti nell’ora di punta servono 13 canali per avere al massimo l’1% di chiamate bloccate. Con il codec G.711 sono circa 1 Mbit/s per direzione da riservare sulla linea internet, con la voce marcata con priorità.
Quando conviene migrare il centralino in cloud?
Quando le sedi sono piccole o distribuite, molte persone lavorano fuori sede, nessuno in azienda vuole gestire un server e la linea internet è affidabile con una riserva. Conviene meno dove ci sono molti apparati analogici da mantenere, dove la linea è debole o dove una sede deve continuare a telefonare anche senza internet: in questi casi un centralino in sede, o una soluzione ibrida, regge meglio. I criteri sono nella guida su centralino on premise o cloud, il confronto fra spesa iniziale e canoni in quella su quanto costa un centralino cloud.
Come si integra il centralino in cloud con CRM, posta e cellulari aziendali?
Con tre strumenti diversi. Il CRM si collega tramite la CTI (Computer Telephony Integration), cioè il connettore o le API del servizio che aprono la scheda del cliente quando arriva la chiamata e registrano l’esito: le architetture sono nella guida sull’integrazione tra centralino e CRM. La posta e il calendario ricevono la segreteria per email e condividono la presenza con Microsoft 365 o Google Workspace. I cellulari usano l’app del servizio, che porta l’interno e il numero dell’azienda sullo smartphone: le strade sono nella guida sulla convergenza fisso-mobile, il quadro completo in quella sull’integrazione della telefonia aziendale. Ogni integrazione si prova nella fase dei numeri temporanei, con i dati veri.
Chi sostituisce centralini aziendali a Modena e in Emilia-Romagna?
Netframe, system integrator IT con sede a Modena, sostituisce centralini e li migra in cloud in tutta l’Emilia-Romagna: censimento, scelta della piattaforma, preparazione della rete, configurazione, prove su numeri temporanei e passaggio dei numeri. Lavora con 3CX, AudioCodes e Patton come partner certificato, con FreePBX e PBXact, con Microsoft Teams e con Alcatel-Lucent Enterprise come technology partner. Il servizio per Modena e provincia, con un caso reale, è nella pagina sul centralino aziendale a Modena. Il servizio è descritto nella pagina VoIP aziendale.
Vuoi migrare il centralino senza fermare l’azienda?
Raccontaci la tua situazione dalla pagina contatti oppure scrivici a info@netframe.it: ti rispondiamo con i passi concreti, a partire dal censimento dell’impianto.
Fonti
- Codice delle comunicazioni elettroniche (D.Lgs. 259/2003 come modificato dal D.Lgs. 207/2021), articolo 98-octiesdecies, “Passaggio a un altro fornitore e portabilità del numero”: commi 5 (attivazione entro un giorno lavorativo, interruzione non superiore a un giorno lavorativo), 6 (operazioni condotte dal fornitore ricevente) e 7 (rimborsi e indennizzi stabiliti dall’Autorità)
- AGCOM, Passaggio ad altro operatore di rete fissa e portabilità del numero: migrazione dell’accesso e portabilità pura, codice di trasferimento dell’utenza, circa 6-7 giorni lavorativi per attivazione e migrazione e 3 per la portabilità pura
- AGCOM, delibera 106/25/CONS del 30 aprile 2025 e comunicato stampa del 13 novembre 2025 sul filtro anti-spoofing: blocco dal 19 agosto 2025 delle chiamate dall’estero con numero fisso italiano alterato e dal 19 novembre 2025 con numero mobile
- IETF, RFC 3261, SIP: Session Initiation Protocol (giugno 2002): transazioni, ACK, timer T1 (500 millisecondi) e timer H pari a 64×T1
- IETF, RFC 4733 (dicembre 2006, toni DTMF come eventi) e RFC 4028 (aprile 2005, session timer)
- ITU-T, G.711 (codifica della voce a 64 kbit/s, leggi A e µ), T.38 (fax su reti IP) ed E.164 (piano di numerazione internazionale); ITU-T è il settore normativo dell’Unione internazionale delle telecomunicazioni
Fonti verificate il 4 novembre 2026.
Nota di indipendenza: Netframe è un system integrator indipendente e multi-vendor, non affiliata ai produttori citati salvo dove indicato: è partner certificato Cisco, Fortinet, Huawei, AudioCodes, Patton, 3CX e Ascom, e technology partner Microsoft, HPE e Alcatel-Lucent Enterprise. I tempi indicati sono valori tipici dei progetti e le indicazioni normative non sono consulenza legale. Netframe sostituisce centralini, li migra in cloud e prepara le reti per la voce dalla sede di Modena, in tutta l’Emilia-Romagna.
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